Economy | Trasporto pubblico

Sad e il muro di gomma

Morandi, presidente di Sasa, replica agli attacchi di Gatterer sul tpl: “Da Sad affermazioni tendenziose e prive di fondamento”. E si apre il capitolo extraurbano.
Sad, autobus, autisti
Foto: Provincia Bz

Se Sad fa la voce grossa, Sasa non raccoglie la provocazione. Contattato da salto.bz Francesco Morandi, presidente dell’azienda in house che svolgerà il servizio di linea dei bus urbani per Bolzano, Laives e Merano fino al 2029, in merito al tiro al bersaglio della società di trasporto pubblico di Ingomar Gatterer, si limita a dire: “Non commentiamo le singole affermazioni di Sad in quanto tendenziose e prive di fondamento tanto che, pur avendole Sad più volte esposte in Tribunale, non sono mai state accolte”. La giustizia farà il suo corso, la polemica è sterile. “Le motivazioni della scelta sono esplicitate nella delibera di affidamento e siamo fiduciosi che anche questa impugnazione da parte di Sad subirà la stessa sorte di quelle precedenti”, aggiunge il presidente di Sasa nonché avvocato bolzanino.

 

 

Nel frattempo, dalle pagine del Dolomiten, il professore di diritto europeo dell’Università di Innsbruck Walter Obwexer fa notare che le azioni legali minacciate pubblicamente dalla Sad lunedì scorso (20 gennaio) in conferenza stampa non sono giustificate dal diritto comunitario, tirato in ballo dall’azienda stessa. “Secondo la più recente giurisprudenza della Corte di giustizia europea - spiega Obwexer - il diritto dell’Unione europea consente a un’amministrazione aggiudicatrice pubblica la libera decisione di fornire essa stessa un servizio pubblico - in particolare il trasporto pubblico locale -, di assegnarlo a una società in house o di indire una gara d’appalto”. E ancora: “Una violazione del diritto comunitario della concorrenza richiederebbe che la società incaricata - nel caso specifico Sasa - ricevesse un sostegno finanziario superiore al prezzo di mercato più un ragionevole profitto”. 

 

Orizzonte extraurbano

 

Il presidente di Sasa interviene poi su un altro punto criticato da Gatterer: la disparità di stipendi degli autisti. “Sad paga dai 1.600-1.800 ai 2.200 euro mensili mentre Sasa arriva a 1.500-1.600 euro”, aveva sottolineato l’amministratore delegato della maggiore concessionaria per il trasporto pubblico extraurbano su gomma dell’Alto Adige. “Agli autisti applichiamo lo stesso tipo di contratto, le differenze stipendiali, dove presenti, sono principalmente attribuibili alla differente turnistica: nel servizio extraurbano, per via delle distanze più lunghe, i turni di lavoro sono più lunghi e la remunerazione è proporzionalmente più alta”, chiarisce Morandi. 

E a proposito di servizio extraurbano Sad lancia una proposta “irrevocabile” alla Provincia, offrendosi di svolgere anche negli anni futuri il servizio di trasporto locale extraurbano con autobus “alle medesime condizioni normative e a una serie di condizioni economiche”. Ovvero: un prezzo di 2,85 euro al chilometro per vettura, compresa “ogni e qualsiasi voce accessoria in particolare tutti i costi per il rinnovo e l’adeguamento della flotta”. Nella compensazione dei 2,85 euro per chilometro sono inclusi nello specifico “tutti i costi e tutte le spese per l’acquisto degli autobus necessari al periodico rinnovo del parco automezzi che dovranno avere ed avranno l’età massima di 12 anni di esercizio in linea, senza alcuna eccezione”. Sad “offre e si obbliga” a restituire alla Provincia “per ogni anno di esercizio la somma capitale di 800mila euro, da destinarsi a scopi sociali e di welfare”.