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Campeggio libero, si può?

Per sfuggire alla folla o al caldo tropicale può venire la tentazione di fare lo zaino e partire con la tenda. Ecco cosa dice la normativa su bivacchi e wild camping.
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Foto: Kanenori da Pixabay

L’Alto Adige ad agosto, turisticamente parlando, assomiglia un po' a Venezia. Nella Serenissima, la gente che riempie le vie del centro procede come in processione diretta a Piazza San Marco. Quelli che però riescono a sottrarsi dall’ipnosi collettiva ed escono dalle vie principali, si sorprendono a constatare che a soli pochi metri ci sono viuzze totalmente deserte, dove regna una calma placida e indisturbata. E così nelle Dolomiti, se ci si allontana dai sentieri-calamita si può ancora trovare, anche nei giorni più pieni d’estate, un po' di pace. Far from the madding crowd, ma come? Soprattutto in questi giorni di caldo torrido nelle città, se si vuole trascorrere qualche giorno in solitudine, per non fare le file nei rifugi affollati sempre meno spartani e sempre più sofisticati, può venire la tentazione di fare lo zaino e partire con sacco a pelo e tenda.  E qui il grande dubbio: è consentito?

No, lo sanno quasi tutti. Del resto, sul wild camping c'è una certa unanimità di vedute in Europa e, a parte la Scandinavia e alcuni paesi dell'est, praticamente da nessuna parte è legale. Detta così è però un’affermazione un po’ semplicistica: ci sono paesi, come la Danimarca ad esempio, dove il campeggio libero è sì generalmente vietato, ma dove si trovano moltissimi posti dove poter sostare e accamparsi gratuitamente, o per tre/quattro euro.

Nella nostra Provincia, purtroppo, anche nei campeggi a poche stelle raramente le alternative sono così abbordabili.

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In montagna:  Il campeggio libero è sempre vietato. (Foto: Xue Guanglian Da Pexels)

 

Ultimamente si è tornati a parlare del tema wild camping in un incontro a fine luglio tra l’assessore Schuler, l’associazione dei gestori di campeggi dell’Alto Adige, il Consorzio dei Comuni e il consigliere provinciale Helmut Tauber. Tutti hanno concordato che il campeggio abusivo sia dannoso per l’ambiente e che vadano adottate al più presto misure più incisive per contrastarlo e rendere più efficace il suo divieto.

Quando però ci si trova in un luogo sperduto in montagna, stupiti dalla vastità del territorio, si può pensare a tale divieto come ad una limitazione ingiustificata della propria libertà di movimento: se tengo pulito e sto attento a non disturbare, non mi si può lasciare dormire dove voglio? Devo per forza costiparmi in qualche rifugio, magari a 50 euro a notte? Che ne è della mia libertà di movimento, articolo 16 della Costituzione? Il fatto è che la libertà di movimento è sì un principio che il nostro ordinamento vuole tutelare, ma lo è anche la tutela della natura e dell’ambiente: se ognuno potesse campeggiare ovunque, sarebbe un bel disturbo per la fauna e un bel danno per la flora. Non vorremmo mica che le nostre belle montagne diventassero come certi paesaggi himalayani?  Senza aver viaggiato così lontano, basta aver visto qualche foto al Messner Mountain Museum di Castel Firmiano per farsi venire i brividi per le tonnellate di rifiuti a non finire lasciate da turisti poco rispettosi che si accingono a scalare l’Everest.

Quindi, chi in Alto Adige vuole evitare la folla, non può trovar rifugio nella sua tenda. Va comunque precisato che c’è una certa differenza tra campeggio libero e bivacco alpino: il primo, generalmente vietato, implica che la persona si sia portata dietro una tenda con l'intento di dormire all'aperto.  Il secondo si riferisce invece ad una sosta nei casi di emergenza ed è consentito proprio perché imprevedibile. A chi domandasse dove stia scritto tutto questo, va risposto che la normativa in materia non è poi così chiara: in Provincia ogni comune ha le sue regole e così i parchi naturali. Dato che la competenza in materia è lasciata alle regioni e alle provincie autonome, a livello nazionale non c’è, se non per alcune sporadiche disposizioni di settore, un quadro giuridico uniforme. Di conseguenza, qualora ci si volesse informare su un divieto vigente su un determinato territorio, si dovrebbe cominciare guardando a quanto disposto a livello comunale, per poi estendere lo sguardo sulla normativa provinciale e su quella nazionale. In caso di dubbio, si può stare quasi sempre certi che il campeggio libero sia vietato.

Nel Regolamento del Parco naturale Sciliar Catenaccio si legge, per esempio, che “È fatto divieto di campeggiare all’interno del parco con tende, roulottes o simili, ad eccezione del bivacco alpinistico”. Disposizioni simili si leggono nei regolamenti degli altri parchi altoatesini.

Rebus sic stantibus, per trascorrere qualche giorno in solitudine, per non fare le file nei rifugi affollati sempre meno spartani e sempre più sofisticati, se viene la tentazione di fare lo zaino e partire con sacco a pelo e tenda, meglio lasciare quest’ultima a casa. Del resto, visto quel che si legge ogni giorno su orsi e lupi, probabilmente non saranno neanche tanti quelli interessati a farlo. Se però si è disposti ad affrontare temporali improvvisi, mucche curiose o, in generale, animali selvatici più e meno docili, lo si può ancora fare: in montagna, dormire sotto le stelle è, per ora, ancora consentito.