Cronaca | L'aggressione

Casapound sta con Brancaglion

Il movimento prende posizione rinnovando la sua fiducia nel consigliere di circoscrizione: “nessuna conferma che sia indagato”.

La vicenda è quella relativa al pestaggio che ha avuto luogo lo scorso 13 gennaio in via Cesare Battisti a Bolzano e in cui è rimasto vittima un minorenne riportando ferite al volto guaribili in 30 giorni
Con un comunicato Casapound afferma di aver “appreso dai quotidiani locali che il militante Davide Brancaglion sarebbe iscritto nel registro degli indagati”, dicendo di “non aver nessuna conferma di tale iscrizione”.

Nella nota Casapound conferma di conoscere Davide Brancaglionper il suo quotidiano impegno sociale e per la partecipazione ad iniziative quali la bonifica di aree degradate, dalla presenza di siringhe o rifiuti, o per la raccolta di generi alimentari per le famiglie in difficoltà”.

Il movimento attacca quindi la stampa (“indagini e i processi dovrebbero, rispettivamente, essere svolte e successivamente celebrati nelle aule dei tribunali e non sui giornali”), lamentandosi del fatto che le iniziative di Casapound a sfondo sociale “non trovino adeguata considerazione mediatica”. 

Il movimento quindi conferma la sua fiducia in Davide Brancaglion, affermando che “le notizie apparse sulla stampa non incidono sull’operato che egli svolge con passione in circoscrizione e nelle molteplici iniziative a cui ha partecipato”. Ed aggiungendo che “se qualcuno dovrà emettere una sentenza, quello dovrà essere unicamente un giudice e non politicanti né giornalisti che, non trovando altri mezzi per screditare il nostro movimento cavalcano giulivi ed eccitati una situazione ad oggi sconosciuta”.

Intanto oggi sui medesimi quotidiani locali a cui Casapound fa riferimento si fa il punto im merito alle indagini in corso da parte della Digos. Riferendo che Brancaglion risulterebbe sì indagato, ma che in merito alla scintilla che avrebbe fatto scattare il pestaggio nei confronti del minore (di dieci anni più giovane del militante di Casapound) vi sarebbe una seconda ipotesi oltre a quella della suoneria con la melodia di Bella Ciao. Secondo una versione dei fatti proveniente dagli ambienti del movimento di estrema destra la vittima ed un suo amico sarebbero stati infatti sorpresi mentre erano intenti ad imbrattare un muro con lo spray nei pressi della sede di Casapound in via Cesare Battisti. 
Le indagini proseguono e intanto si susseguono numerose le reazioni politiche all’accaduto, chiedendo a gran voce le dimissioni di Brancaglion dal suo ruolo di consigliere di circoscrizione a Don Bosco.