Environment | Bressanone

“Vogliamo vedere quello studio”

ll Team K denuncia la mancata trasparenza del comune di Bressanone che da oltre un anno rifiuta di divulgare la relazione sul bosco ripariale, a rischio cementificazione.
Auwald Brixen
Foto: SOS Auwald

Da molto tempo è in atto il tentativo di mettere mano (e ascia) al bosco ripariale della città, unico polmone verde della zona industriale lungo l’Isarco, minacciato di abbattimento per costruire nuovi edifici industriali. Un’operazione che, vista la grave crisi climatica in atto, ha alimentato aspre critiche contro la mancata lungimiranza dell’amministrazione comunale della città vescovile, accusata a più ripartite di favorire i gruppi industriali a discapito dell'ambiente e della comunità.

 

I boschi ripariali, dal momento che costeggiano il corso di un fiume o di un torrente, hanno infatti un'importanza ecologica fondamentale per il mantenimento della biodiversità e dell’integrità del suolo.
Quello di Bressanone è inoltre un’area sottoposta a vincolo di tutela per via della presenza di acqua potabile. È presente un pozzo profondo, restaurato dalla Provincia nel 2015. Nel corso degli anni, gli ornitologi hanno osservato più di 64 tipi di uccelli, tra cui anche alcune specie in via d'estinzione. Nel bosco ripariale è inoltre presente l'unica colonia nidiata dell'airone grigio lungo tutto l'Isarco. 

 

Le conseguenze dell’abbattimento del bosco sicuramente sono molteplici e dovrebbero essere state rilevate in uno studio ad hoc commissionato dal Comune. Il condizionale è d’obbligo dal momento che nessuno, al di fuori dell’amministrazione di Bressanone e degli addetti ai lavori, ha potuto conoscerne i contenuti per oltre un anno. L’opposizione del Team K denuncia che per mesi le richieste di accesso agli atti sono cadute nel vuoto. Lo scopo della richiesta, spiegano la consigliera comunale Sabine Mahlknecht e il consigliere provinciale Franz Ploner, è quello di rendere il documento pubblico al fine di consentire un dibattito informato sulla questione: "Ho presentato una mozione in Consiglio per salvare il bosco ripariale, poi sospesa proprio in attesa della pubblicazione dello studio - costato quasi 10mila euro - e del conseguente dibattito pubblico che ne sarebbe scaturito – spiega Franz Ploner –.  Nel corso del dibattito in aula, dalle file dell’Svp si era ripetutamente citato questo studio di cui però di cui però ufficialmente disporrebbe solo l'amministrazione comunale. Ho richiesto il documento con una richiesta di accesso agli atti, ma senza successo e anche se evidentemente è invece disponibile all'interno dell'Svp. I vertici della Svp di Bressanone – sostiene il consigliere – vogliono sacrificare un pezzo di natura unica per un ampliamento della zona industriale, ma informazioni e dati importanti su questo progetto vengono negati al pubblico. Domani questo studio verrà reso disponibile almeno ai membri della seconda commissione del Consiglio provinciale, vedremo però con quali esiti in termini di trasparenza".
 


Nell'espletamento delle loro funzioni di controllo, fa notare il Team K, i membri del Consiglio provinciale hanno il diritto di informarsi e di chiedere copia degli atti alle amministrazioni pubbliche locali. Tuttavia il Comune di Bressanone si sarebbe sempre rifiutato di pubblicare e trasmettere la perizia sul bosco ripariale di Bressanone. Mahlknecht lamenta i continui ritardi nell’ottenere risposte esaustive e nei tempi prefissati da parte della giunta. 

La Progress ha pagato 9.140.000 euro per due ettari di bosco e un ettaro di prato avendo già la certezza che verrà dichiarato terreno edificabile?


Lo scorso 10 ottobre era stata presentata un’interrogazione comunale con un'ulteriore richiesta di disporre di copia dello studio, seguita da alcune e-mail, datate 8 novembre e 16 novembre, e telefonate. La risposta della segreteria generale è arrivata il 23 novembre, sforando il termine di 30 giorni previsti dalla legge e con domande rimaste senza risposta: “La Progress ha pagato 9.140.000 euro per due ettari di bosco e un ettaro di prato - si chiede Mahlknecht - avendo già la certezza che verrà dichiarato terreno edificabile? E’ già stato promesso che in futuro ci sarà una modifica del piano paesaggistico e del piano regolatore? E si potrebbe anche ragionare sul conflitto di interessi in capo all’assessore comunale, che è anche l’amministratore del Vinzentinum. Sono delusa da questo modo di amministrare il bene comune, trasparenza e condivisione delle informazioni sono l’abc della serietà in politica. In questa vicenda – conclude la consigliera – ne abbiamo vista ben poca”.
 

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Hartmuth Staffler Tue, 01/17/2023 - 18:35

So viel von den (am Thema irgendwie interessierten) Brixner Gemeindepolitikern durchsickert, hat die Studie ergeben, dass der Auwald nicht mehr erhaltenswert ist, weil er kein Auwald mehr ist, nachdem man ihn (gezielt?) seiner Funktion als Auwald beraubt hat. Das Rezept ist ganz einfach: Man zerstört ein wertvolles Biotop, um dann festzustellen, dass es kein erhaltenswertes Biotop mehr ist und dass man es bebauen kann. Q.e.d.

Tue, 01/17/2023 - 18:35 Permalink