Ambiente | Trasporto pubblico

Progetto tram e i tempi che… non tornano

I tempi di percorrenza sono il vero tallone d’Achille del progetto tram. Qualcuno li ha mai considerati prima di decidere?
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: Pixabay/Skitterphoto

Fra contrari e favorevoli al tram, quello che si nota e si ascolta è soprattutto la non conoscenza del progetto che lascia perplessi per i costi. Si parla di 120 milioni, ma poi si parla anche di 200 milioni perché pare non si siano considerati (opppsss…) i convogli da acquistare (piccolo dettaglio…) e la rimessa/deposito di Ponte Adige. Tra l’altro pare che il tram si sia ristretto, non più 40 metri ma 32 metri, guarda caso per le non poche “curve a gomito” presenti sul (lungo) percorso.

I dati dei tempi di percorrenza, e veniamo al punto, sono poi del tutto assenti nel dibattito, eppure dovrebbero essere al centro della discussione. Partiamo dai dati forniti nello “Studio di fattibilità linea 1 – Stazione di Bolzano – Stazione di Ponte d’Adige” della IBV Hüsler AG del 21 novembre 2018.

Li riassumo qui:

  • Ponte Adige -> Stazione FS 49 minuti
  • Ospedale -> Stazione FS 38 minuti

Ebbene, qualcosa pare proprio non tornare.

"Metrobus" velocissimo

Andiamo a vedere quanto ci impiega il Metrobus (Oltradige Express, linea 131) dal Pillhof, quindi prima della stazione FS di Ponte Adige, che il Metrobus non tocca, alla stazione FS (orario ufficiale in vigore): 13 minuti. Orario ufficiale disponibile pubblicamente sul sito di Alto Adige Mobilità. Qui sotto uno screenshot:

Il video di “Guglielmino il Bolzanino” dà una qualche idea:

Notizie di Guglielmino il Bolzanino (4) - "Viaggetto in tram da Ponte Adige in Stazione" (Ada Pipitone)

Linea 10, rapida da e per l'ospedale

Allora andiamo a vedere quanto ci impiega la linea 10 di Sasa per arrivare dall’ospedale in stazione. Dall’orario ufficiale, aulla linea 10A, che raggiunge la stazione facendo però un lungo giro da sud, da 27 a 31 minuti. Sulla linea 10B da 10 a 14 minuti. Altro screenshot:

Alternativa bus extra-lunghi

Ad agosto 2018 fa scrissi le mie perplessità e, ancora a maggio 2018, che sarebbe stato meglio sviluppare i servizio intensificando le linee dei bus con mezzi extra-lunghi, pur considerando le limitazioni normative italiane, forse superabili con fasi sperimentali, oppure con un maggior utilizzo di bus snodati da 18 metri con una cadenza fitta nelle ore di maggiore afflusso e deflusso dei pendolari.

Senza riduzione del traffico, salta tutto!

Il tutto dovrebbe poi coincidere, però, con una riduzione del traffico, soprattutto per agevolare i mezzi pubblici che rimangono intruppati nel caos mattutino e poi tardo pomeridiano, quindi è inevitabile che non si può prescindere dal mantenere intatta la situazione in entrata a Bolzano alla mattina e in uscita da Bolzano nel tardo pomeriggio.

Il tram... dei turisti?

In poche parole, si vuol costruire il “tram dei turisti”? Quanto proposto è difficile denominarlo “dei pendolari” nonostante venga definito tale. Perché, oltre al fatto che si vorrebbe mantenere il Metrobus, che farebbe diretta concorrenza al tram, fra tempi di percorrenza e costi spropositati, tralasciando i tempi di costruzione, c’è davvero da chiedersi se la linea tranviaria 1, come concepita, sia effetivamente una soluzione oppure rischi di diventare un… non si sa cosa che andrebbe ad incastrarsi nel già fitto traffico del capoluogo che il Pums pare voler solo congelare alla situazione attuale senza veramente farlo diminuire.

Poi è pure sufficiente dare un’occhiata alla Ati (associazione temporanea di imprese) che si è aggiudicata, con un ribasso consistente (40,12499%), il bando per il progetto esecutivo della linea del tram. Prendiamone atto...

Dietro tutto poi c’è il progetto “PPP” di Ratp, rigettato dalla Provincia, che ora sta diventando materia per i giudici amministrativi con rischi di risarcimenti non indifferenti, visto che il solo costo di progettazione e know-how del progetto pare aggirarsi sui quattro milioni di Euro.

Insomma, un discreto… pandemonio tramviario quando si poteva anzi si sarebbe dovuta avere anche un’idea delle alternative al “ferro” fin troppo velocemente (azzardatamente?) accantonate seguendo solo la tanto osannata proposta svizzera.