Politics | Ribaltoni

Le sette vite di Elena Artioli

Tutti pronti a gridare allo scandalo. Ma il voto della consigliera pentita farebbe molto comodo a Svp e Pd.

Un colpo di scena? Non proprio. 
Che Elena Artioli, dopo aver abbandonato Lega e Biancofiore, stesse tramando qualcosa avrebbero dovuto capirlo tutti. 
Prima il voto a favore di Arno Kompatscher presidente della giunta provinciale (6 gennaio) e poi (1 giugno) il selfie rubato all’aeroporto di Bolzano con Matteo Renzi condito con un “grande presidente” postato su twitter. 
Poi ieri (sabato 5 luglio, ore 16) un nuovo selfie e l’annuncio: “Elena Artioli nominata coordinatrice provinciale Liberal PD. Ok da Renzi che augura alla consigliere provinciale un buon lavoro nel nuovo ruolo”.

In pochi minuti nei social network e nel Pd altoatesino è successo di tutto. 
Nella bacheca facebook dell’Artioli innanzitutto 100 ‘mi piace’ dall’elettorato personale, molti commenti di auguri, qualche critica e battute ironiche, persino l’esplicito apprezzamento del consigliere comunale di Bolzano del Pd Ubaldo Bacchiega
Ma il bello è arrivato con le esclamazioni di stupore degli esponenti del Pd, conditi con indignazione
Più imbarazzati di tutti gli esponenti locali della cellula di liberalPd non formalizzata. In particolare Carlo Bassetti: “Questa non è spregiudicatezza è schizofrenia. Io sono un liberale di sinistra. Laicità, temi etici, fine vita, diritto civili, eutanasia, diritti LGBT, matrimonio gay, accoglienza a rifugiati e stranieri. La Artioli cosa c'entra?”. Molto più sfumata la posizione di Uwe Staffler, legato all’Artioli da un legame di parentela (ne è il cognato), che invita oggi - intervistato da Luigi Ruggera per il Corriere dell’Alto Adige - a non dare giudizi affrettati e ad essere disposti ad accogliere chi ‘fa un percorso di maturazione’

Tra i più caustici, come sempre, l’ex segretario Antonio Frena, davvero scatenato su twitter. 
A un “Adesso sappiamo che camminare coi maiali in spregio all'islam è molto liberal ... Anzi liberalPD”, segue in breve tempo addirittura un attacco personale alla deputata bolzanina Luisa Gnecchi: “Si può forse dedurre che #luisagnecchi, con cui sono stati eletti i locali liberalPD , sia la madrina politica dell'operazione Artioli?”

Nel giro di poche ore giunge anche il comunicato ufficiale della segretaria provinciale Liliana Di Fede ed a stretto giro prende la parola anche Christian Tommasini, assumendo toni insolitamente duri.

"Sono profondamente contrario all'entrata della Consigliera Artioli nel Pd. Credo nei valori dell'uguaglianza e della solidarieta' e non penso si possa passare dall'Svp alla Lega a Forza Italia e salire sul carro del Pd quando fa comodo. Ho ricevuto tantissimi contatti di militanti che minacciano di restituire la tessera. Lunedi in Assemblea chiedero' di fare chiarezza. Se qualcuno ha fatto il furbetto a livello nazionale e locale per architettare questa farsa dovra' rispondere alla giusta indignazione dei cittadini e militanti."

Dunque entro poche ore l’assemblea del Pd affronterà la situazione e le reazioni fioccate lasciano intendere che si farà di tutto per ‘arginare’ l’impatto del colpo di mano di Elena Artioli. E per chiarire se il ‘consenso’ di Matteo Renzi sia stato estorto con l’inganno, com’è pronta a giurare Ilaria Piccinotti, la giovane renziana che può senz’altro vantare in Alto Adige il contatto più stretto con il premier, da tempi non sospetti. 

Ma il partito senz’altro dovrà fare i conti anche con una realpolitik forse ancora più reale di quella messa in atto per far passare, nelle ultime ore, la famigerata legge sui vitalizi numero 2
Diciamocela tutta: Elena Artioli è stata folgorata sulla strada di Damasco ma è anche una dei 5 consiglieri provinciali di madrelingua italiana sopravvissuti a Bolzano. Con quel che resta del suo elettorato si è messa oggettivamente (e a suo modo) a disposizione della risicata maggioranza composta dai (2) consiglieri del Pd altoatesino e della Svp non più maggioranza assoluta. 
Il Pd (e la Svp) possono senz’altro pubblicamente stracciarsi le vesti, visto il record di trasformismo dell’Artioli. 
Ma rinunciare al voto e all’appoggio della consigliera ex Svp, ex Lega, ex alleata della Biancofiore, potrebbe davvero costare molto.
Forse troppo. 

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Klaus Egger Mon, 07/07/2014 - 08:19

Come si traduce: "nur mehr ein schlechter Witz"? (l'espressione tradotta parola per parola non mi sembra un detto in italiano.)

Mon, 07/07/2014 - 08:19 Permalink
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Martin Daniel Mon, 07/07/2014 - 09:31

Si può solo sperare che Renzi sia stato ingannato per davvero. Altrimenti altro che rottamatore, riciclatore del peggio del peggio - politicamente parlando s'intende - sarebbe. Oppure scaltro maneggiatore del potere usato per incrementare quest'ultimo il più possibile! Perchè del PD la signora in oggetto al massimo ne condivide una certa propensione all'opportunismo.

Mon, 07/07/2014 - 09:31 Permalink
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Mensch Ärgerdi… Mon, 07/07/2014 - 10:30

Beh la qualità di un partito come il PD si vede tutta in decisioni come queste: il fatto che Renzi possa decidere come gli pare. o alternativamente che bisogna chiedere a lui, chi possa o meno entrare nel partito, dimostra come funziona il sistema che più italiano di così non può essere. C'è solo da sperare che la stampa estera non ne venga a sapere, anche se una foto dell'Artioli nella Bild ci starebbe benissimo.

Mon, 07/07/2014 - 10:30 Permalink