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Scintille Achammer-Urzì

L'Obmann attacca Meloni. Il consigliere di FdI: "Si mette con i perdenti a differenza dell'on. Gebhard". L'ex amico dell'Svp, Bezzi: "Finito il tempo dei piagnistei".
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Foto: Agenzia Giornalistica Opinione

Nel corso del 65mo congresso SVP, in apertura di discorso l'Obmann Philipp Achammer stamani (3 settembre) ha lanciato un messaggio politico piuttosto chiaro in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. "Non stimiamo – ha detto - chi non stima l'autonomia e non rispettiamo chi non rispetta le minoranze. Cari Fratelli d'Italia, non siamo noi a dover cambiare il nostro approccio, ma cambiate voi il vostro perché le minoranze sono una ricchezza per il paese. Non accettiamo affermazioni come quella di Giorgia Meloni che ha sostenuto che a chi non piace il tricolore può fare a meno dei milioni che arrivano da Roma”. La replica del partito di Giorgia Meloni, che i sondaggi danno già insediata a Palazzo Chigi, non si fa attendere. “Fratelli d’Italia – si legge in una nota di Alessandro Urzì - rappresenterà al governo, e con tutta probabilità alla sua guida, l’intero l’Alto Adige ma sugli interessi del territorio sarà garantita sempre una permanente consultazione con i parlamentari del territorio di tutti gli schieramenti. Incomprensibili anche per questo le antistoriche rigidità ideologiche verso FdI ed il futuro governo da parte dell’Obmann Achammer che stridono peraltro con le moderate ma responsabili aperture di credito dell’On. Renate Gebhard  che dimostrano un dibattito aperto nella stessa Svp”.

Come detto, Fdi si sente già alla guida del paese. “Nel momento del massimo consenso di FdI e con l’aspettativa di una leadership del governo da parte di Giorgia Meloni risulta incomprensibile e al limite irresponsabile la tentazione della Svp di ritrovarsi per scelta in compagnia solo dei perdenti e senza un solido rapporto con le forze di governo, i vincenti. L’approccio attuale dell’Obmann Achammer anche alla luce dei sondaggi sul gradimento elettorale, non è semplicemente nell’interesse dell’Alto Adige e stride con la vocazione pragmatica della Svp. Ma è evidente che FdI ribadisce la necessità di fare cadere ogni riserva ideologica oggi opposta dai vertici Svp. Ma deve essere rivista anche la convinzione di Achammer di essere l’unico titolato alla rappresentanza e cura dell’autonomia per conto del suo partito”.

Secondo Fdi “autonomia e responsabilità di governo sono al contrario un patrimonio dell’intera comunità politica e sociale dell’Alto Adige, anche di FdI, tanto più dai ruoli futuri di governo. Per questo proseguiremo nell’azione responsabile di dare voce alla forte richiesta di pluralismo nella rappresentanza degli interessi del territorio e della sua autonomia che sono un patrimonio collettivo a cui non intendiamo rinunciare. La Svp ha di fronte a sè la possibilità ancora una volta di fare gli interessi degli altoatesini, ma dovrà farlo in posizione dialogante e senza improduttivi irrigidimenti contro le future forze di governo e FdI che non la metteranno nella condizione di influire, come sarebbe nelle sue possibilità, nelle scelte strategiche sul territorio”.

Ancora più dura la posizione dell’ex onorevole Giacomo Bezzi, il primo parlamentare del PATT, eletto alla Camera nella lista SVP nel 2006, espressa in una lettera al direttore pubblicata dall’Agenzia giornalistica opinione.

”Noto con stupore – dice il politico che negli anni si è avvicinato al centrodestra - che l’Obmann della Svp, Achammer, al congresso di Merano di questa mattina ha usato toni inadeguati; attaccando Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni accusandola di non avere rispetto delle minoranze linguistiche.Da ex parlamentare autonomista (proprio del Gruppo minoranze linguistiche) conosco fin troppo bene la strategia che Svp usa in campagna elettorale per cercare di tenere il proprio compenso elettorale. Vi è pero da segnalare a Philipp Achammer che la stagione dei piagnistei istituzionali sta per finire come pure la consapevolezza collettiva su tema autonomie speciali in una nuova ottica europeista e che per essere rispettati per prima regola bisogna riconoscere rispetto sia allo Stato Italiano che ai partiti dell’arco istituzionale che fanno riferimento alla propria storia e bandiera.

 

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Josef Ruffa Mon, 09/05/2022 - 14:39

Il Signor Urzì alle elezioni provinciali 2013 ha preso 3.492 preferenze, nel 2018 2.189 preferenze, cioè il 37,32% in meno. Ora andrà quasi sicuramente a Roma (seggio blindato). Che strana la democrazia, non ha il coraggio di farsi eleggere dove vive e lo conoscono. Interessante.

Mon, 09/05/2022 - 14:39 Permalink