Società | Sacro Cuore

Attenti ai fuochi

Appello della Ripartizione Foreste ai patrioti: state attenti ad accendere i fuochi, potrebbero causare incendi.

Si avvicina la data del 29 giugno, tradizionalmente consacrata al Sacro Cuore di Gesù. Una festa particolarmente sentita negli ambienti patriottici e indipendentistici, e per questo motivo caratterizzata da grandi falò accesi sulle montagne al fine di ribadire "visivamente" l'identità tirolese e marchiare letteralmente a fuoco il territorio.

Non si tratta tuttavia di azioni completamente prive di rischio e la Ripartizione provinciale Foreste rinnova così l'invito alla massima attenzione, onde evitare il pericolo che da un falò si generi poi un incendio.

La Ripartizione ha diramato un comunicato nel quale si ribadisce il divieto generalizzato di accendere fuochi ad una distanza inferiore ai 20 metri dal bosco e, soprattutto, raccomanda di evitare qualsiasi altra causa di innesco delle fiamme, come per esempio fiammiferi o mozziconi di sigaretta accesi.

In caso di avvistamento di un principio di incendio boschivo, i cittadini sono invitati ad informare immediatamente tramite il numero di emergenza (115) la centrale del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano.


 

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Benno Kusstatscher Gio, 06/26/2014 - 19:47

Gadilu, ma la seconda frase è di nuovo un esempio di quella tua ironia oramai così famosa? Beh ancora non capisco che intendi e non mi pare che queste formule semplici siano giornalismo utile. Troppo profondo o magari troppo a galla?

Gio, 06/26/2014 - 19:47 Collegamento permanente
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Mensch Ärgerdi… Gio, 06/26/2014 - 19:59

Probabilmente anche un "Grüß Gott" è troppo patriottico per il buon Gadilu... ma la maggiorparte degli italiani che conosco hanno sempre un pò deriso questa tradizione... noi tedeschi invece? ah si è vero non abbiamo nulla da deridere...
E rideteci sopra ca**o!

Gio, 06/26/2014 - 19:59 Collegamento permanente
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Gabriele Di Luca Gio, 06/26/2014 - 20:31

Marchiare a fuoco il territorio non è ironico: corrisponde esattamente all'intenzione di chi fa fiammeggiare scritte quali "Ein Tirol" in modo che si veda chiaramente a chi appartiene questa terra. Non volevo scrivere qualcosa di "utile", ma qualcosa di "vero".

Gio, 06/26/2014 - 20:31 Collegamento permanente
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Benno Kusstatscher Gio, 06/26/2014 - 21:26

In risposta a di Gabriele Di Luca

Come se tutti i fuochi scrivessero "Ein Tirol". La pizza Margherita è un pasto italiano tradizionale. Non tutti che la mangiano sono nazionalisti anche se è tricolore. Ma certamente nazionalisti non per caso vedono i soli tre colori tranne di basilico, mozzarella e pomodoro. Stiamo di nuovo argumentando a questo nivello? Veritá è sempre utile, mi pare. Se semplificazioni lo sono? Dimmi tu. Un anno fa ho scritto un articolo proprio qualche giorno prima dei fuochi. Non mi aspettavo più un sorriso di questa leggerezza.

Gio, 06/26/2014 - 21:26 Collegamento permanente
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Mensch Ärgerdi… Ven, 06/27/2014 - 10:28

In risposta a di Gabriele Di Luca

No non ho mai incontrato l'antropologia e tantomeno l'etologia nei miei studi. Personalmente partecipo quasi sempre alle processioni del sacro cuore, non ha mai visto Schützen, la banda o il parrocco fare la pipì negli angoli per marcare il territorio, come non l'ho visto fare ai fuochi. Comunque se alla fin fine anche tu concordi che solo un esigua minoranza dei fuochi portano la scritta "ein Tirol" e solo quelli sono collegabili agli sciovinisti, sarebbe proficuo che lo scrivessi sin dall'inizio, tanto per dare un certo livello alla discussione. Perchè senno è inevitabile che arrivino commenti dello stesso livello come quello della pizza di Benno...

Ven, 06/27/2014 - 10:28 Collegamento permanente
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Gabriele Di Luca Gio, 06/26/2014 - 22:01

Non ho mai visto uno che mangia la pizza cercando di marcare il territorio. A parte questo: ovvio che non TUTTI i fuochi marcano il territorio, ma ALCUNI sì, e citando la Pressemitteilung scritta da Lang mi riferivo esattamente agli sciovinisti pantirolesi che sfruttano la ricorrenza a fini nazionalistici. No, Harald, Wikipedia non è la bibbia, ma nella voce che ho citato non ravviso errori di sorta. Tu sì? Magari fatti aiutare a leggerla e poi mi dici. ;)

Gio, 06/26/2014 - 22:01 Collegamento permanente
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Alessandro Stenico Sab, 06/28/2014 - 10:11

Sabato scorso mentre scendevo di pomeriggio dalla Grosse Bettelwurfspitze nel Tirolo austriaco, ho incontrato alcuni componenti del soccorso alpino di Hall ed Innsbruck che salivano sulla cima per accendere i fuochi per la festa del solstizio d’estate. Mi hanno raccontato che nella zona di Innsbrck viene festeggiata maggiormente questa festa con i fuochi a differenza di quella del Sacro Cuore che quest’anno cade nella prossima domenica. Questa tradizione dei “fuochi di montagna” è patrimonio dell’Unesco dal 2010.

Was ist eigentlich der Unterschied zwischen „Sonnwendfeuer“ und „Herz-Jesu-Feuer“
Sonnwendfeuer gehören zu den am weitest verbreiteten Bergfeuerbräuchen im Alpenraum und werden um den 21. Juni, dem längsten Tag im Jahr, entzündet. Die Feuer zur Sommersonnenwende weisen vorchristliche Wurzeln auf. So zeigten bereits die Kelten, wie alle markanten Punkte im Jahresverlauf, auch die Sommersonnenwende durch Feuer auf den Höhen an. Diese Bergfeuer hatten die Funktion eines Kalenders, sie signalisierten den Zeitpunkt von Aussaat und Ernte, von Aktivität und Ruhe, von Bitte und Dank an die Götter.
Eine Besonderheit stellen in Tirol die so genannten Herz-Jesu-Feuer dar, die ebenfalls zur Zeit der Sommersonnenwende entzündet werden. Ihr Ursprung geht auf die Zeit der Christianisierung zurück, als die Kirche das Fest der Sommersonnenwende durch jenes der Geburt Johannes des Täufers am 24. Juni ersetzte – aus den Sonnwendfeuern wurden die Johannesfeuer. An deren Stelle traten schließlich die Herz-Jesu-Feuer, die seit dem ausgehenden 19. Jahrhundert zur Erinnerung an das Herz-Jesu-Gelöbnis von 1796 auf Tirols Bergen leuchten. Als französische Truppen unter Napoleon I. das Land Tirol bedrohten, traten die Tiroler Landstände 1796 in Bozen zusammen, um die Lage zu beraten. Sie beschlossen, das Land dem “Heiligsten Herzen Jesu” anzuvertrauen und so göttlichen Beistand zu erhalten. Der Vorschlag wurde einstimmig angenommen, die Landstände gelobten im Namen des Volkes, das Herz-Jesu-Fest jährlich feierlich zu begehen.

Nel Tirolo austrico questa tradizione è diventata pure un’attrazione turistica, regolamentata da norme sul luogo del fuoco e sul materiale per l’accensione, che vanno comunicati alle autorità competenti.

L’ultima volta che ho partecipato alla salita su una cima ed all’accensione di un fuoco è stato due anni fa. Insieme ad alcune famiglie siamo saliti sulla Karspitze, atteso l’arrivo dell’oscuritá, cantato alcune canzoni popolari, scaldati al calore del fuoco e scesi con fiaccole o lampade alla sottostante malga. E’ stata una interessante esperienza specialmente per i miei figli.

Sab, 06/28/2014 - 10:11 Collegamento permanente