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Senza poggiare i piedi per terra

Da Salorno a Palermo in 11 giorni: l' avventura del trio "I Fuorigiri" a bordo di una sella. Ma cosa rende un viaggio in bici così speciale? Il racconto di Elia Veronesi.
Senza poggiare i piedi per terra
Foto: private

I tre amici di Salorno da anni condividono la stessa passione per la bici e, nel fine settimana, è ormai un’abitudine trovarsi per dei giri in montagna, ogni volta con un itinerario diverso. Il 2019 è stato l’anno della svolta per il terzetto che non solo ha scelto di darsi un nome, ma anche che in bici ci sarebbero andati in vacanza. “Una sera eravamo al bar e abbiamo deciso che volevamo porci un obiettivo più audace” racconta Elia. Quell’anno Matera era Capitale Europea della Cultura e, per i tre amici, non c’era meta migliore. “All’inizio è stata una sfida, volevamo metterci alla prova” ricorda Elia. Il nome che  hanno scelto, i Fuorigiri, non è altro che “un gioco di parole tra il fatto che effettivamente noi  partiamo per fare dei giri e il gergo ciclistico, perché quando uno esagera in bicicletta e va più forte delle sue capacità va “fuorigiri” racconta Elia ridendo.

 

Una nuova avventura ha inizio

 

Con un nuovo nome, una nuova sfida da affrontare e quasi 1000 km da pedalare, i tre sono partiti alla volta di Matera. “Abbiamo pedalato per cinque giorni, percorrendo lo Stivale lungo l’Adriatico. Dopo aver raggiunto e visitato Matera, in due giorni siamo arrivati fino a Santa Maria di Leuca!” afferma Elia. Decidere di partire in bicicletta e percorrere così lunghe distanze, significa dover pianificare il viaggio nel dettaglio, compresi l’itinerario da seguire e i posti dove fermarsi a dormire. “Tra  noi tre ci siamo sempre spartiti un po’ i compiti, Andrea cura il percorso, Martin prenota gli alberghi e io sono un pedalatore” racconta ridendo Elia, che sottolinea “è un gioco di squadra”.

Pedalando sei più partecipe di dove sei e di quello che vedi.

Dopo aver percorso la prima lunga distanza nel 2019, il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno di una nuova vacanza in bicicletta in Irlanda, ma viste le restrizioni non è stato possibile e il tutto è stato posticipato al 2021. Per non incappare in quarantene e divieti, i tre amici hanno deciso di restare nei confini nazionali e il mese scorso sono partiti alla volta della Sicilia, per raggiungere Palermo in bicicletta. Dopo aver percorso lo Stivale fino al suo tacco, è stata la volta di raggiungere e superare la punta, pedalando fino al capoluogo siciliano in undici giorni di viaggio. “In media in una giornata pedaliamo dalle 6 alle 9 ore” sottolinea Elia, che è convinto che a rendere così speciale il viaggio in bicicletta è “la possibilità di fruire meglio del paesaggio che non ti scorre accanto come quando sei in macchina! Pedalando sei più partecipe di dove sei e di quello che vedi”. Non è però solo la bellezza del paesaggio a rendere più speciale il viaggio, ma  anche la possibilità di conoscere la gente del luogo, chiedere indicazioni o semplicemente fermarsi in un bar a fare due chiacchiere. “Fare 200 km in bici non è come percorrerli in macchina, bisogna fare molte soste e questo ti permette di fermarti in posti diversi” e un viaggio di questo tipo “è molto di più che un semplice spostarsi dal punto A al punto B” conclude Elia.

 

Ogni viaggio è una scoperta

 

Tante sono le esperienze, i luoghi, i paesaggi e le persone incontrate. Elia ricorda l’emozione provata una volta arrivati a Santa Maria di Leuca, quando dal Capo hanno visto i due mari di diversi colori incontrarsi proprio sotto i loro occhi: Ionio e Adriatico. Qualche settimana fa, invece, dopo tanto pedalare “è stato bellissimo vedere la Sicilia spuntare oltre il mare, dopo giorni di viaggio”. Ci sono state anche pericoli scampati, come quando “nel 2019 in Puglia siamo stati rincorsi da un cane randagio” racconta ridendo Elia “per fortuna non ci ha preso, ma abbiamo corso a 50 km/h senza vento a favore e senza motore”. A stupire i tre non sono stati solamente luoghi e paesaggi, ma anche le storie e le persone che hanno incrociato, tra le quali tanti viaggiatori come loro. “Abbiamo conosciuto una coppia di Savona che per l’anniversario di matrimonio stava facendo il nostro stesso percorso verso la Sicilia e una coppia di polacchi che dalla Polonia stava andando a Roma”, anche se il più folle tra tutte le persone conosciute “veniva dal  Canada e aveva 65 anni, era arrivato in Europa per percorrerla in bici e lo abbiamo incrociato in Puglia prima che si imbarcasse per Atene, ma era partito da Amsterdam!” afferma Elia.

 

Questione di ritmo

 

La bici è un mezzo che riesce a dare indipendenza e libertà, perché la velocità e la resistenza dipende dal singolo, eppure viaggiare in bici è una cosa che si può fare benissimo insieme, cercando di mantenere lo stesso ritmo. “Noi tre ci conosciamo bene e quanto riguarda il ritmo da tenere siamo in sintonia, sappiamo bene quali sono le nostre capacità, quelle del singolo e quelle del terzetto. Non ci facciamo nemmeno più caso, è una cosa che abbiamo affinato con l’esperienza” racconta Elia, che descrive le cene a fine giornata come uno dei momenti migliori in cui concedersi “tanto buon cibo e qualche bella birra”. Questi viaggi in bici sono per i Fuorigiri, a tutti gli effetti, la loro vacanza: i tempi sono limitati e dipendono dai giorni di ferie a disposizione. Nonostante questo, durante i loro percorsi i tre amici hanno sfruttato la possibilità di visitare i centri storici delle grandi città perché “ti muovi molto velocemente, riesci a vedere tantissimo e non c’è pericolo di trovare traffico” spiega Elia, ricordando la tappa a Firenze.

 

“Sì, pedalare!”

 

Ma cosa rende un viaggio in bici così speciale? “Io ho sempre pensato che con la bici non stai mai con i piedi per terra, ma leggermente rialzato rispetto a quando sei in piedi, inoltre per andare in bici è necessario uno sforzo fisico: quando sei stanco sei più ricettivo e paradossalmente ti godi di più quello che hai intorno. Io personalmente sono più contento” afferma il ragazzo.

Finché le gambe e la voglia ce lo consentono

Le avventure dei Fuorigiri hanno attirato l’attenzione dei loro amici e compaesani, che li seguono sui social e supportano attivamente la loro iniziativa: “è una cosa molto locale, io lo chiamo un fenomeno intercomunale!” afferma Elia ridendo. I tre amici non sanno ancora cosa li aspetterà nei prossimi anni e quali altre mete raggiungeranno, perché “alla fine noi andiamo in ferie!” afferma Elia: “finché le gambe e la voglia ce lo consentono, noi andiamo...ma non ci imponiamo nulla, pedaliamo per passione”.

 

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Massimo Mollica Mon, 07/19/2021 - 08:09

Complimenti! Io nel 2017 ho fatto un viaggio in bici in 10 giorni da Brennero quindi Venezia e poi Torino. L'ho chiamato BRE VE TO. Chi è interessato può trovare traccia su Youtube. 1100 km in tutto. Il viaggio più bello della mia vita. L'anno successivo ho fatto il cammino di Santiago, altrettanto bello ma non così. E fare 100 km circa al giorno secondo me sono l'ottimale per poter apprezzare il viaggio e ma anche il territorio che si attraversa.

Mon, 07/19/2021 - 08:09 Permalink