"Quando è troppo, è troppo"

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Sono incredula e inorridita nel leggere i propositi di ”indagini segrete” sui nove anni di lavoro al Comune di Laives di Paolo Brunini. Ho seguito fin qua la vicenda tenendomi un passo indietro, semplicemente per non avvalorare le odiose e infondate strumentalizzazioni politiche della vicenda messe in campo dal sindaco Giovanni Seppi.
Però quando è troppo è troppo: in tanti anni di vita politica non ho mai visto niente di simile e posso affermare che la sola idea di condurre indagini segrete nei confronti di un dirigente “sgradito” mi indigna e mi inorridisce, oltre a farmi sorgere il dubbio che tutto questo sia legale. Ho avuto la fortuna di essere uno degli assessori di riferimento del dottor Brunini (sì perché di assessori ne ha sempre avuti almeno tre o quattro contemporaneamente e credo che tutti potranno testimoniare quanto sto per dire) e posso sostenere, senza timore di smentite, che al dottor Brunini sono stati affidati nel corso degli anni i compiti più difficili e spinosi da gestire. Oltre a questo ricordo che, su mandato politico, sotto la sua gestione amministrativa hanno visto la luce numerosi nuovi regolamenti e progetti innovativi. Il nuovo regolamento mensa, il regolamento dei contributi comunali, il regolamento della family card (prima inesistente), il nuovo regolamento dell’asilo nido (il regolamento dei contributi, ad esempio, è stato ripreso nella sua impostazione anche da altri comuni ed è stato preso come modello per altri regolamenti interni). Su richiesta delle precedenti amministrazioni ha provveduto ad elaborare le prime convenzioni per regolarizzare la collaborazione con le associazioni locali (mercatini di Natale in primis). Grazie alla sua esperienza e conoscenza della macchina amministrativa, la volontà espressa dalla giunta Bianchi di assorbire la scuola dell’infanzia di via Pietralba e di siglare una convenzione con la scuola dell’infanzia privata tedesca di San Giacomo ha potuto concretizzarsi.
Ma vi è di più: se il Comune di Laives ha adesso la possibilità di investire in personale ed assumere fino a 17 nuove unità è stato grazie all’interpretazione delle normative vigenti, da parte di Brunini, su cui ha insistito a lungo, interpretazione che poi ha trovato conferma a livelli più alti. Che il sindaco Seppi si sia poi preso il merito di questa interpretazione ci sta, fa parte del gioco ma l’ingratitudine e la “memoria corta” umanamente non si giustificano. Un simile dirigente pretende chiarezza di obiettivi e percorsi limpidi e legalmente ineccepibili, mentre forse il sindaco Seppi ha una visione più personalistica e autoritaria della gestione politica della cosa pubblica. Ben venga quindi ogni attività di verifica, ma che sia fatto in modo serio ed indipendente e a 360°. Sicuramente non è il dottor Brunini a dover temere la verità. Indagini “segrete”, senza contraddittorio e senza coinvolgimento del responsabile amministrativo dei funzionari e dipendenti non possono però essere prese in considerazione in una amministrazione trasparente e democratica. Pertanto il sindaco Seppi abbia il coraggio di accogliere la nostra richiesta di istituire una commissione di indagine che faccia piena luce sui fatti di questa incresciosa vicenda. A questo punto sinceramente sembra essere fin troppo evidente che i dipendenti comunali continuano a fare il loro lavoro mentre il sindaco Seppi dimostra sempre più di non essere in grado di interagire con loro. D’altronde dopo che per 9 anni da vicesindaco non si è lamentato di tutto il lavoro fatto non si poteva pretendere altro.
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L'autrice
*Claudia Furlani è stata candidata sindaca di Uniti per Laives ed è stata battuta da Giovanni Seppi al ballottaggio. Nella precedente consiliatura i due governavano assieme come assessora e vicesindaco.
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Toll, die Lorbeeren…
Toll, die Lorbeeren einheimsen und dann aber den Mensch hinausekeln.
Da muss wohl jemand in Aufrichtigkeit Nachhilfeunterricht nehmen, wa?
Vielleicht nähme die Politikverdossenheit großer Teile der Bevölkerung dann ab: Zunahme der Partizipation und Inklusion.
Das will aber jemand der machtgeil ist überhaupt nicht, im Gegenteil.
Das sind arme Leut', die sich das Recht nehmen, Macht zu ihren Gunsten zu missbrauchen, oder auch aus Angst für ihre eigene Position Befehle von weiter oben auszuführen, denn so begehen sie Verrat am Volk.