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Scotland calling

Il Parlamento scozzese vota per un referendum bis sulla secessione da Londra che intanto formalizza l’avvio dell'iter della Brexit.
Scozia
Foto: wordpress

Il divorzio dall’Inghilterra sembra essere l’unico modo per gli scozzesi di restare nell’Unione Europea. Ieri, 28 marzo, il Parlamento della Scozia ha votato in maggioranza a favore della richiesta di un referendum bis sulla secessione da Londra: 69 i voti favorevoli, 59 quelli contrari. La proposta era stata presentata dalla first minister e leader indipendentista dell’Snp, Nicola Sturgeon. La chiamata alle urne ci sarà nell’autunno 2018 o nella primavera del 2019. Durante la prima consultazione, il 18 settembre 2014, il 55% degli scozzesi aveva deciso di rimanere nel Regno, ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Per gli scozzesi si tratta di una nuova occasione di rigiocare la carta dell’indipendenza, rincorsa da trecento anni. Una nuova grana quindi si prospetta per la premier britannica Theresa May che intanto ha firmato la lettera per la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che, nel momento della consegna al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, segnerà l'avvio formale dell'iter della Brexit, l’uscita di Londra dall'Ue sancita dal referendum del 23 giugno scorso. Ringalluzziti dall’outcome scozzese i secessionisti di Südtiroler Freiheit hanno definito “coraggiosa e lungimirante” la decisione del Parlamento della Scozia, un “esempio che dovrebbe essere seguito anche dal Sudtirolo”.