Politics | Elezioni comunali

I 5 stelle scelgono Simonetta Lucchi

La docente e scrittrice sarà la candidata sindaca (unica donna in corsa) alle comunali del capoluogo: "A Bolzano serve un nuovo volto. La mia ricetta? Dignità, diritti e distribuzione dei problemi su tutto il territorio provinciale".
Simonetta Lucchi
Foto: SALTO
  • Simonetta Lucchi sarà la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle a Bolzano. Presentata oggi, sabato 8 marzo, la sua candidatura presso il Parco delle Semirurali, "un luogo anche artistico - dice Lucchi, scrittrice e insegnante presso una scuola di Ortisei - dove si trova una chiesa del 1300: l'arte tutta, non solo quella del centro storico, va valorizzata". 
    Su un totale di 32, erano stati 13 i voti da lei ottenuti alle elezioni provinciali del 2023 nel Comune di Bolzano. Lucchi ora ci riprova, candidandosi alla guida del capoluogo. I suoi obiettivi per queste comunali? "Mi sono sempre posta per parlare degli argomenti che mi stanno a cuore e di cui sono competente. Non credo ci debbano essere altri motivi per fare politica. Mi propongo - dice - con la massima serietà e modestia, anche per la necessità di dire che è ora di fare qualcosa di concreto".

    Quali, quindi, i temi che stanno a cuore all'unica donna candidata a ricoprire il ruolo di prima cittadina? "La città ha bisogno di darsi un nuovo volto, una nuova identità: quella attuale non è sufficientemente valorizzata e compresa", evidenzia Lucchi. "La mia ricetta - dice ancora la pentastellata - è riassumibile in 'Tre D': Distribuzione, perchè serve che Bolzano sia collegata bene con il resto del territorio e che i carichi che la caratterizzano - come traffico e presenza di senza tetto - diventino opportunità da distribuire appunto su tutta la provincia. E poi Dignità e Diritti. Penso ai temi sociali, che toccano le famiglie". In particolare, Lucchi propone di introdurre a Bolzano uno scuolabus. "O ancora - dice - al bilinguismo su cui serve lavorare ancora di più a partire dalle scuola ma, allo stesso tempo, serve essere meno rigidi, permettendo alle professionalità di rimanere sul territorio. Ci più collaborazione tra Provincia e Comune e quest'ultimo dev'essere più incisivo, ad esempio quando si discute di leggi che lo riguardano direttamente, come la 'Territorio e paesaggio' che andrà a influire sull'edilizia e la viabilità".

  • La presentazione dei pentastellati: oltre a Lucchi, presenti anche l'ex consigliere provinciale Diego Nicolini e Oreste Galletti, di Rifondazione comunista. Foto: SALTO
  • E sull'arte - tema a cui è particolarmente sensibile - Simonetta Lucchi sottolinea: "Anche gli edifici vanno valorizzati. Penso all'ex Pascoli che, al contrario, stiamo distruggendo! Oppure, ancora, chiedo di abolire ufficialmente il termine 'arte fascista', andandolo a sostituire con il termine corretto che è 'arte/architettura razionalista'.

    Oltre alla candidata sindaca, alla conferenza allestita alle Semirurali erano presenti anche l'ex consigliere provinciale 5 stelle, Diego Nicolini, e Oreste Galletti di Rifondazione comunista.
    "Alle Tre D di Lucchi, io ne aggiungo una quarta: quella di Disparità. Vogliamo - dice Nicolini - arginare la destra, che è vergognosa, fa gli interessi degli immobiliaristi, del mondo della finanza e, eppure, viene votata da un elettorato completamente diverso". E sul processo che ha portato alla candidatura di Lucchi, Nicolini spiega: "Noi siamo una componente progressista. Il Pd ha insistito su un candidato divisivo. I Verdi potevano spingere su un candidato che non avrebbe garantito la continuità, ma non l'hanno fatto. Per questo abbiamo deciso di staccarci dalla coalizione, insieme a Rifondazione. Poi, certo, al ballottaggio sosterremo il candidato del centrosinistra, ma solo perchè non vogliamo che la destra governi questa città".

    Sulla stessa linea Galletti, che appoggerà i 5 stelle: "Ci siamo sforzati affinché si andasse a creare un campo largo, che però ci è stato negato. Noi chiediamo invece discontinuità sui temi come l'urbanistica, la casa, la viabilità. Vogliamo intercettare potenziali astensionisti: il fatto che molti non vadano più a votare lo sento davvero come un problema".