Politics | Wir Südtiroler

Il nuovo movimento di Thomas Egger

Un movimento per tedeschi e ladini interessati ai temi sociali e contrari a votare Svp e Freiheitlichen. Questa la sottile striscia di terreno politico sulla quale Thomas Egger – ex Freiheitlichen – ha deciso di posizionare la sua nuova proposta politica.
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Foto: Anna Cerrato

Thomas Egger non si sbilancia troppo, ma la volontà di partecipare alle prossime elezioni provinciali è chiara. Dopo essere stato escluso dalla lista dei Freiheitlichen, e soprattutto dopo che il dissidio personale con Ulli Mair ha di fatto reso impossibile persino la sua permanenza all’interno del partito, Egger ha incassato la solidarietà della maggioranza dei consiglieri comunali della sua circoscrizione elettorale (la Wipptal) dando così vita a un gruppo in grado di costituire una prospettiva politica alternativa. Il nome scelto è “Wir Südtiroler”.

Quali saranno i contenuti privilegiati sui quali lavorerà questo movimento? “Innanzitutto – dice subito Egger – vorrei precisare che Wir Südtiroler si rivolge ai tedeschi e ai ladini, e questo spiega il senso del nome. Non vogliamo cioè proporci come un soggetto politico interetnico. Il nostro scopo è quello di offrire un’alternativa a tutti coloro i quali non sono soddisfatti della Svp, ma rifiutano anche la recente evoluzione dei Freiheitlichen, ormai diventati a tutti gli effetti un Mair-Partei”. Egger conferma inoltre la vocazione eminentemente “sociale” della sua ispirazione politica: “L’ala sociale della Svp ha ridotto nel tempo il raggio della propria influenza e attualmente risulta estremamente evanescente in Consiglio provinciale. Sono dell’avviso però che una maggiore attenzione ai temi sociali rimanga una priorità alla quale molti cittadini potrebbero dimostrarsi nuovamente sensibili, se solo avessero un punto di riferimento credibile al quale guardare. La nostra ambizione è quella di costituire questo punto di riferimento”.

Ovviamente Egger è consapevole che una sua candidatura non potrebbe sussistere potendo soltanto contare sull’appoggio limitato della sua circoscrizione di appartenenza. “Certo, questo è sicuramente un problema. Per questo ci stiamo guardando intorno: dobbiamo verificare se è possibile trovare qualche altro candidato di spicco anche in altre circoscrizioni. Non dobbiamo necessariamente dar vita a una lista di 35 nomi, ma penso che se riuscissimo a trovare una quindicina di candidati espressione di varie parti del nostro territorio allora la cosa diventerebbe fattibile”.

Un nuovo movimento a base etnica, ma con una forte vocazione sociale, questa la ricetta proposta da Wir Südtiroler. Si tratterà di un movimento autonomista o indipendentista? “La mia cultura e la mia ispirazione rimangono autonomistiche. Quindi sicuramente non metteremo in evidenza il discorso del Freistaat, come stanno invece facendo i Freiheitlichen. Non nego però che il nostro autonomismo non è oltranzista o ambiguo. Se le condizioni generali dovessero mutare, se per esempio lo Stato italiano arrivasse al collasso, intraprendendo azioni che potrebbero danneggiare il nostro territorio, soprattutto dal punto di vista finanziario, è chiaro che dovremmo prepararci ad attuare un cosiddetto piano B. E questo non potrebbe che prendere in considerazione l’ipotesi di staccare il Sudtirolo dall’Italia”. 

Il gruppo dei Freiheitlichen in Consiglio provinciale, ormai privo di Thomas Egger