Politics | Valbruna

Acciaierie, la concessione va in gara

Avviata la procedura per il bando del terreno in zona industriale. Galateo: “Scelta obbligata, nei criteri premiata continuità”. Bernardoni (CGIL): “Vogliamo garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro. Canone da 3 milioni all’anno, l’azienda accetterà?”.
Acciaierie Valbruna
Foto: Seehauserfoto
  • La giunta provinciale altoatesina ha deciso di mettere a gara il diritto di superficie sul terreno oggi occupato dalle acciaierie Valbruna, nella zona industriale di Bolzano. Il terreno ex Falck, assegnato nel 1995 alle Acciaierie Valbruna a Bolzano, è in scadenza il 3 settembre 2025 dopo 30 anni di concessione. “Una scelta obbligata – spiega il vicepresidente della Provincia ed assessore allo sviluppo economico Marco Galateo - Oggi, a norma di legge sia italiana che europea, non è possibile assegnare ad un soggetto preciso un'area che è pubblica”. 

    Non è dunque certa la permanenza di Valbruna a Bolzano, che impiega in Alto Adige quasi 600 dipendenti, con un indotto che coinvolge 5mila posti di lavoro e 550 famiglie. Non solo, le Acciaierie Valbruna sono il terzo contribuente più grande dell'Alto Adige e che hanno versato nelle casse pubbliche 24 milioni di euro, grazie a una produzione annua di circa 300 mila tonnellate di acciai speciali.

  • Marco Galateo: "Oggi, a norma di legge sia italiana che europea, non è possibile assegnare ad un soggetto preciso un'area che è pubblica” Foto: Fabio Brucculeri
  • “Abbiamo deciso di prorogare di ulteriori dodici mesi la concessione del terreno in scadenza dove è insediato lo stabilimento in attesa della gara. Inoltre inseriremo nel bando un punteggio aggiuntivo sia per l’utilizzo siderurgico dell’area, sia per il mantenimento dell’occupazione degli attuali dipendenti” ha spiegato l’assessore Galateo. I criteri di gara premieranno in particolare le offerte che garantiranno la continuità industriale, sia sotto il profilo produttivo che occupazionale. Tali condizioni, tuttavia, non costituiranno clausole esclusive (che potrebbero aprire la strada a ricorsi), ma verranno considerati criteri premianti nel punteggio di gara.

  • La nuova gara

    La Provincia ha già approvato l’avvio della procedura di gara per la futura concessione che riguarderà non più una concessione d'uso, ma un vero e proprio diritto di superficie. L’importo che verserà l’azienda vincitrice sarà fisso: circa 150 milioni di euro per 50 anni, circa 3 milioni di euro all’anno, risultato di una valutazione dell’amministrazione provinciale, ha dichiarato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher

  • Marco Bernardoni: "Si parla di cifre alte, 150 milioni in 50 anni, molto più di quanto pagano oggi. Bisogna capire se l’azienda sarà disposta ad accettarle". Foto: CGIL
  • Il nodo principale della vicenda riguarda le condizioni economiche e il ruolo dell’azienda: “La concessione doveva rinnovarsi automaticamente, ma non è stato così. Si parla di cifre alte, 150 milioni in 50 anni, molto più di quanto pagano oggi. Bisogna capire se l’azienda sarà disposta ad accettarle”, dichiara Marco Bernardoni segretario di Fiom Alto Adige. “Le scelte prese dall’amministrazione provinciale ci rassicurano fino a un certo punto: la priorità resta tutelare i lavoratori. Venerdì come sindacati avremo un incontro con l’assessore Galateo per vederci chiaro. Da lì capiremo se esistono garanzie sufficienti per mantenere i posti di lavoro”, conclude Bernardoni.

    Chi vincerà il bando dovrà avviare le attività entro quattro anni e rispettare le prescrizioni fissate dalla Provincia. “In caso di inadempienza, l'amministrazione si riserva la possibilità di revocare il diritto e tornare in possesso del terreno in modo da scongiurare fenomeni di desertificazione industriale che abbiamo già visto, sia in provincia di Bolzano che in Italia”, aggiunge Galateo.