Cultura | Sinigo

“La cultura rigenera le città”

Negli anni, il Centro Giovanile TILT di Sinigo ha imparato a farsi conoscere, diventando un punto di riferimento per i giovani e le famiglie, lavorando negli spazi IPES.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale del partner e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: Centro giovani TILT

Trasferito da Merano a Sinigo, precisamente nella sede del Dopolavoro e in Via Damiano Chiesa sotto agli appartamenti IPES, il Centro Giovanile TILT è un luogo che non passa inosservato. Tania Della Gala, che per anni ha frequentato il Centro giovani quando era posizionato a Merano, lavora da 8 anni come educatrice del Centro, di cui è la coordinatrice, insieme al suo team composto da altre tre persone. Insieme, gli educatori, sono riusciti a far diventare TILT un punto di riferimento per chi abita nelle case IPES, ma non solo: arrivano giovani anche da Merano e Lana. L’obiettivo? Rendere culturalmente attivo un luogo potenzialmente problematico e valorizzare gli spazi abbandonati, dovuti alla presenza di negozi chiusi e strutture sfitte. In breve: rigenerare Sinigo attraverso la cultura.

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Avere un dialogo con i giovani del luogo è fondamentale: bisogna instaurare un rapporto di fiducia e far capire loro che noi educatori siamo qui per aiutare, a loro disposizione, e valorizzare ciò che li circonda, gli spazi abbandonati

“All’inizio, inserirsi in questo contesto non è stato facile. I cittadini non ci conoscevano. Dunque abbiamo deciso di abbellire la struttura del Centro Giovani e organizzare eventi all’aperto, nelle strade e in piazza”, racconta Tania Della GaIa. “Qui a Sinigo ci sono tantissimi bambini che escono da soli e giocano al parco in ‘vecchio stile’, in maniera completamente autonoma. E ci sono anche molti adolescenti, che però si vedono quasi solamente la sera. Dunque il nostro obiettivo è stato fin da subito quello di iniziare un dialogo con la comunità”, continua. La maggior parte dei ragazzi che oggi frequentano il Centro, proviene dalle case IPES situate proprio sopra la struttura, questa estate – viste le 11 settimane di attività estiva che hanno coinvolto circa 50 bambini a settimana – sono però arrivati molti giovani anche dai dintorni. “Avere un dialogo con i giovani del luogo è fondamentale: bisogna instaurare un rapporto di fiducia e far capire loro che noi educatori siamo qui per aiutare, a loro disposizione, e valorizzare ciò che li circonda, gli spazi abbandonati”, prosegue Della Gala.

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Tra le attività più comuni del Centro Giovanile, ci sono le serate informative a tema: “Abbiamo affrontato la tematica del bullismo e del cyberbullismo, ma anche le questioni legate alla comunità Lgbt+”, spiega l’educatrice. E poi, come già visto in altri Centri Giovani, ad unire le diverse culture dei ragazzi e delle ragazze che frequentano TILT c’è il cibo, “un mezzo per conoscere culture diverse”.

Se è vero che all’interno dei quartieri con numerose case popolari ci sono culture diverse che convivono, situazioni complicate e realtà difficili, è anche vero che attraverso il dialogo si possono comprendere le dinamiche di queste situazioni complesse, cercando di migliorarle. “Alcuni dei nostri ragazzi arrivano da contesti difficili, dovuti dall’ambiente che li circonda. Ci siamo accorti, però, che spesso manca qualcuno che da loro fiducia. Dunque ci proviamo noi giorno per giorno. Con il tempo siamo riusciti a organizzare spettacoli, serate di musica ed eventi. I ragazzi hanno potuto così mostrare e far ascoltare quello che li circonda, come ad esempio la musica rap”, racconta Della Gala. “Per il futuro stiamo pensando di avviare dei Laboratori creativi, come la cucina, la falegnameria o la ciclofficina. Gli studenti che non concludono un percorso scolastico, attraverso le nostre attività potrebbero acquisire delle competenze per entrare nel mondo del lavoro. Per il momento – evidenzia Della Gala – i ragazzi vengono per fare piccoli lavoretti o aderire alle nostre iniziative. Una di queste ci ha coinvolto nella realizzazione di un murale in Via Wolkenstein insieme a un artista e al comitato di quartiere”. E a proposito di creatività: “Ogni anno, a carnevale partecipiamo alla sfilata dei carri, costruendone uno noi”.

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L’anno scorso TILT ha collaborato con lo storico atelier artistico sotto i Portici di Merano. “Con l’aiuto di un artista siamo riusciti a realizzare un “orto volante”. Le piante dei nostri vasi sono diventate parte della mostra. I ragazzi hanno incontrato altri artisti e ognuno ha realizzato una zuppa diversa, con i prodotti dell’orto. Ora abbiamo portato i vasi qui in Via Damiano Chiesa: chiunque passi può prendere gratuitamente i prodotti dell’orto come i pomodori, i fagiolini, il rosmarino, le fragole, la menta”. Il Centro mantiene così, in ognuna delle proprie iniziative, un solido rapporto con il quartiere e la sua gente.