Musica | Haydn

“...E viva il Venezuela!”

SALTO intervista Glass Marcano, direttrice venezuelana. Ci racconta dei suoi studi, di Mozart e Ginastera, e del suo Paese oggi.
Glass Marcano, direttrice
Foto: Andreina Flores
  • A quattro anni entra a far parte dei cori giovanili, a otto inizia lo studio del violino al Conservatorio di musica Mescoli White Star. Viene subito inserita nell’orchestra del conservatorio grazie al metodo di “El Sistema”, che affianca allo studio teorico un’intensa attività pratica. Nel 2012 debutta sul podio e avvia il percorso di formazione in direzione d’orchestra presso la scuola Abreu e l’Experimental University of the Arts. Gladysmarli Del Valle Vadel Marcano, conosciuta come Glass, affianca alla carriera musicale gli studi di giurisprudenza all’Università Centrale del Venezuela, a Caracas. «Ma ho sempre lavorato nel negozio di frutta di famiglia per aiutare mia madre», ha affermato. Nel 2018 viene nominata direttrice dell’Orchestra Sinfonica Giovanile del Conservatorio Simón Bolívar. 

  • SALTO: Lei è cresciuta nella fucina di talenti che è stato El Sistema inventato da José Antonio Abreu. Un progetto che ha dato speranza attraverso la musica a centinaia di migliaia di ragazzi venezuelani. Tra questi, prima di lei, Gustavo Dudamel. Ci racconta di questo progetto (è ancora attivo)?

    Glass Marcano : “El Sistema” è un salvagente. Mi dispiace se forse le mie parole sono un po' drammatiche o esagerate; ma a volte dove nasci, dove cresci, ti fa perdere le speranze. Poi ti regalano uno strumento e ti dicono: sogna, perché qui puoi farcela. E quando arrivi a un momento di svolta – nel mio caso 'il concorso della maestra' – ti cambia la vita di 90 gradi e dici: “cavolo, è vero!” Poi inizia l'altra storia.
    Aggiungerei che più che una scuola, è un luogo dove ti insegnano che non importa da dove vieni: hai un posto nel mondo. E sì, è ancora attivo, con tutte le difficoltà che puoi immaginare per la situazione del Paese, ma insegnanti e ragazzi continuano a lottare. È la riserva morale del Venezuela.

    Sul podio della Haydn interpreterà due composizioni di Amadeus Mozart e due di Alberto Ginastera. Ci può descrivere con 4 aggettivi ( o come preferisce) la musica del compositore argentino?

    Per me Ginastera è: ritmico, selvaggio, sofisticato e tellurico. È come la terra stessa che ti colpisce il petto.

    Vi è qualche cosa che accomuna la musica Mozart a quella di Ginastera?

    Sembrano mondi opposti, ma entrambi hanno una trasparenza brutale. Con Mozart non puoi nasconderti dietro nulla, e con Ginastera neppure; ogni nota deve essere al suo posto con un'energia perfetta. Entrambi esigono una totale onestà dal musicista.


     

  • Glass Marcano:: ha diretto la Gulbenkian di Lisbona, la Filarmónica de Bogotá, l’Orchestra Toscanini e il Wiener Concert-Verein al Musikverein di Vienna; è stata assistente di Daniel Harding in Cina e collabora regolarmente con la Chineke! Junior Orchestra. Foto: Andreina Flores
  • Nel corso o a margine di un suo concerto le è capitato un episodio buffo (o tragicamente comico) di cui ancora sorride?

    Ahahah... tanto tempo fa durante un concerto commisi l'errore di non controllare le pagine dello spartito. Mentre dirigevo un concerto solista, avevo tutte le pagine in disordine! Dovetti fermare il concerto e sussurrare al solista: "Devo riordinare i fogli". Meno male che nessuno conosceva quel concerto... ma sai, non mi è più successo. Era il mio periodo più folle e disorganizzato. Sono ancora folle, ma con stile e responsabilità ...ahahah!

    Pensa con Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo”?

    Magari. Credo che la bellezza ci dia una ragione per volerlo salvare. Quando ascolti qualcosa di meraviglioso, ti connetti con la tua parte più umana e vuoi diventare una persona migliore. In questo senso sì, è la nostra unica ancora di salvezza. Ma dopo averti scritto questa risposta mi chiedo: cos'è la bellezza? Essere completamente onesti con sé stessi e accettare il proprio passato per migliorare il futuro?

    Cosa si augura per il suo Paese?

    La situazione è diventata brutta appena una settimana fa (I'intervista è stata raccolta venerdì' 16 gennaio, ndr), e mi fa male vedere la mia gente così. La mia speranza è che ritroviamo la pace e che il talento dei ragazzi nei quartieri non vada perso per la politica. Io lavoro qui per loro, perché il nome del mio Paese risuoni per qualcosa di bello, non solo per le tristi notizie. Ma sai una cosa? VIVA LA LIBERTÀ, FUORI IL REGIME E VIVA IL VENEZUELA!