Politica | Elezioni comunali

La discussione su asili e materne gratis

La proposta del candidato sindaco del centrosinistra, Juri Andriollo, continua a far discutere. Tra le critiche: l'assenza dei servizi estivi e le lunghe liste d'attesa. La misura costerebbe dai 3 ai 5 milioni di euro "ma senza tagli o aumenti delle tasse".
Kindergarten asilo
Foto: greta_stuffer
  • La proposta di Juri Andriollo continua a far discutere. Annunciata lunedì 31 marzo durante la presentazione della coalizione, la promessa del candidato sindaco del centrosinistra di rendere gli asili e le scuole materne gratis per tutti, eccetto per i "super ricchi", sembra essere divisiva. Secondo Andriollo: "La misura su cui stiamo lavorando già da un anno e che porteremo avanti dopo le elezioni è stabile e duratura. Rendendo i servizi per l'infanzia gratuiti vogliamo ottenere diversi benefici. Per esempio, a fronte del progressivo invecchiamento della società e dell'aumento della denatalità, stimoliamo le coppie giovani che hanno spesso redditi iniziali, e non da fine carriera, a procreare. I costi per le famiglie sono chiari: si va dai 200 ai 700 euro al mese. E teniamo conto che il 70% delle famiglie paga la retta massima. Sono cifre che pesano, tanto è vero che per alcune donne ciò significa rinunciare al lavoro". Ma quanto costerebbe questa misura? A Bolzano, circa un bambino su tre (il 35%) dai 0 ai 3 anni utilizza un servizio per l'infanzia. 

  • Juri Andriollo: la promessa del candidato sindaco del centrosinistra di rendere gratuiti asili e materne continua a far discutere. Foto: Dalla Serra/SALTO
  • I 10 asili nido presenti nel capoluogo sono gestiti dall'Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB) che ogni anno dalle tariffe incassa 1.4 milioni di euro. Soldi questi che, nel caso non dovessero essere pagati più dalle famiglie, sarebbe il Comune a dover rimborsare ad ASSB. A questi si devono sommare anche i costi delle 11 microstrutture comunali, che sono gestite in convenzione con le cooperative sociali. In più, c'è il costo delle scuole dell'infanzia che si rivolgono ai bambini dai 3 ai 6 anni. Stando ai dati pubblicati dal vicepresidente della commissione finanze del Comune, Claudio Della Ratta, nel 2023 hanno generato entrate pari a 1.5 milioni di euro. In totale, si stima che la misura possa costare al Comune dai 3 ai 5 milioni di euro l'anno. Da dove si prenderebbero i soldi? "Se si studia il bilancio comunale lo si può capire - dice Andriollo - anche perché grazie al lavoro della Giunta uscente, in particolare del sindaco Renzo Caramaschi, non abbiamo debiti. Io non faccio una proposta se non so come finanziarla per almeno tutta la prossima legislatura".

  • Costi troppo elevati?

    La tesi non convince il consigliere Claudio Della Ratta, de La civica di Claudio Corrarati: "Andriollo dice che troverà i soldi tra le pieghe di bilancio, ma pensarlo è errato”. Secondo quanto riporta Della Ratta, nei prossimi anni il Comune dovrà sostenere tanti nuovi costi: “La Provincia cesserà di erogare il contributo per l'adeguamento degli stipendi dei dipendenti, pari a 2,6 milioni di euro, costringendo il Comune a farsene interamente carico. L'Autostrada del Brennero sospenderà per sette anni l'erogazione dei dividendi, causando una perdita di 1,5 milioni di euro per il Comune, a causa dei previsti investimenti sul territorio. Seab tratterrà 400.000 euro come minor introito derivante dalla chiusura del parcheggio di superficie di piazza Vittoria”. Dunque per il consigliere della coalizione di centrodestra, affrontare una riduzione di circa 8 milioni di euro, tra mancate entrate e asili e materne gratis, “rappresenta una sfida significativa per la copertura della spesa corrente, ossia i servizi essenziali per i cittadini”.  Andriollo, da parte sua, assicura che la misura verrà finanziata senza tagli ad altri servizi e senza aumentare le imposte.

  • "I servizi estivi sono la priorità"

    Al di là dell'aspetto finanziario neppure l'Alleanza per le famiglie, che raduna 16 organizzazioni, condivide l'iniziativa di Andriollo. "Il problema più grande che affligge le famiglie è il tema dei costi delle attività estive, soprattutto se si hanno due o tre figli", dice Christa Ladurner, rappresentante dell’Alleanza famiglie.

  • Scuole dell'infanzia: al contrario degli asili nido l'estate sono chiuse. Le famiglie si rivolgono spesso ai privati per i servizi estivi. Foto: Pexels - Yan Krukau
  • Se dai 0 ai 3 anni, infatti, i bambini possono frequentare gli asili nido, che tengono aperto quasi tutta l'estate (eccetto due settimane e qualche giorno nel periodo natalizio), dai 3 ai 6 frequentano la scuola dell'infanzia (la materna) che l'estate è chiusa. Dunque le famiglie devono trovare altre soluzioni, spesso pagando i privati. Vero anche che le scuole dell'infanzia hanno costi decisamente inferiori a quelli degli asili: si va dai 78 euro al mese per il "tempo normale" a 108 per il "tempo prolungato".

  • Il nodo delle liste d'attesa

    "I genitori richiedono sempre più servizi per conciliare lavoro e famiglia, ma anche perché apprezzano la valenza educativa del servizio - dice Liliana Di Fede della ASSB, che gestisce la fascia 0-3 anni - e infatti il nostro obiettivo è abbattere la liste d'attesa".

    Ad oggi, infatti, si contano all'incirca 140 bambini in attesa di poter accedere ad un asilo nido. "Questa è sempre stata una nostra priorità - evidenzia Juri Andriollo - e voglio ricordare che dal 2020 abbiamo aperto 78 posti bambino, di cui recentemente 30 in zona industriale per stare vicino ai lavoratori e alle lavoratrici, e nel 2026 ne verranno aperti altri 30".

    D'altra parte, anche con gli asili e le materne gratis, per le famiglie resterà aperto il nodo dei servizi estivi.

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Klemens Riegler Gio, 04/03/2025 - 22:25

Der Vorschlag - oder das Vorpreschen - von Andriollo riecht freilich etwas nach Populismus und wäre eher aus der Oppositonsecke zu erwarten gewesen. Die muss schließlich (sofern danach nicht Regierung) ein Versprechen nicht halten, und so ähnlich könnte es wohl auch Andriollo - ziemlich fies - angehen. Indem die Schuld des Nicht-Zustandekommens dem Koalitionspartner in die Schuhe geschoben wird. All das ist jedenfalls nicht die Feine Englische Art, die eines potentiellen Bürgermeisters würdig wäre.
Das Ansinnen mag ja im Prinzip in Ordnung sein und ... wer will schon nicht irgendwas gratis haben ?
ABER, die aktuelle Regelung ist ja nicht ganz, ganz schlecht; Kindergarten kostet nicht allzuviel und dort wo es laut EVEE-Erklärung knapp her geht, gibt es auch ordentlich Rabatt. Zudem gibt es in diesem Fall auch andere finanzielle Hilfen, die im Prinzip genau dafür gedacht sind und nicht für Schokolade und Nike oder Zigaretten für den Papi. In der Kita ist es natürlich in jedem Fall etwas teuerer.
Vielleicht wäre vielen Eltern sogar mehr geholfen, wenn die zukünftige Stadtregierung etwas mehr Geld für die Sommerkinderbetreuung in die Hand nehmen würde. Da kann ein ganzer Monat sogar mehr an Kosten verursachen als die Mensa im Kindergarten.

Prinzipiell gilt natürlich, dass ALLES unternommen werden soll und muss, dass der Geburtenrückgang zumindest eingebremst wird. Sozusagen auch die Lust auf Kinder zu steigern. Zu kommunizieren, dass es nichts schöneres, dankbareres, befriedigenderes .... als Kinder gibt. Und reden wir gar nicht davon, dass wir auch als Gesellschaft unbedingt KINDER BRAUCHEN.

Gio, 04/03/2025 - 22:25 Collegamento permanente
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Josef Fulterer Ven, 04/04/2025 - 04:55

Wenn das Familien-Einkommen höher als 60.000 € / Jahr ist. muss der Kindergarten nicht gratis sein.
Weitaus wichtiger wäre es, für jene Eltern von denen beide arbeiten müssen, "endlich mit der heiligen Ansicht auf zu räumen, mit der sich die Kindergarten-Tanten an die Schulzeiten klammern!"

Ven, 04/04/2025 - 04:55 Collegamento permanente