Società | L'Intervista

"La vaccinazione ai bimbi è sicura!"

Rosalba Leuzzi, pediatra, lancia l'allarme: "Sconvolta dalle posizioni allucinanti di alcuni colleghi. Giusto sospenderli quando risultano non vaccinati".
Rosalba Leuzzi pediatra
Foto: Giuseppe Musmarra Salto.bz

Ogni essere umano è, in fondo, sempre in campo nella propria personale trincea. La trincea di Rosalba Leuzzi, dottoressa, pediatra, Segretaria provinciale della Federazione italiana Medici pediatri, di cui presiede a livello nazionale il collegio dei probiviri, è visibile a tutti. Un’autorità in materia, fatta di tanta preparazione e tanta esperienza sul campo. Anni e anni di lavoro a contatto con le malattie dei bambini e, cosa non secondaria, con le naturali ansie dei genitori che alla salute dei bambini sono inevitabilmente correlate.  La dottoressa Leuzzi è un punto di riferimento importante, a Bolzano e dintorni, per sapere cosa sta accadendo nel cuore delle famiglie altoatesine alle prese con una questione divisiva, fonte di discussioni infinite, ossia la vaccinazione anti Covid per i ragazzi e i bambini, soprattutto adesso che sta per aprirsi alla fascia d'età 5-11 anni. La sua preoccupazione per la situazione vaccinale altoatesina è evidente. Il suo impegno sul campo, altrettanto.

Salto.bz: Dottoressa Leuzzi, tra la ridda di voci, pareri, dichiarazioni, in molte famiglie c'è sconcerto, anche e soprattutto di fronte alle prese di posizione spesso contraddittorie di alcuni esponenti della comunità scientifica. Partiamo dall'inizio, le vaccinazioni dai 12 anni in su: perché farle, se a quell’età in fondo il rischio di complicanze serie da Covid è modesto?

Rosalba Leuzzi: "Si dice in sostanza che noi consiglieremmo di vaccinare bambini e ragazzi solo per proteggere gli anziani e il resto della società. Posto che il senso di appartenenza e di solidarietà nei confronti della comunità è a mio avviso comunque un valore fortemente positivo e da apprezzare e da incentivare nei ragazzi, non è tanto, e non è solo questo. Noi chiediamo di vaccinare i ragazzi perché in primo luogo serve agli stessi ragazzi, per il semplice fatto che, anche tra loro, sempre più frequentemente, il virus può colpire a volte anche con imprevedibile durezza. Ci sono stati decessi, e giovani nelle terapie intensive. Per non parlare del long Covid, con sintomatologie assai spiacevoli che ci si porta spesso dietro per mesi se non per anni. Rispetto a questi numeri, i rarissimi effetti avversi del vaccino sono un rischio di gran lunga minore”.

E qui veniamo a uno dei discorsi più frequenti, ossia il rischio di complicanze di miocardite e pericardite da vaccino. Si tratta di un rischio realmente presente?

Il rischio è presente, in maniera assai remota, nei maschi adolescenti. Tuttavia, questi sintomi, già di per sé rari, tendono nella quasi totalità a risolversi pressoché spontaneamente. Il punto che vorrei far comprendere, invece, è che il rischio di miocarditi e pericarditi come effetto del Covid è di molto superiore. Basta ragionare sui numeri, per capire che la vaccinazione va assolutamente fatta.

Parliamo invece adesso di lei, della sua esperienza in trincea: si trova di fronte a diverse famiglie che non vaccinano i figli?

Intendiamoci: qui si curano tutti, e per tutti c'è eguale impegno. Però... sa come si dice... chi si somiglia si piglia... Tutti conoscono la mia intransigenza di fronte alla tematica. Se una famiglia viene da me, e io la consiglio nel seguire scrupolosamente il piano vaccinale, e magari si tratta di una famiglia novax che non accetta le mie indicazioni, è giusto che alla fine ci si saluti, perché se tra un medico e un paziente il presupposto della fiducia è importante, tra un pediatra e una famiglia esso risulta assolutamente indispensabile. Se dunque non si fidano delle mie indicazioni, se non le seguono, si crea un corto circuito pericoloso per la stessa salute del bambino: in questi casi è bene per tutti che i genitori si rivolgano ad altri operatori sanitari.

La paura è sottoporre un bambino assolutamente sano a una vaccinazione di cui molti temono gli eventuali effetti collaterali. Ma anche qui, soprattutto dopo i milioni di somministrazioni già effettuate negli Stati Uniti ed Israele, siamo assolutamente in grado di tranquillizzare le famiglie.

Finora abbiamo parlato della fascia dei 12 anni in su. Adesso stanno per aprirsi le danze nella fascia dai 5 agli 11 anni. Qui qualche resistenza in più la trova?

Senza dubbio in questo caso la resistenza è più presente. La paura è sottoporre un bambino assolutamente sano a una vaccinazione di cui molti temono gli eventuali effetti collaterali. Ma anche qui, soprattutto dopo i milioni di somministrazioni già effettuate negli Stati Uniti ed Israele, siamo assolutamente in grado di tranquillizzare le famiglie. Rischio bassissimo. In generale, gli effetti collaterali da assunzioni di aspirina sono molto più probabili, se questo aiuta a rendere l’idea.

A suo avviso è realmente possibile convincere i novax? I meccanismi li conosciamo, e le frasi pure. Quasi nessuno ammette di essere, in generale, un novax. La tiritera è "io non sono no vax, ma free vax", oppure "io non sono contro i vaccini ma contro questo vaccino", "questo non è un vaccino ma un siero sperimentale" eccetera eccetera. Come se ne viene a capo?

Dobbiamo capire che esistono due piani differenti: uno è quello della paura, della fragilità; l’altro è il delirio di una parte sempre più minoritaria e sempre più fanatizzata, quella che vede dappertutto complotti di Big Pharma, la dittatura sanitaria, eccetera. Mentre in questo secondo caso non se ne esce perché siamo a punte di totale irrazionalità e mancanza di buon senso, con il primo gruppo non solo si può ma si deve assolutamente parlare. C'è tutta una fascia di famiglie che a mio avviso, se opportunamente sensibilizzata, può recepire l'importanza del messaggio vaccinale, ne abbiamo parlato anche in un recente incontro in Provincia, durante il quale abbiamo avanzato proposte e si sono analizzate strategie possibili.

Quali le idee che potrebbero essere messe in campo?

Io direi che, almeno per quel che riguarda la fascia pediatrica, incentivare la possibilità di fare le vaccinazioni da noi a studio sarebbe una eccellente iniziativa, perché il linguaggio del pediatra di famiglia, la consuetudine e la fiducia instaurate, possono a mio avviso giocare davvero un ruolo importante. Così come importante potrebbe essere avere corsie riservate negli Hub vaccinali dove a fare da filtro per i bambini e i ragazzi siano i pediatri, quindi personale particolarmente addestrato alla relazione con i piccoli pazienti e i genitori. Un'altra idea, forse più complessa, è la vaccinazione nelle scuole. Tutti gli strumenti che saranno utili andranno messi in campo, per una giusta finalità.

Spesso, a proposito della confusione comunicativa riguardante la materia, si dà colpa ai giornalisti. Ma non crede che le responsabilità di alcuni medici e ricercatori siano enormi?

Sono vere entrambe le cose. Intanto, parlando da pediatra, particolarmente sulle vaccinazioni ai bambini i talk show fanno informazione spazzatura, un vero e proprio terrorismo mediatico sulla pelle dei bambini mettendo sullo stesso piano scienziati accreditati e ciarlatani che non rappresentano nessuno e procurano un danno gravissimo all’intera società. A mio avviso è concettualmente assurdo equiparare gente che ha titoli per parlare e gente che parla a vanvera e disorienta l'opinione pubblica. Direi davvero che è il momento di dire basta, e che è ora di finirla: le vaccinazioni sono sicure.

Altrettanto vera, però, e incontestabile, è l'enorme confusione creata dai pareri spesso contraddittori, a volte esibizionistici, di virologi e ricercatori che si atteggiano a star televisive. Si è creato ormai un clima in cui tutto è vero ed è vero anche il contrario, una girandola impazzita.

Purtroppo la comunità scientifica ha comunicato malissimo, per un motivo semplice: il mestiere di uno scienziato è fare lo scienziato, improvvisarsi comunicatori è stato un errore molto grave perché comunicare è un altro lavoro. Spesso la cosa è sfuggita di mano, e i danni, e il disorientamento dell’opinione pubblica, sono stati devastanti. Ritengo questa una delle più gravi concause che hanno portato all'atteggiamento antiscientifico di molte persone. Dire ad esempio che una sola dose di vaccino avrebbe risolto tutto, ha creato nella gente un meccanismo di illusione/delusione estremamente dannoso e disincentivante. Bisognerebbe avere il sangue freddo e andarci con i piedi di piombo, spiegare che la scienza vive di dubbi e di dati via via aggiornati, ma è sempre capace di perfezionarsi e di correggersi. E spiegare che in medicina il rischio zero non esiste mai, ma che tra rischio 1 e rischio 20 una bella differenza c'è, non crede?

Sconvolta che gente con un serio percorso di studi come un medico possa sparare castronerie dannose e pericolose. Ho sentito toni sui vaccini per i bambini quasi terroristici, cose che non stanno né in cielo né in terra. Sarebbe ridicolo, se non fosse una tragedia.

Cosa pensa di fronte ai medici novax?

Sinceramente? Sono sconvolta. Sconvolta che gente con un serio percorso di studi possa sparare castronerie dannose e pericolose. Ho sentito toni sui vaccini per i bambini quasi terroristici, cose che non stanno né in cielo né in terra. Sarebbe ridicolo, se non fosse una tragedia.

E i pediatri no vax?

Una cosa allucinante, e ancora più grave dei medici novax.

Si rincorrono voci sul caso di due pediatri altoatesini sospesi perché non vaccinati. Come le commenta?

Posso dire, in via generale, di condividere pienamente la decisione di sospendere i colleghi che effettivamente risultano non vaccinati. La Pediatria fa della cultura e della pratica vaccinale un elemento fondante. Un pediatra che rifiuta di vaccinarsi e invita a non vaccinarsi è del tutto incompatibile con il delicatissimo compito che è chiamato a svolgere.