Politica | Remigrazione

“Si vieti la manifestazione neofascista”

La senatrice SVP Unterberger chiede lo scioglimento di Casapound e di vietare la manifestazione per la “remigrazione” prevista a Bolzano per il 28 febbraio. L'opposizione: “Autorizzazione inopportuna”. Per lo stesso giorno è prevista una contromanifestazione.
CasaPound
Foto: upi
  • Non si placano le polemiche sulla remigrazione. Per sabato 28 febbraio, a Bolzano, è prevista una manifestazione organizzata da Casapound, il movimento politico di matrice neofascista. La senatrice Julia Unterberger chiede al ministro dell’interno Piantedosi di sciogliere Casapound e vietare la manifestazione annunciata a Bolzano.

    “Il Tribunale di Bari, condannando 12 militanti di Casapound per una grave aggressione squadrista ai danni di alcuni attivisti di sinistra - scrive in una nota la senatrice della SVP - ha riconosciuto in modo esplicito la natura fascista dell’organizzazione. Non si tratta soltanto di una sentenza penale che accerta singole responsabilità, ma di una pronuncia che richiama direttamente il divieto costituzionale di riorganizzazione del partito fascista. Per questo il Ministro Piantedosi disponga lo scioglimento dell’organizzazione, come previsto dalla Legge Scelba, sulla cui base i giudici hanno emesso la condanna”. Da qui la richiesta di impedire la manifestazione: “Alla luce di questi fatti – continua la senatrice della SVP – il Ministro si attivi anche per vietare la manifestazione annunciata a Bolzano il 28 febbraio da ambienti del neofascismo per promuovere la cosiddetta ‘remigrazione’”. Per la senatrice Bolzano e il Sudtirolo, per la loro storia, non possono diventare terreno di provocazione o palcoscenico per la destra estrema e nazionalista.

  • La locandina della manifestazione per la remigrazione: il corteo nazionale si terrà il 28 febbraio in Piazza Vittoria a Bolzano. Foto: ReR
  • Come già spiegato da SALTO il termine “remigrazione” è diventato caro all'estrema destra in Europa per sostenere l’espulsione forzata di tutte le persone straniere ritenute “problematiche”. Nell’annuncio ufficiale di Casapound, “rivolto a tutta la cittadinanza sia di lingua italiana sia di lingua tedesca”, si legge come “Bolzano, città bilingue di oltre centomila abitanti, è stata a lungo considerata un’isola felice. Tuttavia negli ultimi anni anche il capoluogo altoatesino è stato investito dalle conseguenze di una gestione fallimentare dei flussi migratori: fenomeni di degrado urbano, criminalità, violenza e allarme sicurezza. La sua posizione di confine con l’Austria ha inoltre contribuito, negli anni delle precedenti amministrazioni, a trasformarla in un punto di approdo per centinaia di immigrati”, scrivono i promotori del corteo.

    “Non vorremmo che il Governo, per timore della concorrenza a destra di Vannacci - dice ancora Unterberger - scelga di utilizzare parole ambigue su questi temi o, peggio ancora, di strizzare l’occhio a posizioni che mettono in discussione i principi fondamentali della Repubblica”. Sebbene voci non confermate a inizio febbraio parlavano di una possibile partecipazione di Roberto Vannacci, l’ex generale - già autore del libro Il mondo al contrario - non parteciperà al corteo bolzanino.

  • Julia Unterberger: “Il Ministro Piantedosi disponga lo scioglimento di Casapound, come previsto dalla Legge Scelba”. Foto: Seehauserfoto
  • La scorsa settimana, anche il Sindaco di Bolzano Claudio Corrarati - durante un acceso dibattito in consiglio comunale - aveva condannato la manifestazione di Casapound. “La città di Bolzano - ha detto Corrarati - non merita una manifestazione come quella del 28 febbraio”.

    In merito alla sentenza del Tribunale di Bari e alla presenza del movimento neofascista a Bolzano sono intervenuti con una nota diversi esponenti delle forze dell’opposizione: Luca Di Biasio (Sinistra die Linke), Carlo Bettio  (Partito Democratico – Demokratische Partei), Luca Bertolini  (Verdi Grüne Vërc), Paul Köllensperger (Team K.), Alessandro Bertinazzo (PSI), Diego Nicolini (M5S), Angelo Gennaccaro (La Civica), Juri Andriollo (Lista Civica), sen. Julia Unterberger, sen. Luigi Spagnolli, sen. Aurora Floridia, on. Manfred Schullian, on. Sara Ferrari. “Si tratta - scrive il partito - di una decisione che per la sua portata richiama con forza l’attenzione sulla pericolosità di condotte e iniziative riconducibili a ideologie incompatibili con l’ordinamento democratico. Considerato che tale organizzazione figura tra i principali promotori della manifestazione prevista a Bolzano, riteniamo inopportuno autorizzare un evento riconducibile a soggetti che sono stati riconosciuti responsabili di comportamenti in aperto contrasto con i valori costituzionali perché si rischierebbe una forma di legittimazione pubblica nei confronti di gruppi coinvolti in procedimenti per apologia e ricostituzione del partito fascista”.

    Inoltre, per la Sinistra, in un contesto di tensioni sociali e a ridosso di campagne referendarie, il corteo rischia di inquinare il confronto democratico. “Per tutti i motivi elencati, relativi sia all’ordine pubblico che alla conformità costituzionale, invitiamo caldamente a non dare o a revocare con urgenza l’autorizzazione alla manifestazione per la remigrazione prevista a Bolzano il 28 febbraio”, conclude.

  • La contromanifestazione

    I gruppi antifascisti locali, insieme a quello di Innsbruck, per lo stesso 28 febbraio hanno previsto una contromanifestazione che si terrà alle 15:30 in viale della Stazione a Bolzano. “Mentre il governo inventa continue emergenze per legittimare strette repressive e restrizioni alla libertà di manifestare - scrivono i collettivi sui social -, questi lugubri personaggi cercano di occupare uno spazio politico fomentando conflitti sociali e seminando odio e rancore”. Da qui l’invito a scendere in piazza “per contrastare il buio che avanza, ispirati dal coraggio e dal sacrificio dei partigiani e delle partigiane che hanno dato la vita per la libertà, con il sogno di costruire una società diversa, più giusta nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani”.