Cultura | Presentazione

Arnaldo Loner, la memoria e la giustizia

Nella biografia dell’avvocato altoatesino dal titolo “Loner: un ponte tra due culture” emerge il ruolo della memoria come fondamento di una società più giusta.
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Foto: SALTO
  • Una serata di grande valore culturale e civile si è svolta presso la Biblioteca Provinciale Claudia Augusta di Bolzano, dedicata alla figura di Arnaldo Loner, avvocato, bibliofilo e testimone della memoria. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’ANPI, ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui Giuseppe Mendicino e Annalina Molteni, autori della biografia Loner: un ponte tra due culture.

    Il libro, edito Bepi Pellegrinon per Nuovi Sentieri, non si limita a raccontare l’impegno professionale e civile di Loner, ma esplora anche la sua figura come uomo di cultura, di giustizia e dedizione sociale. Loner, infatti, non è noto solo per la battaglia legale che ha portato alla condanna del boia nazista Seifert, ma anche per il suo attivismo che ha segnato la storia della nostra città e della nostra provincia. Nel 2000, in qualità di avvocato di parte civile per conto del Comune di Bolzano, ha portato alla luce la verità sul Lager di Bolzano, considerato fino a quel momento solo un campo di transito. Emerse che questo luogo era, in realtà, un centro di tortura e morte ad opera soprattutto del nazista Seifert, l’aguzzino, il quale aveva proseguito la sua vita clandestina in Canada dove era riuscito a sfuggire alla giustizia per decenni. Grazie anche all'impegno di Loner, Seifert è stato finalmente arrestato, processato e condannato all’ergastolo.
     

    Loner ha sempre avuto il desiderio di formare testimoni dei testimoni

  • La copertina: Loner: un ponte tra due culture Foto: SALTO

    Ma oltre il famoso caso dell’Armadio della Vergogna, il volume vuole raccontare il ruolo fondamentale che Loner ha avuto come "ponte" tra due culture, quella tedesca e quella italiana, che convivono sul nostro territorio. Un legame che non si limita alla biografia personale dell’avvocato, ma che riflette anche il suo impegno nel costruire una memoria storica condivisa, fondamentale per il nostro futuro come società multiculturale.

    Punto focale del dibattito e del libro quindi è proprio la questione della memoria. “Loner ha sempre avuto il desiderio di formare testimoni dei testimoni” è forse la frase pronunciata ieri che meglio riassume il valore storico della sua figura e della sua missione.L’importanza della trasmissione della memoria alle nuove generazioni, specialmente in tempi complessi come i nostri, dove spesso la verità dei fatti storici viene messa da parte in favore di bugie, sensazionalismi e populismo spiccio.

    Un altro aspetto dell'impegno civile di Arnaldo Loner è la sua costante difesa dei diritti delle donne, anche in tempi in cui la famosa frase “se l’è cercata” era più diffusa e socialmente accettata di quanto non lo sia oggi. Loner era già in prima linea per combattere questa mentalità colpevolizzante nei confronti delle vittime. E anche da questo traspare che il suo impegno è sempre stato volto a promuovere una visione di giustizia sociale e di ricerca della verità, rifiutando ogni giustificazione spiccia che potesse dare colpa alle vittime di violenza.
     

    In un’epoca in cui negazionismo e revisionismo sembrano sempre più diffusi, il suo impegno resta un faro per le generazioni future e un invito a non cedere mai all’oblio.


    Oltre l’avvocato c’è quindi un uomo di grande cultura, che ha coltiva da sempre un amore smisurato per i libri - chiunque lo conosca lo definisce un grandissimo bibliofilo. La biblioteca privata di Arnaldo Loner è un vero e proprio tesoro culturale, che include volumi rari e antichi ed è il risultato di una vita dedicata alla lettura e alla ricerca. Tra i pezzi più preziosi vale la pena di ricordare l'Hypnerotomachia Poliphili, una straordinaria opera del 1499, simbolo della sua attenzione per il patrimonio editoriale. È chiaro che nel suo caso la biblioteca non è intesa solo come collezione di libri, ma come uno spazio di studio e riflessione dove la conoscenza si trasforma in coscienza e consapevolezza storica, alimentando il suo impegno verso una responsabilità collettiva che è e deve essere il vero cuore di ogni ricerca.

    Il libro quindi non è solo un’occasione per conoscere un uomo che ha saputo unire giustizia, cultura e memoria, ma è anche un'opportunità per sottolineare quanto sia importante, nel nostro presente, continuare a lottare per preservare la verità storica e la giustizia in ogni sua forma. Loner ha insegnato che la memoria non è solo un atto di rispetto verso le vittime del passato, ma è anche uno strumento fondamentale per la costruzione di una società più giusta, che non dimentica le lezioni della storia. In un’epoca in cui negazionismo e revisionismo sembrano sempre più diffusi, il suo impegno resta un faro per le generazioni future e un invito a non cedere mai all’oblio.

  • La seconda presentazione del libro si svolgerà a Laives il 27 febbraio alle 18.00, presso la Biblioteca Don Bosco. È inoltre disponibile su YouTube il video della presentazione che si è svolta ieri presso la Biblioteca Claudia Augusta.