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“Serve un chiarimento nella coalizione”


Remigrazione, la SVP prende posizione sulle frasi dell'assessore Caruso: “Inaccettabili”. L'opposizione protesta unita: i Verdi chiedono le dimissioni, duri lista Gennaccaro, Team K e PD.
Stephan Konder
Foto: Seehauserfoto
  • Le recenti dichiarazioni rilasciate a SALTO dall’assessore comunale della Lega Marco Caruso, che ha firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista” – nonché la sua vicinanza a CasaPound e il sostegno al movimento “pro-remigrazione” da parte di vari esponenti leghisti a livello cittadino – hanno portato la SVP bolzanina (e l’opposizione in Consiglio comunale) a una dura condanna. In un comunicato diffuso nel primo pomeriggio di oggi, la Stella Alpina di Bolzano spiega che il principio della remigrazione “non è accettabile per la SVP in questa forma e contraddice i valori fondamentali di un’azione politica rispettosa e responsabile”.

  • “Valori incompatibili”

    “Ribadiamo che concetti che mettono in discussione le persone in base alla loro origine o appartenenza non sono compatibili con i nostri valori”, sottolinea l’Obmann cittadino Andreas Berger. L’integrazione, la coesione sociale e lo Stato di diritto devono rimanere i principi guida anche nella politica migratoria, sottolinea la Volkspartei, che ritiene necessario un chiarimento all’interno della coalizione di governo a livello comunale. “Una collaborazione costruttiva presuppone la condivisione di linee politiche e posizioni fondamentali. Laddove ciò non avviene, sono necessari un dialogo aperto e chiarezza”, afferma il vicesindaco di Bolzano Stephan Konder, sostenuto dall’Obmann del partito Dieter Steger.

  • (da sx) il sindaco Corrarati, il vicesindaco Konder e l'assessore Caruso: la SVP chiede una verifica all'interno della coalizione di governo. Foto: Comune di Bolzano
  • “Una cosa è sostenere condizioni chiare e legali in materia di migrazione, un’altra è il radicalismo, l’estremismo o la polarizzazione, che sono inaccettabili. La SVP di Bolzano continuerà ad adoperarsi affinché le discussioni politiche siano condotte con senso della misura, responsabilità e rispetto, nell’interesse di una convivenza pacifica nella nostra città”, conclude il comunicato della Südtiroler Volkspartei.

  • Il documento del centrosinistra

    Stasera il Consiglio comunale del capoluogo discuterà l’argomento, su spinta dei principali partiti d’opposizione (Partito Democratico, Civica di Gennaccaro, Verdi e Team K). “Presenteremo in aula un documento ai sensi dell’articolo 53” conferma il consigliere Diego Laratta (PD).

    “Riteniamo non più rinviabile un dibattito in Consiglio comunale sullo stato dei diritti umani, sulla tenuta dei valori costituzionali e sull’orientamento politico espresso, o tollerato, dall’attuale Giunta comunale” scrivono i partiti del centrosinistra nel documento che sarà discusso stasera, “Kompatscher ha paragonato esplicitamente la remigrazione alle deportazioni degli ebrei” mentre “nella città di Bolzano è stata annunciata una manifestazione nazionale per il 28 febbraio da Remigrazione e Riconquista, iniziativa che numerose associazioni, realtà democratiche e osservatori hanno denunciato come portatrice di contenuti discriminatori, xenofobi e incompatibili con i principi dello Stato di diritto”. Appare perciò “particolarmente grave il fatto che l’assessore comunale Caruso abbia assunto pubblicamente posizioni politiche che risultano apertamente distanti da quelle espresse dal Sindaco, arrivando ad associarsi ai temi della remigrazione e a una compagine politica riconducibile a CasaPound. Tali scelte, compiute da un membro della Giunta, non possono essere considerate opinioni personali prive di conseguenze, ma assumono un peso istituzionale rilevante e pongono interrogativi seri sull’indirizzo politico dell’amministrazione comunale, aggravati dall'assenza di una chiara e netta presa di distanza da parte della Giunta nel suo complesso”.

     

    Bolzano non può permettersi zone grigie quando sono in gioco i diritti fondamentali delle persone

  • Il consigliere comunale del Partito Democratico, Diego Laratta. Foto: Seehauserfoto
  • “Riteniamo che il silenzio o l’ambiguità istituzionale su questi temi rappresentino un rischio concreto per la coesione sociale, la convivenza interculturale e la credibilità democratica delle istituzioni locali. Bolzano, città profondamente segnata dalla storia e al tempo stesso esempio di pluralismo culturale, non può permettersi zone grigie quando sono in gioco i diritti fondamentali delle persone”, conclude il documento sottoscritto da Diego Laratta e Stefano Fattor (PD), Chiara Rabini, Rudi Benedikter, Cornelia Brugger e Luca Di Biasio (Verdi-Sinistra), Matthias Cologna, Thomas Brancaglion e Giuliana Dragogna (Team K), Abdallah Chniouli (La Civica) e Juri Andriollo.

  • “L’ICE di Trump in salsa bolzanina”

    “La remigrazione promossa e legittimata dall’assessore Marco Caruso non è una semplice opinione politica. È la versione europea delle politiche di ICE sostenute da Donald Trump: espulsioni, discriminazione, paura elevata a strumento di governo” scrivono in una nota Chiara Rabini, Cornelia Brugger e Rudi Benedikter dei Verdi Grüne Vërc. “Sono modelli che abbiamo già visto all’opera: violazioni dei diritti umani, criminalizzazione delle persone migranti, erosione dello Stato di diritto. Trasporli nel contesto di Bolzano è politicamente irresponsabile e istituzionalmente inaccettabile”. Per questo il Gruppo consiliare ecologista chiede al sindaco Claudio Corrarati che Caruso venga “rimosso dalla Giunta comunale” in quanto “chi normalizza politiche di esclusione non può rappresentare una città fondata sulla convivenza, sulla dignità delle persone e sui valori costituzionali. Su questi temi non si media”.
     

  • La consigliera ed ex assessora comunale dei Verdi, Chiara Rabini Foto: Seehauserfoto
  • “In merito a quanto emerso nelle ultime ore riguardo alla firma e al sostegno, da parte di un assessore comunale, della proposta legata alla cosiddetta ”remigrazione“, esprimiamo una contrarietà netta e senza ambiguità” scrive il consigliere comunale Abdallah Ab Chniouli, capogruppo della Civica di Gennaccaro - Io sto con Bolzano, “ci riconosciamo in valori popolari e liberali, e quindi antifascisti. Parole e concetti come ‘remigrazione’ rappresentano un linguaggio ideologico che richiama visioni incompatibili con la cultura democratica, con il rispetto dei diritti fondamentali e con la dignità delle persone”. “Il Sindaco – ricorda ancora Chniouli – in più occasioni ha dichiarato che non ci sarebbe stato spazio in questa amministrazione per derive di questo tipo. Oggi, di fronte a questa vicenda, non è più possibile restare nel non detto: il Sindaco deve chiarire se intende realmente mantenere un profilo moderato e istituzionale, oppure se accetta di governare la città normalizzando linguaggi e idee riconducibili all’estremismo identitario”.

     

    I moderati spostino il baricentro al centro, non verso l’estremismo

  • Abdallah Chniouli, capogruppo in Consiglio comunale della Civica Foto: Ab Chniouli
  • “I partiti moderati all’interno della coalizione spostino il baricentro verso il centro, anziché assecondare uno scivolamento verso posizioni radicali”, sottolinea ancora Chniouli, “un dialogo politico serio e costruttivo non può esistere se la Giunta decide di spostarsi sempre più verso una destra di questo tipo. La credibilità delle istituzioni si difende anche mettendo un confine netto, soprattutto quando certe parole e certe idee vengono fatte entrare nella normalità amministrativa. Per questo – conclude il capogruppo della Civica – chiediamo una presa di posizione pubblica e inequivocabile da parte del Sindaco e della Giunta”.

  • “Bolzano è antifascista”

    “Proprio in questa terra storicamente lacerata da divisioni e dal tentativo di eradicazione delle diversità, queste proposte sono ancora più crudeli e da confinare in modo deciso”, dichiara il capogruppo del Team K, Matthias Cologna, chiedendo “una ferma condanna di ogni iniziativa politica riconducibile alla cosiddetta ‘remigrazione’, in quanto incompatibile con i principi costituzionali, con il diritto internazionale e con i valori fondanti della democrazia”, “l’impegno chiaro e inequivocabile del Comune di Bolzano nella difesa della libertà personale, della dignità umana, dell’uguaglianza tra le persone e della convivenza interculturale” nonché invitando “la Giunta comunale a esprimere una presa di posizione pubblica e unitaria di netta distanza da ideologie, movimenti e iniziative che promuovano discriminazione, esclusione o logiche di tipo etnico o razziale”.

  • Il capogruppo del Team K, Matthias Cologna Foto: Seehauserfoto
  • Anche i Giovani Democratici dell’Alto Adige/Südtirol condannano con forza la manifestazione di estrema destra e matrice neofascista che si terrà a Bolzano il 28 febbraio e “le idee politiche che la accompagnano: odio razziale, esclusione e negazione dei diritti fondamentali”. “Dietro il termine remigrazione” – proseguono i giovani dem – “si nasconde una visione della società incompatibile con i valori democratici. Bolzano è una città che ha conosciuto sulla propria pelle le ferite lasciate da quelle stesse ideologie che oggi qualcuno tenta di riportare nello spazio pubblico. La nostra bussola è, e continuerà a essere, la Costituzione, nata dall'antifascismo e fondata sui principi irrinunciabili di eguaglianza e pari diritti per tutte e tutti. Bolzano è antifascista”, conclude la giovanile del PD.