Cultura | Festival Dolomites

Tabula Rasa

Gidon Kremer, Pauline van der Rest e la Kremerata Baltica a Dobbiaco. Memorabile.
Gidon Kremer, Pauline van der Rest
Foto: Max Verdoes
  • Gidon Kremer oggi suona un violino Amati del 1641 ed è tra i musicisti più influenti della scena internazionale da molti anni. Le prime lezioni le ha ricevute dal nonno e dal padre, e poi da David Oistrach al conservatorio di Mosca. Vincitore del Concorso Paganini del 1969 e del Cajkovski nell’anno successivo, vanta un repertorio che abbraccia barocco e contemporaneo.

    Una sua cifra peculiare è il suo impegno nella promozione della nuova musica, con un accento particolare per la musica di compositori russi e dell’Est europeo. Al suo nome si associano quello di compositori come Alfred Schnittke, Giya Kancheli, Sofia Gubaidulina, Peteris Vask, Valentin Silvestrov e quello di Arvo Pärt.

    Altro tratto caratteristico della vita artistica di Gidon Kremer è il suo impegno nel sostenere i giovani musicisti, per quelli provenienti da Estonia, Lettonia e Lituania nel 1997 ha fondato la Kremerata Baltica.

  • Kremerata Baltica: ad oggi ha effettuato più di mille concerti, esibendosi nelle più prestigiose sale concertistiche. Foto: Max Verdoes
  • Nello stesso anno incise “Tabula Rasa” di Arvo Pärt. Nello storico disco ECM dall’omonimo titolo Tatiana Grindenko al secondo violino, Alfred Schnittke al pianoforte e la Lithuanian Chamber Orchestra con Saulus Sondeckis direttore ne erano gli altri interpreti. 

    In quegli anni il compositore estone aveva trovato, dopo anni di totale silenzio, la sua musica, il suo stile, che prenderà il nome di “tintinnabuli”. Per questa nuova musica sono necessarie e sufficienti due voci, una funge da accompagnamento, arpeggiando e ripetendo le note di un accordo di tre suoni, l'altra è la "melodia" , ovvero la voce principale. “Tabula rasa” è una composizione di circa 26 minuti, articolata in due movimenti, “Ludus” e “Silentium”. Ha rappresentato una “nuova nascita” della musica d’arte. Anche a distanza di molti anni, e dopo l’ascolto di tanta musica che all’invenzione di Pärt è debitrice, questa composizione incanta per la sua essenziale bellezza e forza espressiva.

    A Dobbiaco ad affiancare Gidon Kremer nel ruolo solistico è stata Pauline van der Rest, violinista belga di 21 anni e di enorme talento. Dopo il silenzio conclusivo il pubblico ha omaggiato gli interpreti con applausi ricchi di calore e riconoscenza. E’ stata una occasione per partecipare ad un momento di straordinaria intima bellezza.

  • Tabula Rasa: il disco è pubblicato nel 1984. La registrazione del brano Tabula Rasa è quella del novembre 1977, registrazione live presso gli studi della WDR di Colonia. Foto: ECM
  • Il concerto ha avuto inizio con la versione di Kremer della Ciaccona dalla Partita per violino solo in re minore di Bach, rielaborata per violino e orchestra d’archi. Inizia citando l’elaborazione a firma di Ferruccio Busoni. La polifonia implicita nella linea dell’originale violinistico si esplicita nelle molte voci dell’orchestra. Così Gidon Kremer ci rende partecipi della sua personale interpretazione della ricchezza del pensiero bachiano. Una versione di grande fascino.

    Per il 25esimo anniversario della Kremerata Baltica è nato nel 2022 il progetto “Eine (Andere) Winterreise”. Per iniziativa di Kremer i compositori Raminta Serksnyte, Victor Kissine e Leonid Desyatnikov hanno creato ispirandosi al capolavoro romantico. Ne è nata una Suite in cui la nuova musiche si alternano a frammenti schubertiani, in cui la grande tradizione è saldo riferimento per la ricerca di nuove forme dell’arte dei suoni.

    Un tratto proprio che individuiamo in queste parti del variegato programma è lo slancio propositivo verso il futuro. Si compie nel dare nuova forma ad un capolavoro, nel tramandare alle nuove generazioni la propria arte interpretativa di un capolavoro dei nostri tempi, nel proporre con Schubert le radici per della nuova musica. Una vitalità che caratterizza Gidon Kremer anche alle soglie dei suoi 80 anni.

    Il programma è proseguito con musiche di Weinberg, Shostakowitdsch, e, in luogo dell’annunciato Michail Pletnev, un omaggio Victor Kosenko, compositore ucraino scomparso nel 1938.

    E’ stata l’inaugurazione della 15esima edizione del Festival Dolomites, memorabile.

  • Gidon Kremer: Si è esibito, tra gli altri, con Martha Argerich, Krystian Zimerman, Mischa Maisky, Keith Jarrett, Yo-Yo Ma, Kim Kashkashian, Valerij Afanas'ev, Oleg Maisenberg, Vadim Sacharov, Khat'ia Buniatishvili. Le sue performance con le più importanti orchestre del mondo e i più grandi direttori, come Leonard Bernstein, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Lorin Maazel, Herbert von Karajan, Nikolaus Harnoncourt, Seiji Ozawa. Foto: Max Verdoes
  • FESTIVAL DOLOMITES 2025

    15 anni di arte sonora tra le montagne
    «KunstGriffe» dal 25 agosto al 13 settembre 2025, Sala Gustav Mahler, Dobbiaco


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