“Non ci faremo intimidire”
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Un episodio “grave sotto il profilo politico e istituzionale” avrebbe segnato, stamane, la raccolta firme al mercato rionale di Oltrisarco-Aslago a Bolzano per il ripristino della chiusura della strada da sud di via Claudia Augusta. A denunciarlo, in un comunicato congiunto, sono i gruppi consiliari di Partito Democratico, Verdi, Lista Andriollo e Sinistra/die Linke, che parlano di un “tentativo di intimidazione volto a scoraggiare la mobilitazione democratica” e annunciano il deposito di una domanda di attualità al Consiglio comunale del capoluogo.
Secondo quanto riportato nella nota, durante un banchetto regolarmente autorizzato si sarebbero presentati Floriano Pietro Baratto, Daniela Andreani (presidente di Circoscrizione, FdI) e Massimo Trigolo (Lega), indicato dal centrosinistra anche come esponente di CasaPound. I tre, dopo aver dichiarato di non voler sottoscrivere la petizione, sarebbero rimasti nei pressi del banchetto, “effettuando a lungo riprese fotografiche e video dei presenti”, come l’attivista Rosina Ruatti (Verdi) e il consigliere di quartiere Salvatore Falcomatà (PD), tra gli iniziatori della raccolta firme.
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Le domande al sindaco
La domanda di attualità, che verrà presentata al prossimo Consiglio comunale, chiede al sindaco Claudio Corrarati e alla Presidenza del Consiglio comunale di chiarire l’accaduto e di assumere una posizione istituzionale a tutela della libera partecipazione. Nel documento si ricostruisce come l’iniziativa sia promossa da cittadini e sostenuta dal consigliere Falcomatà, e che durante i controlli della Municipale sarebbero proseguite riprese video e fotografiche, con “conseguente percezione di intimidazione” da parte dei cittadini coinvolti.
Quattro i punti principali sollevati: se l’amministrazione sia a conoscenza dei fatti e se esistano relazioni o segnalazioni sull’intervento della Polizia Municipale; se si ritenga opportuno ribadire formalmente che le raccolte firme autorizzate debbano svolgersi “senza pressioni o condotte” percepite come intimidatorie; quali indirizzi si intendano fornire per garantire tutela dei diritti democratici e rispetto delle norme su riprese e trattamento delle immagini in contesti pubblici; e, infine, se l’amministrazione intenda assumere “una posizione politica e istituzionale chiara” dissociandosi da comportamenti che possano limitare o scoraggiare l’impegno civico.
I firmatari – Stefano Fattor, Chiara Rabini, Juri Andriollo, Luca Di Biasio – chiudono con una presa di posizione netta: “Lo diciamo con nettezza: non ci faremo intimidire”. E avvertono che, qualora episodi simili dovessero ripetersi, verranno valutate “tutte le iniziative politiche e legali opportune a tutela dei cittadini coinvolti”. “La democrazia si difende praticandola”, conclude la nota del centrosinistra, “e a Bolzano nessuno può arrogarsi il diritto di controllare o intimidire chi partecipa alla vita pubblica”.
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Wtf, wie kann so etwas…
Wtf, wie kann so etwas passieren? Was macht die Polizei eigentlich beruflich?
Die Dokumente deren…
Die Dokumente deren kontrollieren, die die Unterschriften sammeln... ;) Sigh!