Chronicle | Reazioni

Diavoli alla gogna

Vipiteno, dopo il video su Facebook scoppia il caso Krampus e non solo in Alto Adige. Gli organizzatori: “Respingiamo le accuse, gli spettatori ‘percossi’ sono amici”.
Krampus
Foto: Tuifl Sterzing

Nel calendario della polemica locale a circuito chiuso dicembre è il mese dedicato ai Krampus. Nel mirino il presunto eccesso di aggressività dei diavoli dalle corna appuntite che come ogni anno si riversano in strada per la tradizionale e folkloristica sfilata, accompagnando l’arrivo di San Nicolò. Il caso è scoppiato a Vipiteno, una delle roccaforti del consueto corteo, dove il 5 dicembre scorso un gruppo di demoni è stato immortalato mentre frustava e prendeva a calci e bastonate la folla (i “provocatori” come vuole l’usanza), accanendosi su un malcapitato finito a terra durante la fuga. Il video, girato con uno smartphone da una finestra e poi postato su Facebook, ha fatto il giro del web, venendo ripreso da molte testate nazionali, ma anche internazionali (vedi il quotidiano britannico The Guardian, online). Cosa c’è di diverso stavolta rispetto alle precedenti edizioni della “parata diabolica”? Che quest’anno la violenza è stata sopra le righe, e soprattutto di stampo razzista - hanno sostenuto alcune testate - perché rivolta in particolare contro alcuni giovani immigrati dalla pelle scura. Piccolo dettaglio: cospargere di fuliggine il volto di chi è stato “cattivo” fa parte del “gioco”, sebbene di fondo il ricorrente rimando alla pratica del “blackface” sia un elemento nient’affatto trascurabile.

 

 

Sui social l’indignazione si impenna, da una parte c’è chi mette in discussione criticandola l’antica e controversa celebrazione, e dall’altra c’è il popolo degli appassionati che la glorifica tacciando i dissenzienti di ignoranza rispetto alle tradizioni locali. Ma com’è andata davvero la vicenda in questione? Per rispondere a questa domanda si scomoda il re del fact checking David Puente che, ricostruendo la vicenda, riferisce che non c’è stato alcun “raid punitivo” contro gli extracomunitari, e cita il sito Szene1.at dove gli scatti del fotografo Stefano Orsini mostrano inseguitori e inseguiti sorridenti davanti all’obiettivo. Non risultano feriti né denunce ai carabinieri rispetto a quanto successo nel giorno incriminato. Ma l’Arma sta comunque effettuando delle verifiche. Va anche ricordato che i Krampus, che appartengono a una associazione, hanno dei numeri identificativi applicati sui costumi, che funzionano da deterrente ma anche nel caso in cui vengano oltrepassati certi limiti.

 

Con un post su Facebook, quando ormai la cosa è evidentemente sfuggita di mano, i diretti interessati fanno chiarezza: “Circolano diverse notizie false su Facebook. Chi conosce il giorno dei diavoli a Vipiteno saprà sicuramente distinguere la verità dalla pura invenzione. Respingiamo le accuse razziste collegate al video, che non corrispondono a verità. I ragazzi frustati del video sono amici e conoscenti dei diavoli di Vipiteno”. Per smorzare la diatriba ieri sera gli organizzatori della festa di San Nicolò hanno poi diffuso una nota ufficiale:

Il ‘giorno dei diavoli’ a Vipiteno è un evento ufficiale che viene preventivamente segnalato alle autorità competenti e alle forze dell’ordine, così come avviene con altri eventi in tutto l’alto Adige. Non solo a Vipiteno, ma anche in altri luoghi, nel corso della giornata di San Nicolò, vengono effettuate oltre 100 visite a domicilio alle famiglie, nelle quali vengono donati regali a bambini e adulti. Durante queste visite per le strade di Vipiteno ad accompagnare San Nicolò si aggirano i diavoli. 

Le persone che sono visibili nel video registrato il 5 dicembre 2019 alle ore 13 e che vengono frustate dai diavoli, sono i cosiddetti ‘Tratzer’ ovvero ‘disturbatori’ o ‘provocatori’, sono esclusivamente giovani ragazzi del luogo, appositamente attrezzati per questo spettacolo con abbigliamento e imbottiture adeguati. Tutto questo nella consapevolezza della tradizione ultracentenaria dei diavoli a Vipiteno. Tutte le persone, compresa quella a terra, sono personalmente conosciute dai Tuifl hanno volontariamente cercato questo confronto, con una forma deliberata di provocazione in attesa di una punizione. 

Spettatori o partecipanti alla giornata dei diavoli, che non cercano consapevolmente il confronto con i diavoli non vengono avvicinati. Questo è esplicitamente visibile anche nel video, dove compaiono numerosi passanti. 

I ‘Tuifl Sterzing’ si oppongono con fermezza alle accuse pubblicate sugli organi di stampa e nei commenti dei social media, a parte il calcio, che risulta un fatto inaccettabile e non ha nulla a che fare con la tradizione. Pertanto tale comportamento sarà sanzionato anche internamente con una decisione che potrà anche portare all’eventuale esclusione dall’associazione e dall’iniziativa di chi si è reso responsabile di questa azione. Inoltre i diavoli di Vipiteno si oppongono anche a qualsiasi forma di consumo eccessivo di alcol prima e durante la sfilata. Ciò non è in linea con lo spirito e la tradizione dell’evento e non è consentito dallo statuto dell’associazione.

Gli organizzatori e i ‘Tuifl Sterzing’ respingono con veemenza ogni accusa di razzismo. Le persone ritratte nel filmato non hanno un passato migratorio, e in altre situazioni durante la giornata non ci sono stati incidenti che abbiano coinvolto persone straniere. Comunque va segnalato che anche figli di genitori con un passato migratorio partecipano attivamente alla giornata dei diavoli. 

L’impressione che le persone abbiano il volto di colore è dovuta esclusivamente al fatto che i ‘Tuifl’, sempre secondo la tradizione, sporcano il viso degli spettatori con il colore nero. 

In relazione all’impressione che può essere sorta per cui i singoli ‘Tuifl’ abbiano agito troppo duramente con le loro fruste contro i già citati ‘Tratzer’ è doveroso sottolineare che questo atteggiamento non è di certo nello spirito degli organizzatori e delle persone responsabili e sarà oggetto di discussione interna in vista di eventi futuri”. Un altro capitolo incardinato nell’eterna disputa.

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Martin Daniel Mon, 12/09/2019 - 13:41

Während Trump und Konsorten zurecht der Fake-News-Kampagnen geziehen werden, treiben immer öfter auch anderen Lagern nahestehende Medien die Polarisierung auf die Spitze. Sehen rechte Kräfte und Medien hinter jedem Missstand Zuwanderer oder linke Vaterlandsverräter, scheinen manche linke und linksliberale Medien auf Teufel komm raus Diskriminierungen und politische Unkorrektheiten ausmachen zu müssen. Konservative Kräfte und ihre medialen Sprachrohre wiederholen derweil gebetsmühlenartig ihre Mär von den grundrechtsverletzenden Tiroler Fahrverboten und einem horrorfilmwürdigen Wolf, der das Land mehr in Angst und Schrecken versetzt, als es der ärgste Krampus je vermöchte. Dabei erhebt gar manches dieser Medien für sich den Anspruch, den bösen Fake News die Wahrheit entgegenzusetzen.

Mon, 12/09/2019 - 13:41 Permalink