Politica | Palazzo Madama

Riforma dell'Autonomia a metà strada

Senato, primo ok alla riforma dello Statuto nel ricordo di Roland Riz. Soddisfazione da Calderoli, Kompatscher, SVP e Urzì. L'iter prosegue con la seconda lettura delle Camere.
  • Il Senato ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione, Il voto a Palazzo Madama si è chiuso con 100 favorevoli, 50 astenuti e un solo contrario, quello della senatrice Elena Sironi (M5S). Il testo è passato senza emendamenti, dopo l’approvazione alla Camera del 7 ottobre scorso. Essendo una legge costituzionale, l’iter prevede due deliberazioni per ciascun ramo del Parlamento. Dopo questa votazione, servirà quindi una seconda lettura conforme di Camera e Senato per arrivare all’approvazione definitiva.

  • Kompatscher a Roma

    In Aula era presente anche il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, che ha parlato di “grande soddisfazione” e di ottimismo sui tempi della definitiva approvazione. Dal punto di vista politico-diplomatico, Kompatscher sottolinea un passaggio simbolico: “In linea con la prassi ormai consolidata, ora gli atti verranno trasmessi all’Austria”, richiamando la natura storicamente bilaterale della soluzione autonomistica. La Provincia, in un comunicato, ricorda inoltre che la riforma approvata dal Consiglio dei ministri il 12 giugno 2025 vuole ripristinare livelli di autonomia “compressi” dalla giurisprudenza costituzionale post-2001, assegnando nuove competenze e introducendo una clausola di salvaguardia per garantire gli standard di autonomia.

  • Dalla piccionaia: Arno Kompatscher, ha assistito all'approvazione, da parte del Senato della Repubblica, del ddl di riforma dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Foto: USP
  • Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli rivendica il voto come un passaggio decisivo di un percorso “atteso da tempo”. L’esponente della Lega conferma che la riforma consentirà di “ripristinare i livelli di autonomia”, introdurre il procedimento dell’intesa per la modifica degli Statuti e rivedere i limiti per le competenze. Per Calderoli, con l’ok del Senato “siamo giunti a metà strada” e “in un orizzonte di legislatura i tempi per l’approvazione definitiva ci sono tutti”, ribadendo un impegno personale “nell'interesse dei territori e in particolare dell’autonomia” definito senza mezzi termini come “ragione di vita”.

  • La SVP ricorda Riz

    La seduta è stata preceduta da un minuto di silenzio in memoria dell’ex senatore altoatesino Roland Riz, richiamato in Aula da più interventi. Proprio Riz, è stato sottolineato, fu tra i protagonisti politici della stagione della “quietanza liberatoria”, collegata al percorso che portò l’Austria a considerare chiusa la questione altoatesina in sede ONU. I senatori SVP Meinhard Durnwalder e Julia Unterberger hanno dedicato l’approvazione a Roland Riz: per Durnwalder, l’autonomia “attendeva da tempo” una riforma capace di superare le criticità emerse dopo la riforma del Titolo V del 2001, che negli anni ha alimentato contenziosi davanti alla Corte costituzionale, e di riportare gli standard al livello del 1992.

  • Insieme a Palazzo Madama: il presidente della Provincia Arno Kompatscher (sesto da sinistra) e i senatori dell'Alto Adige hanno partecipato insieme alla famiglia Riz alla commemorazione di Roland Riz al Senato. Foto: USP
  • La SVP elenca come punti qualificanti il recupero delle competenze “perdute”, perimetri normativi più chiari per evitare contenziosi, l’ampliamento delle commissioni paritetiche, maggiori garanzie sulle procedure di modifica dello Statuto e il rafforzamento delle tutele linguistiche. Accanto alla soddisfazione, però, arrivano anche le cautele: resta infatti l’“interesse nazionale” come limite delle competenze legislative delle Province, mentre per le regioni ordinarie sarebbe stato eliminato, e il principio dell’intesa, pur mitigato da specifiche garanzie, viene descritto come un meccanismo che impone prudenza. Inoltre, alcune formule volte ad armonizzare competenze statali e provinciali potrebbero, avverte Durnwalder, prestarsi a letture restrittive se non applicate con sensibilità autonomistica: “Come SVP continueremo a vigilare perché lo spirito della riforma sia pienamente rispettato. Vi sono stati anni in cui l’Autonomia veniva descritta come un privilegio. Quel vento si è placato: lavoreremo perché non ritorni”.

  • Anche Urzì festeggia

    Dalla maggioranza, l’onorevole Alessandro Urzì (FdI), relatore alla Camera, rivendica la riforma come frutto di un “complesso e lungo lavoro di mediazione” tra istituzioni dell’autonomia, governo e commissioni paritetiche. Due, per Urzì, le finalità da tenere insieme: riconoscimento delle specialità territoriali, anche linguistiche, e intangibilità dell’assetto unitario della Repubblica, nel segno della sussidiarietà. Nel suo comunicato, Urzì insiste su un elemento che definisce “grande innovazione”: clausole di riequilibrio tra i gruppi linguistici in Provincia di Bolzano. Tra gli esempi citati ci sono interventi sul diritto elettorale attivo, con riduzione dei tempi e introduzione del criterio della “residenza storica”, il superamento del divieto che oggi impedisce al consigliere eletto di un gruppo linguistico, nei casi noti quello italiano, di essere chiamato a svolgere funzioni di assessore, e misure per una “equilibrata rappresentatività” dei gruppi linguistici nel governo provinciale.