Chronicle | Protesta

“Noi eravamo cultura”

Scioperano i dipendenti del Centro Trevi e della Mediateca multilingue. La Cgil contro Vettorato: “L’assessore dice cose non vere”.
Protesta Trevi
Foto: CGIL

Sono giorni di agitazione questi in Alto Adige. Dopo la protesta anti-lupo dei contadini, quella del pubblico impiego per chiedere l’aumento di stipendio e quella degli insegnanti e studenti davanti al liceo Pascoli che lamentano la mancanza di aule, oggi è la volta dei 15 dipendenti del Centro Trevi e della Mediateca multilingue di Bolzano e Merano che hanno scioperato per manifestare contro i tagli ai fondi alla cultura, che mettono a rischio il loro posto di lavoro. Non hanno perciò sortito un effetto positivo le precisazioni fornite dall’assessore alla cultura italiana Giuliano Vettorato che aveva spiegato come l’amministrazione provinciale gestisse direttamente, con proprio personale, il Centro Trevi.

“Per un determinato numero di ore alcuni servizi vengono affidati tramite appalto con conseguente rapporto contrattuale tra l’amministrazione provinciale e l’impresa aggiudicataria. È quest’ultima a fornire i servizi acquistati tramite proprio personale, pertanto non solo la Provincia non licenzia nessuno, ma non esiste nemmeno un rapporto diretto tra la riduzione delle ore acquistate tramite appalto e la situazione occupazionale del personale dell’impresa aggiudicataria”, aveva detto l’assessore leghista.

 

Avanti con la protesta

 

Noi eravamo cultura”, si legge sugli striscioni appesi fuori dal Centro di via Cappuccini a Bolzano. “Verranno a mancare la professionalità e l’esperienza del personale che ha contribuito a rendere il Centro Trevi uno dei principali punti di riferimento della cultura italiana in Provincia. Il servizio offerto ne risentirà: varierà l’orario di apertura, come pure diminuiranno le settimane di apertura annuale al pubblico”, spiegano i sindacalisti della Cgil. I lavoratori dipendono da cooperative esterne e ogni tre anni si svolge una nuova gara di appalto. A giorni uscirà il nuovo bando e il personale delle cooperative da gennaio 2020 verrà rimpiazzato da personale interno della Provincia.

Antonella Costanzo, segretaria della categoria del commercio Filcams/Cgil, bolla come “non veritiere” le dichiarazioni di Vettorato e puntualizza che invece nel caso concreto si tratta proprio “di licenziamenti causati dalla scelta di ridimensionare il servizio e di internalizzarlo”. Il sindacato tenta ora un’altra via: l’auspicio è infatti quello di essere convocati a breve dall’assessore provinciale al lavoro e alla cultura tedesca Philipp Achammer per definire la questione e cercare dei correttivi.