Società | Pasticcio estivo

Le Tre cime di Lavaredo sul Renon

Il Corriere inciampa sulle vacanze al Renon, con i consigli di Freud e i lama. La “Val Renon” è inesistente e la foto è delle Dolomiti tra Pusteria e Veneto.
Renon
Foto: corriere.it

Gli osservatori attenti - fra cui Maurizio Ferrandi, editorialista di salto.bz - non hanno potuto fare a meno di notare sui social le incongruenze. A dire il vero piuttosto vistose per chiunque sia un minimo pratico di Dolomiti e di Alto Adige, senza per forza essere una guida alpina o un esperto del Cai o dell’Alpenverein.

All’articolo del Corriere della Sera sul web e nell’edizione cartacea di giovedì 23 luglio, nelle pagine estive, dedicato alle opportunità riservate dalle vacanze in Renon - “Nel rifugio di Freud ora la passeggiata si fa in sella ai lama” - sono collegati almeno due errori. Un peccato per l’approfondimento pubblicato dal primo giornale italiano per copie in edicola, che ripercorre la storia e promuove la località turistica sudtirolese. Dal consiglio di Sigmund Freud a Carl Gustav Jung, nel quale il padre della psicanalisi nel 1911 decantava le lodi del tranquillo altopiano (“Il posto è bellissimo. Ho scoperto in me il piacere inesauribile del dolce far nulla, temperato appena da un paio d’ore dedicate alla lettura” scriveva al collega e amico) per proseguire con i prestigiosi ospiti del Renon, “meta preferita da parte delle grandi famiglie bolzanine, i Walther von Herbstenburg, i Toggenburg, gli Hepperger von Hannes”.

 

 

Oggi invece, prosegue la panoramica, la località offre diverse opportunità per una vacanza, anche in famiglia e con i bambini. Il Corriere riepiloga “la grande quantità di passeggiate di varie tipologie e difficoltà”, l’emozione di un giro “sul Trenino del Renon, retaggio della Belle Époque, rimasto l’unico a scartamento ridotto (con tanto di Capostazione) dell’intero Alto Adige”. Ancora i “molti agriturismi nei masi, segnalati dalla meritoria catena Gallo Rosso”, dove “ci si sveglia tra mucche, maiali, cavalli, cani e gatti. O anche tra lama e alpaca, come al Kaserhof, maso guidato da Walter e Sabine Mair e famoso come il più vecchio e più grande allevamento italiano di quegli animali”.

Insomma, val bene più di una visita, anche per le “molto celebri Piramidi di Terra, coni di materiale morenico che tengono in bilico grandi massi” e per la “star incontrastata” che è “il Corno del Renon”.

Peccato, dunque, per le inesattezze: la “Val Renon” non esiste, essendo un altopiano tra la val Sarentino e la valle Isarco. Ma “colpevole” è la foto di corredo del titolo, con tanto di lama. Le montagne sullo sfondo sono le Tre cime di Lavaredo, vette tra le più belle e famose delle Dolomiti, ma che si trovano circa 60 chilometri a est: al confine del territorio delle Dolomiti di Sesto, a sud dell’alta val Pusteria, e quello di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno e vicino a Cortina d’Ampezzo.