“La fiamma è passione e libertà”
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Dopo la fiamma Olimpica, ora è il turno di quella Paralimpica. Nonostante per le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 l’Alto Adige non ospiti alcuna gara sul proprio territorio - il biathlon si svolgerà a Tesero, in Trentino - oggi Bolzano ha accolto la Fiamma Paralimpica. Il percorso italiano coinvolge 501 tedofori, attraversa oltre 2.000 chilometri nei territori dei Giochi e si sviluppa in 11 giorni, dal 24 febbraio al 6 marzo, giorno di inizio delle Paralimpiadi. Nella serata di oggi, venerdì 27 febbraio, la fiaccola è partita da piazza Municipio, ha attraversato via Portici, piazza Erbe, via Goethe e via della Mostra, per infine arrivare in piazza Walther, dove è avvenuta l’accensione del braciere. Tra i tedofori a Bolzano anche la campionessa olimpica e stella del biathlon azzurro Lisa Vittozzi.
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A portare un messaggio di inclusività è Alessandro Colombo, che dall’anno scorso è presidente del Comitato Paralimpico altoatesino. “Questo evento pone l’attenzione sulla disabilità, sui Giochi e il senso della fiamma. Le Paralimpiadi - dice Colombo - sono la dimostrazione che è possibile divertirsi anche con una mancanza. La disabilità è una delle tante differenze che sono presenti al mondo. Ad esempio, mi chiedo quanti di noi, se perdessimo la vista, si farebbero guidare da una persona andando sugli sci: quanti si fiderebbero? Ecco, gli atleti paralimpici si approcciano ai problemi in maniera risolutiva. Non cercano scuse per fare le cose, vanno oltre i propri limiti”, conclude il presidente del Comitato. Con lui anche Markus Kompatscher, presidente del Gruppo Sportivo Disabili Alto Adige. “Lo sport è importantissimo per le persone che hanno una disabilità e non solo per quanto riguarda l’aspetto sportivo. Si tratta di uno strumento di inclusione sociale che aumenta anche la sicurezza in sé stessi”, dice il presidente del Gruppo. “Oggi accogliamo a Bolzano la fiaccola che è simbolo di calore e di luce, due cose senza le quali non ci sarebbe nulla: sono il motore della vita!”, conclude Kompatscher.
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Gli ex atleti
Ad accogliere la fiamma anche diversi atleti paralimpici altoatesini. “Per me la fiamma significa passione e libertà, perché lo sport è una terapia”, dice la tedofora Claudia Schuler, ex atleta di handbike che ha partecipato alle Paralimpiadi di Londra 2012. “La bicicletta è il mio più grande amore e lo è rimasto anche quando ho terminato la carriera. Mi ha permesso di dimostrare agli altri che la disabilità non è un limite”, sottolinea Schuler che parteciperà alla cerimonia d’apertura dei Giochi a Verona. “Poi seguirò il para ice hockey, competizione a cui prendono parte diversi miei amici”, conclude.
Tra i tedofori anche Roland Ruepp, fondista, biatleta e paraciclista che ha partecipato a sei paralimpiadi - tra invernali ed estive - vincendo due medaglie d’oro, un argento e un bronzo. “L’ultima volta che ho fatto il tedoforo - dice Ruepp - è stata a Torino 2006, paralimpiade invernale alla quale non ho potuto partecipare a causa di un infortunio alla gamba (avvenuto dopo le paralimpiadi estive di Atene 2004 ndr) di cui costudisco comunque un bel ricordo. Il mio tempo da atleta è passato ma - conclude - seguirò con grande passione le gare di sci e biathlon in Val di Fiemme”.
In piazza a Bolzano c'è stato anche l’altoatesino Alex Capovilla, paratleta di sci di fondo che probabilmente non potrà partecipare a Milano Cortina 2026. “Ma non mi fermo qui. I miei prossimi obiettivi sono la Coppa del Mondo e i campionati mondiali”, dice Capovilla che nella stagione 2025-26 ha chiuso 14esimo in assoluto con un ottavo posto come miglior piazzamento nella 10 chilometri tecnica classica. “Sono portato più per le distanze lunghe rispetto a quelle brevi, come lo sprint, più adatte ai giovani”, dice Capovilla che è tornato a fare fondo solo a novembre 2025, dopo un ricovero. “Nel 2008 ero maestro di sci di fondo, facevo le gare ma non a questi lievlli. Poi sono tornato sugli sci di recente, provando diverse protesi. D’estate mi alleno in bicicletta, mi viene facile perchè i movimenti sono più regolari”, conclude Capovilla. -
Niente gare in Sudtirolo
Le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si svolgeranno dal 6 al 15 marzo. Dopo Torino 2006, la penisola torna così al centro del movimento paralimpico internazionale, con un’edizione diffusa su più territori del Nord Italia. Le competizioni saranno suddivise tra Lombardia, Veneto e Trentino, ma con una differenza importante rispetto al programma olimpico: non tutte le sedi saranno le stesse. In particolare, l’Alto Adige non ospiterà gare paralimpiche, nonostante per le Olimpiadi il biathlon si sia svolto ad Anterselva.
Per la 14esima edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, infatti, sci di fondo e biathlon si terranno entrambi a Tesero, in Val di Fiemme, in Trentino. La scelta è legata a esigenze organizzative e logistiche: molti atleti paralimpici competono in entrambe le discipline, dunque concentrare le gare in un’unica località consentirà di ridurre i trasferimenti.
Del contingente di atleti altoatesini per i prossimi Giochi sei vestiranno la maglia della nazionale di para ice hockey (Christoph Depaoli, Alex Enderle, Stephan Kafmann, Julian Kasslatter, Nils Larch, Matteo Remotti Marnini), mentre Emanuel Perathoner gareggerà nelle prove di snowboard.
Complessivamente la delegazione azzurra presenterà il numero record di 40 atleti (35 uomini, 5 donne) nelle sei discipline previste dal calendario olimpico: sci Alpino, sci nordico, biathlon, snowboard, curling in carrozzina e para ice hockey. -
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