Politica | Visioni

In sette per Bolzano

L’appello di un gruppo di cittadini: “La città ha bisogno di concretezza e unità”. Idee per i candidati alle prossime elezioni o prove generali per una discesa in campo?

“La città si merita una leadership politica che riconosca il suo potenziale e ne faccia tesoro per sviluppare finalmente una visione per la città, lontana da vecchi schemi di antagonismi, disgregazione, spaccature e favoritismi di alcuni centri di potere. Una visione finalmente degna di una città moderna, al passo coi tempi, una città del 21.mo secolo”.

Un segnale forte e chiaro quello lanciato da Thomas Perathoner, imprenditore; Roland Baldi, architetto; Doris Gotter, privata cittadina; Ernesto Gozzi, manager; Jul Bruno Laner, scrittore; Marcello Koob, libero professionista; Horst Steinhauser, commerciante; che hanno sottoscritto un appello indirizzato ai vertici della politica perché mettano da parte le ambizioni personali e riportino al centro gli interessi di Bolzano.
“La città ha finalmente bisogno di una classe politica che miri ad una Bolzano unita e che non giochi a dividerla su ogni tema di rilievo: gruppi linguistici, centri commerciali, aeroporto sono solo alcuni di questi temi. Il leitmotiv della politica deve essere la collaborazione non la competizione!”.

Lo sprone non si limita alla compagine politica, occorre infatti, dicono i firmatari, che i cittadini diventino protagonisti del futuro del capoluogo esprimendo una chiara scelta alle urne per “legittimare propriamente qualcuno che punti all’unione di Bolzano come città e voglia darle una visione futuribile”. Poche ancora le proposte programmatiche sul tavolo, scrivono i sette che propongono di riservare maggiore attenzione alla gestione rifiuti, alla manutenzione delle strade e ai parchi pubblici - tre temi legati a filo doppio a quello della sicurezza -, e poi ancora all'ampliamento del turismo cittadino, alle strutture per gli anziani che permettano una vita all'interno della società e alle scuole. Inoltre “Bolzano ha un potenziale importante di città di commercio, dove diverse etnie, lingue e persone di tutte le età convivono in maniera pacifica e costruttiva e questa è la meta a cui ambire”.

Nel documento si parla anche del cosiddetto indice lordo di felicità. “Il Bhutan è stato il primo paese a integrare questo parametro nella propria costituzione, consapevole di come prendere decisioni politiche esclusivamente in funzione di parametri economici porti a un vicolo cieco, dove alla fine si monetizza quanto effettivamente determinante per la qualità di vita”.
Altro punto fondamentale l’urbanistica, e anche in questo caso si insiste sulla necessità di una politica che abbia una visione impostata sull’unità e sulla concretezza e “che possa essere un interlocutore serio per investitori privati e per la Provincia”.
I firmatari concludono l’appello dichiarandosi disponibili a fornire idee e soluzioni ma anche “a esporsi in prima persona per sviluppare e realizzare una visione per la Bolzano del 21.mo secolo”. È l’alba di un nuovo - l'ennesimo - soggetto politico?