Società | Il presidio

“Siamo invisibili”

La protesta dei lavoratori delle mense e pulizie scolastiche e aziendali a Bolzano. I sindacati: “Va estesa la copertura degli ammortizzatori sociali, servono certezze”.
Sit-in
Foto: CGIL

Passata la fase acuta dell’emergenza coronavirus i lavoratori si riprendono le piazze. Oggi (24 giugno) a manifestare sono stati le addette e gli addetti dei servizi di mensa e pulizie scolastiche e aziendali. Un sit-in andato in scena in diverse città italiane, compresa Bolzano, in piazza della Mostra. “Lavoratori invisibili: questa estate pane e acqua”, così uno degli slogan al presidio.

Si tratta di circa 80mila gli addetti - la metà, circa 39mila, solo nelle mense scolastiche - in Italia. 500 sono quelli coinvolti in Alto Adige, chiamati alla mobilitazione dai sindacati Filcams/Cgil, Fisascat SgbCisl, Uiltucs e Uiltrasporti che chiedono misure di sostegno economico per affrontare la crisi. “Sono lavoratrici e lavoratori essenziali, ma invisibili”, ribadisce la compagine.

Per coloro che sono impiegati nelle scuole la copertura dell’ammortizzatore sociale (Fis) con causale emergenza Covid-19 è scaduta. “Questi lavoratori vedranno sospesi i loro contratti a giugno, con la fine dell’anno scolastico, rimanendo per questi mesi senza retribuzione, senza ammortizzatori e senza possibilità di ricercare una nuova temporanea occupazione preclusa dagli effetti della crisi in atto. Senza una prospettiva certa rispetto ai tempi e alle modalità di ripresa dei servizi per l’anno scolastico 2020/2021”, spiegano i sindacati.

Non se la passa meglio chi lavora nel settore privato visto che la fruizione delle settimane di cassa in deroga è in esaurimento, finite quelle non ci sono ammortizzatori ordinari perché l’azienda committente non ha, a sua volta, dipendenti diretti in cassa integrazione. “Quello che è avvenuto durante l’emergenza sanitaria e che proseguirà in larga misura nei prossimi mesi - riferiscono i rappresentanti sindacali - è infatti la non riattivazione o la ripresa solo parziale dei servizi in appalto per effetto dei cambiamenti nell'organizzazione del lavoro da parte delle imprese committenti a partire dal ricorso allo smart-working”.

La richiesta a governo, regioni, comuni e imprese, è di individuare, attraverso opportuni confronti, percorsi condivisi e soluzioni per prorogare gli ammortizzatori. “Non c’è tempo da perdere - dicono i sindacati - servono certezze oggi, per il lavoro e per il futuro”.