Society | Pacifismo

Alexander Langer, cittadino di Sarajevo

Sarajevo assegna la cittadinanza onoraria al politico sudtirolese scomparso nel 1995, “per la promozione della pace e della riconciliazione in Bosnia-Erzegovina”.
Alexander Langer
Foto: Comitato Interculturale Alexander Langer in Yerevan

Un riconoscimento importante arriva a chiudere la settimana nella quale ricorre il 75esimo dalla nascita di Alexander Langer, politico ecologista e pacifista sudtirolese morto nel 1995. La Città di Sarajevo ha conferito a Langer la cittadinanza onoraria, massima onoreficenza della capitale della Bosnia Erzegovina, martoriata dalla guerra negli anni novanta. Lo ha reso noto stamane (26 febbraio) l'Ambasciata d'Italia a Sarajevo: “Alexander Langer è stato proclamato "post mortem" quale Cittadino Onorario di Sarajevo per la promozione della pace e della riconciliazione in Bosnia Erzegovina. Il riconoscimento è stato assegnato da parte del Consiglio Comunale in vista della giornata della Città di Sarajevo, celebrata annualmente il 6 aprile, quando i riconoscimenti ufficiali della Città vengono consegnati”.

Come spiega in un comunicato l'Ambasciata italiana, “la cittadinanza onoraria è stata concessa in riconoscimento dell'alto impegno per la pace nella ex Jugoslavia e soprattutto a difesa della città di Sarajevo durante la guerra del 1992-1995. Difensore instancabile dei valori della cittadinanza, della pace e democrazia, Alexander Langer è stato la personalità europea più impegnata per il dialogo e la ragione contro la brutalità della forza. Esponente di primo piano del dialogo nel suo Alto Adige/Sudtirolo e in tutta Europa, egli ha dato un contributo fondamentale per la causa dell'inclusione e della creazione di una società dove la diversità sia una ricchezza e non una barriera”.

Alexander Langer è stato la personalità europea più impegnata per il dialogo e la ragione contro la brutalità della forza.

L'Europa muore o rinasce a Sarajevo

Anche il Commissario europeo per l'economia nonché ex presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni – il cui passato ambientalista sfiorò quello di Langer negli anni ottanta  ha condiviso la notizia su Twitter aggiungendo un “Grazie Sarajevo”. La candidatura di Langer era stata proposta, d'intesa con l'Ambasciata d'Italia, dal generale Jovan Divjak, promotore della pace nella regione bosgnacca e fondatore dell’associazione “L’istruzione costruisce la Bosnia-Erzegovina”, che assegna borse di studio alle e ai giovani di tutto il paese balcanico.

L'impegno per i Balcani dell'europarlamentare di Vipiteno fu instancabile. Il 26 giugno 1995, pochi giorni prima che si togliesse la vita, Langer partecipò a una manifestazione a Cannes in solidarietà della Bosnia-Erzegovina, proponendone l'immediato ingresso nell'Unione Europea e lanciando il famoso monito (che restò inascoltato) “L'Europa muore o rinasce a Sarajevo”: “Siamo andati a Cannes – scrisse – a manifestare davanti ai capi di stato e di governo, per la Bosnia-Erzegovina. “Basta con la neutralità tra aggrediti ed aggressori, apriamo le porte dell’Unione europea alla Bosnia, bisogna arrivare ad un punto di svolta!” Non eravamo tantissimi – qualche migliaio appena –, e dall’Italia prevalevano i pannelliani. Il grosso dei militanti della solidarietà per l’ex Jugoslavia non avevano saputo e forse neanche voluto”, aggiunse con amarezza. Un'amarezza che oggi è almeno in parte alleviata da questo riconoscimento postumo per il costruttore di ponti” e da un ricordo che negli anni si fa sempre più vivo.

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Karl Trojer Sat, 02/27/2021 - 11:46

Alexander Langer, ein großartiger Mensch, ein Leuchtturm unter europäischen Politikern. Er war Friedensstifter und hat uns, mit seinem "weniger ist mehr", die unerlässliche Verhaltensregel für die Rettung des Klimas und der Artenvielfalt aufgezeigt. Diese Ehrung Sarajevo´s hätte sicher auch den bescheidenen Alexander sehr gefreut.

Sat, 02/27/2021 - 11:46 Permalink
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Liliana Turri Fri, 03/05/2021 - 16:52

E' stato un grande infaticabile europeo, un grande sudtirolese: era contro le gabbie etniche, contro la divisione per gruppi linguistici... Aveva capito meglio di tutti, perfino delle stesse vittime, che una società separata produce discriminazione! C'è chi spera nella "venuta" di un nuovo Langer che risvegli e scuota dalla rassegnazione.

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