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Chiesa e aborto

La coscienza dei cattolici

Un caso di omissione di soccorso e l’ideologia che lo ha ispirato.
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Qualche giorno fa si ha avuto notizia di una donna incinta presentatasi al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano di Napoli in condizioni critiche. Il feto era già privo di battito cardiaco e l’unico modo di salvare la donna era praticare un aborto farmacologico, ma il medico di turno si è rifiutato di intervenire adducendo di essere obiettore di coscienza. Se un altro medico, raggiunto per telefono giusto in tempo, non si fosse precipitato in ospedale, la paziente sarebbe deceduta.

Trattandosi di un caso conclamato di omissione di assistenza, il medico che ha negato il suo intervento è stato licenziato in tronco. Infatti, l’obiezione di coscienza esenta dal compiere atti che inducono l’aborto ma non dall’assistere una paziente, tantomeno se si trova in pericolo di vita. Eppure, non è difficile identificare nella dottrina della Chiesa Cattolica e nelle parole ignobili pronunciate di recente da papa Francesco sull’aborto le radici ideologiche di simili comportamenti.

Come già ampiamente esposto in un precedente articolo, Bergoglio ha apostrofato a più riprese le donne che ricorrono all’aborto come assassine e i medici che le assistono come sicari e nazisti. Ora, se il conflitto con la Chiesa e la sua gerarchia si svolgesse sul piano della mera argomentazione razionale, basterebbe mettere in rilievo che la tesi secondo cui un soggetto umano è pienamente costituito fin dal momento del concepimento non ha nulla di oggettivo e che nemmeno i Padri della Chiesa la sostenevano unanimemente (vedi l’anima razionale di Tommaso d’Aquino infusa nell’embrione intorno al 40° giorno dalla concezione). Che con fascisti e nazisti i Concordati li ha siglati la Chiesa Cattolica (rispettivamente nel 1929 e nel 1933) e non gli abortisti. Che le donne che abortiscono in Italia lo fanno esercitando un diritto garantito da una legge dello Stato confermata perfino da un referendum popolare. E che in uno Stato laico è perfettamente lecito affermare una visione del mondo, una concezione della vita umana e un sistema di valori etici in totale e irriducibile contrasto con quelli della Chiesa. La permeabilità all’argomentazione razionale, tuttavia, presuppone un orizzonte culturale non irrimediabilmente incentrato su dottrine e valori preilluministici.

Che si tratti di aborto, contraccezione, HIV, omosessualità o eutanasia, la Chiesa afferma l’assolutezza della propria dottrina e sempre a scapito di chi quella dottrina non fa propria

Infatti, che si tratti di aborto, contraccezione, HIV, omosessualità o eutanasia, la Chiesa afferma l’assolutezza della propria dottrina e sempre a scapito di chi quella dottrina non fa propria. L’aborto è in contrasto con la definizione cattolica di vita umana? Allora le donne che lo praticano, anche se non cattoliche, sono assassine. La contraccezione contraddice l’etica sessuale del Catechismo? Allora anche le campagne a favore dell’utilizzo del preservativo a fini preventivi nella lotta all’HIV vanno contrastate (e chi contrae il virus, peggio per lui o per lei). Lo stesso Catechismo condanna l’omosessualità come disordine morale? E allora il legislatore (che in uno Stato laico non legifera solo per i cattolici ma per tutti i cittadini) non osi parificare i matrimoni gay a quelli eterosessuali. La dottrina della Chiesa considera l’eutanasia come omicidio? E allora anche a chi non è cattolico, se malato terminale, sia impedito di ricorrervi costringendolo a morire nel dolore più atroce.

Si chiama totalitarismo. E dà ribrezzo. E va combattuto.

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Kommentare

Bild des Benutzers Karl Trojer

Sono cattolico, e devo ammettere, che la chiesa cattolica in proposito sbaglia. Il valore della compassione , l´amare il prossimo come se stesso (in modo particolare se soffrente), cristianamente supera qualsiasi regolamento dottrinale. Del resto in merito a sessualità ed erotismo "la sua morale" andrebbe rigorosamente ripensata. Troppi matrimoni ne soffrono ed detta morale spesso in pochi anni ne causa la "sterilità" di rapporto fra donna e uomo.

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