Ambiente | Traffico e futuro

Traffico, l'illusione per un cambiamento

Speranze e progetti per un cambio rispetto alla situazione pre-virus, spazzati via in questi ultimi giorni: veicoli, rumore, inquinamento... tutto (quasi) come prima.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: Michele De Luca

Opportunità di cambiamento nel e per il traffico? Nei giorni di chiusura totale ho apprezzato moltissimo il silenzio e la qualità dell'aria, pur considerando il blocco economico-sociale che ciò comportava.

Adesso, con ancora non tutte le attività riprese, l'ambiente cittadino sta tornando nella "normalità":
- puzza di gasolio a gogò, soprattutto dove ci sono cantieri (Bolzano ne è piena... dovrebbe essere l'ente appaltante a premiare chi utilizza mezzi a trazione alternativa per spingerne sviluppo e diffusione, altrimenti chi lo dovrebbe fare?), grazie anche ai bus urbani e interurbani ma non entro nel tema, chi vuole leggere cosa ne penso vada a leggersi a i miei interventi precedenti;
- rumore già a livelli da fastidio con tanti saluti a chi non ha voluto investire in mezzi a trazione alternativa, anche quelli pesanti... e qui, sorry, la politica in generale ha chiare e nette responsabilità come tutti coloro che in questi ultimi dodici anni hanno sonnecchiato oppure si sono girati dall'altra parte rispetto a talune scelte fatte o, spesso, non fatte;
- puzza prodotta da moto & motorini, ovviamente quelli impestanti a due tempi ma pure quelli a quattro tempi, oltre al rumore che producono (insopportabili ultra-rompi-cabbasisi!) e, scommetto, molti sono o smarmittati oppure con scarichi modificati ma nessuno pare controllare con non pochi che devono sgasare anche fermi ai semafori dove, evidentemente, scollegano i neuroni pensando di essere in pista a Misano;
- altrettanta puzza prodotta da auto che, ipotizzo, non vanno dal meccanico dall'ultimo tagliando in garanzia per tacere di quelle che hanno centraline taroccate, col catalizzatore manomesso o con il filtro antiparticolato rimosso o disattivato, chissà quante ne girano...

In poche parole, il ritorno alla "normalità" con il forte auspicio, ovviamente, che le prossime due, tre settimane filino lisce dal punto di vista sanitario, sarà sostanzialmente un ritorno alle "abitudini" di prima, se non peggio, perché molti, per non usare i mezzi pubblici, che comunque hanno una capacità assai limitata e chissà per quanto tempo, utilizzeranno i mezzi privati. Con buona pace di, per carità, buoni propositi e progetti di cui ho letto recentemente, ma che mi sembra siano più un buon esercizio di speranza che altro.

Non mi illudo perché la crisi economica incombente farà sì che la sostituzione con mezzi più puliti verrà procrastinata a chissà quando e pure gli investimenti pubblici nel settore ne risentiranno pesantemente nei prossimi anni fatti di presumibili e dolorosi tagli fatte salve massicce iniezioni salvifiche di Euro da parte statale o dell'UE, con quest'ultima a giorcarsi nei prossimi mesi ed anni la propria sopravvivenza.

Questa è la realtà, i sogni rischiano di rimanere sogni e si sconteranno le scelte e, soprattutto, le non-scelte fatte negli ultimi dodici anni. Ammettere ciò sarebbe già una gran cosa ma so di... chiedere troppo. Faccio fatica, quindi, ad essere ottimista e di pensare che qualcosa cambi a Bolzano e pure nel resto della provincia, come sta pure già accadendo in altre regioni italiane.

Non è facile pensare che era "bello", per modo di dire, quando si era costretti in casa e con l'economia ferma. Insomma, salvo "miracoli", purtroppo non si potrà "avere la botte piena (poche emissioni e poco rumore) e la moglie ubriaca (traffico con annessi e connessi)". Poi la crisi climatica con un record dietro l'altro delle temperature... ma qui rischio di sprofondare fin troppo nel pessimismo.