Inchiesta Romeo: sentito Kompatscher
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Inchiesta Romeo sugli intrecci tra affari e politica: continua la sfilata di politici davanti agli inquirenti impegnati a raccogliere quanti più indizi ed elementi probatori possibili a sostegno del già corposo impianto accusatorio. Anche, appunto, da parte di persone informate sui fatti. Martedì è toccato a un nome altisonante. Che si è presentato direttamente in Procura a Trento. È stata infatti la volta del presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, sentito sui suoi rapporti con alcuni degli indagati principali, in particolare Heinz Peter Hager e René Benko, e sul progetto di questi due che miravano a trasferire il museo di Ötzi sul Virgolo (ma non solo, anche sul progetto Waltherpark, e sul progetto Tog di Terlano) ì È stato infatti ascoltato per quasi quattro ore - come persona informata sui fatti, va ribadito - dal procuratore Sandro Raimondi e dal sostituto Alessandro Clemente che con il collega Davide Ognibene ha coordinato la maxi inchiesta: un fascicolo di migliaia di pagine, con una sfilza di intercettazioni, 77 indagati di cui 8 a dicembre scorso finiti agli arresti domiciliari - nel frattempo tornati liberi con obbligo di dimora - accusati di associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, con ruoli diversi. Tra questi appunto il commercialista bolzanino Hager, per gli inquirenti braccio destro del magnate austriaco del crac Signa, Renè Benko, presunto vertice dell'associazione. Nei confronti di quest'ultimo l'arresto non è mai stato eseguito essendo cittadino austriaco, ma è finito in carcere a gennaio, nell'ambito dell'inchiesta dell'anticorruzione di Vienna.
Il nome di Kompatscher è nel corposo faldone d'inchiesta, non come indagato ma per i rapporti con Benko (a cui aveva negato anche una cena) e Hager. Hager che in una conversazione con un ex dirigente bancario intercettata dai carabinieri del Ros, era arrivato a dire che senza di loro (presumibilmente senza la cordata Benko), Kompatscher «rischierebbe di non essere più seduto qui». Insomma di non essere più presidente della Provincia. Hager dice questo anche perché ha finanziato la campagna elettorale della Svp. Ma chiarirà in conferenza stampa, nel 2022: "Non ho finanziato direttamente Kompatscher. Le mie donazioni alla Svp sono legali e avvengono dal 2003". Tra le carte dell'inchiesta, sempre Hager avrebbe definito Kompatscher "coniglio" e "cacasotto" quando il governatore decise di non incontrarlo più, neppure in posti riservati. E allora gli avrebbe scatenato contro una guerra mediatica.
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"C'è un'indagine in corso che riguarda soggetti che hanno avuto a che fare con le amministrazioni sia comunali che provinciale - le parole di Kompatscher, raggiunto ieri al telefono - In quanto rappresentante legale della Provincia di Bolzano, hanno voluto sentire anche me. E chi dovevano chiamare?" (e ride ndr)."«Se ho dovuto chiarire alcuni aspetti? Non era neanche necessario: l'azione dell'amministrazione provinciale non è mai stata messa in dubbio. Non c'è alcuna accusa o critica. Mi hanno sentito solo per avere ulteriori informazioni - ancora il governatore - Qualcuno dell'opposizione mi aveva accusato per il progetto del Virgolo, ma voleva cavalcare un'onda che non esiste, oltretutto quel progetto (di Hager) è stato anche bocciato». Dal canto suo la Procura parla di un «incontro svolto in modo cordiale e istituzionalmente collaborativo».
Intanto c'è anche chi, tra gli indagati finiti ai domiciliari, ha chiesto e ottenuto di farsi interrogare dai pm titolari dell'inchiesta. È Daniela Eisenstecken che per l'accusa a dicembre 2018, responsabile dell'Ufficio Gestione e territorio del Comune di Bolzano - episodio che ha fatto scattare le indagini - si sarebbe introdotta abusivamente nel sistema informativo dell'ente per estrapolare e modificare alcuni documenti, per agevolare il gruppo nei suoi progetti immobiliari (in particolare il Walthelpark). Progetti che interessavano Benko, Hager e i progettisti, gli architetti Fabio Rossa e Andrea Saccani, a loro volta destinatari di misure. Comparsa davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia a dicembre, l'indagata si era avvalsa della facoltà di non rispondere, facendo comunque spontanee dichiarazioni. Ora la stessa - rimasta tra l'altro disoccupata visto le misure interdittive applicate - ha voluto chiarire la sua posizione, respingendo le contestazioni: lo ha fatto a lungo e in modo circostanziato in Procura, affiancata dall'avvocato Stefano Ascioni.
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*articolo pubblicato su gentile concessione de Il T Quotidiano Autonomo del Trentino Alto Adige Südtirol.
Una cosa è certa, avresti…
Una cosa è certa, avresti potuto evitare che si costruisse quel obbrobrio al posto di un parco. Spiegato ai tuoi figli quando saranno grandi quanto è stato bravo papà a lasciar mettere cemento al posto di alberi.
Der Kompatscher hat ja…
Der Kompatscher hat ja erklärt, dass er den Hager kaum kennt. Da wird er den Staatsanwälten kaum viel Neues erzählt haben.
Wer ist Hager? Nie gesehen,…
Wer ist Hager? Nie gesehen, nie gehört.