Società | Pari opportunità

Gender Pay Gap, in Alto Adige è al 17,3%

Nel 2023 le donne guadagnano meno degli uomini in quasi tutte le categorie: il gap raggiunge il 23% tra i dirigenti. Organizzato per l’11 aprile l’Equal Pay Day.
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Foto: Fabio Brucculeri
  • Stesso lavoro, meno stipendio: è la realtà che vivono le donne in Alto Adige. Nel 2023, la differenza retributiva media tra uomini e donne nel settore privato a tempo pieno si attestava al -17,3%, con un lieve aumento rispetto al 2022 dello 0,1%. Il Gender Pay Gap, ossia la discriminazione salariale che c’è tra uomini e donne, è particolarmente marcata tra le figure dirigenziali, dove le donne guadagnano in media il 23,4% in meno rispetto ai colleghi uomini. Anche tra impiegati e quadri la forbice rimane ampia, rispettivamente al -22,6% e -14,6%, segno che il divario non è limitato ai ruoli apicali ma si estende lungo tutta la scala professionale.

    Ad influire su questa disuguaglianza non sono solo fattori economici, ma anche scelte formative e culturali. Le donne, infatti, sono più presenti nei settori sociali, meno remunerativi, mentre gli uomini dominano le professioni STEM, tradizionalmente meglio pagate. A ciò si aggiunge la sproporzionata divisione del lavoro domestico: le donne dedicano in media 49,6% del loro tempo settimanale alla cura della casa, contro appena il 25,1% degli uomini. In Alto Adige infatti ogni anno fino a mille donne si licenziano nel primo anno di vita dei figli. Questa doppia responsabilità frena inevitabilmente la carriera professionale femminile. 

  • Foto: AFI IPL
  • Uno sguardo ai dati retributivi evidenzia con chiarezza le differenze. Maria Elena Iarossi, ricercatrice dell'IPL (Istituto per la promozione dei lavoratori), ha dato uno sguardo ai dati concreti: nel 2023, gli uomini percepivano in media 30.678 euro l'anno come retribuzione lorda nel settore privato, in base al sesso e alla qualifica, mentre le donne ne guadagnavano in media 19.822. Le operaie nel 2023 hanno percepito uno stipendio medio annuo lordo di 24.374 euro, mentre i colleghi operai hanno guadagnato 39.525 euro, con una differenza di oltre 15.000 euro all’anno. Tra gli impiegati la forbice è ancora più marcata: le donne guadagnano 41.263 euro, contro i 60.133 euro degli uomini. Anche tra quadri e dirigenti, i gap superano i 20.000 euro annui. Questi numeri parlano chiaro: non si tratta solo di percentuali, ma di impatti concreti sulla qualità della vita e sulla sicurezza economica a lungo termine delle donne. Il trend si inverte sono le caso degli apprendistati, dove le donne guadagnano in media 14,8% in più rispetto ai coetanei uomini.

  • Foto: AFI IPL
  • Eppure, non tutto è immobile. Per contrastare questo fenomeno, la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, insieme a 66 organizzazioni partner, ha quindi deciso di organizzare anche quest'anno l'Equal Pay Day. La giornata di sensibilizzazione è prevista venerdì prossimo, 11 aprile, e avrà come motto: “Porre fine alla discriminazione salariale, creare uguaglianza!”. La presentazione della giornata, assieme ai dati appena forniti, è avvenuta ieri (4 aprile) nel cortile interno di Palazzo Widmann. In occasione dell’Equal Pay Day 2025, la presidente Ulrike Oberhammer ha ribadito l’urgenza di colmare il divario salariale, causa di enormi perdite globali. La direttiva UE sulla trasparenza retributiva è vista come strumento chiave, ma serve anche un cambiamento culturale per garantire l’autonomia economica delle donne. Il presidente Kompatscher ha ricordato il Piano Æquitas, sottolineando: “Alcuni passi sono stati fatti, ma dobbiamo continuare, iniziando dalla sensibilizzazione”.