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L'idrogeno del sorriso speranzoso

Inaugurata la stazione di rifornimento H2 di Brunico che rischia di essere una cattedrale nel deserto. Il sogno del “carburante locale” da un quarto di secolo per ora è un quasi flop e il futuro promette gran poco.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
Panoramica del distributore di idrogeno di Brunico-Perca.
Foto: TGR Alto Adige
  • Foto: TGR Alto Adige
  • Di tale stazione di rifornimento ne avevo già scritto ad inizio novembre 2025. Tutto quanto scrissi è tuttora valido.

    Giovedì 29 gennaio si è tenuta l‘inaugurazione del distributore d’idrogeno brunicense-percano, ovviamente non ne sapevo nulla (domande sgradite ma “sul pezzo” avrebbero rovinato la festa…) ma ben m’aspettavo che tale inaugurazione si sarebbe tenuta prima dell’inizio delle olimpiadi anterselvane.

    Il comunicato stampa alperiano è la prospettazione di un mondo ideale, un “già visto e sentito” di prospettive che solo l’incrollabile comunicazione istituzionale locale è capace di riportare come... un disco rotto. Infatti, la realtà è molto, ma molto differente.

    Titolare “la prima ”stazione di rifornimento green“ in Italia è quasi sintomo della ”primarite“ che permea la nostra provincia. ”Prima de che?“, si potrebbe dire. Solo perché è la ”prima“ che ha sia idrogeno che ricarica elettrica? Suvvia, dai… Il fatto è che probabilmente le due colonnine di ricarica per le vetture a batteria saranno quelle più gettonate e per le quali il futuro appare positivo considerando la lenta e costante crescita del parco veicoli elettrici a batteria e PHEV (ibride ricaricabili).

    A cosa servirà invece il distributore di idrogeno? A ben poco. La mobilità auto H2 è praticamente defunta, non saranno certo un paio di modelli che arriveranno, come al solito cari, a cambiare le sorti della mobilità H2 europea, anzi penalizzata dalla chiusura di non poche stazioni di rifornimento pensate solo per le auto negli ultimi anni, come in Austria dove le cinque stazioni disponibili sono state tutte chiuse (con grande choc qui da noi, dove la notizia manco era nota). Tema bus H2. Fallito l’obiettivo di acquistare 48 veicoli con fondi olimpici, ci si limiterà, come intuito e poi confermato dallo stesso assessore alla mobilità provinciale, a qualche mezzo dirottato da Bolzano a fare una vacanza pusterese ma poi? Il nulla. Peraltro mi è sembrato un clamoroso autogol mediatico far apparire un bus della Sasa, di tanto in tanto in trasferta per inaugurazioni varie, con tanto di scritta ”Sasa“ riportata sulla veletta come a dire ”qui in Pusteria non circola alcun bus H2“ e non ne circoleranno poiché nessun incentivo alla mobilità alternativa era stato previsto nei lotti della mega gara del 2021 per i contratti di servizio del tpl. Come quasi nulla sono le prospettive dei camion H2, solo qualche serie di modelli preserie in giro soprattutto in Germania, anche e soprattutto per i costi dell’idrogeno. Tutto noto, tutto già scritto ma vale la pena di ribadirlo.

    La vera ”botta“, come era facilmente intuibile (ma non per il grande pubblico) è il prezzo dell’idrogeno, ovviamente tema non trattato né dal comunicato stampa, né dai media. Galeotta fu l’inquadratura nei servizi televisivi del TGR e della Tagesschau (da 7'45”). Ebbene, l’idrogeno risulta venduto a sbalorditivi 20,53 €/kg quando il punto di pareggio col diesel è a 4/5 €/kg, con i “capex” a circa 8 €/kg, quindi la spanciata è programmata, come ho avuto occasione di commentare alcuni articoli apparsi su FB. Aggiungiamoci pure i 1.500 Euro per viaggio per trasportare l’idrogeno “green” dalla centrale di produzione di Bolzano Sud a Brunico (in realtà “certificato green” perché prodotto a Bolzano Sud con energia dalla rete elettrica generale e quindi abbisogna di certificati verdi) e il “menù” salatissimo è servito.

    Quindi i sorrisi, che si sono sprecati nell’inaugurazione di giovedì scorso, forse un pochino fuori luogo lo erano. Adesso bisognerebbe anche comunicare ai clienti di Alperia che la società ha speso di tasca propria la bellezza di quasi nove milioni di Euro per un impianto che, è facile prevedere, sarà costantemente in perdita.

    Nel frattempo, visto che si parla tanto di mobilità alternativa, nel silenzio è stato chiuso qualche settimana fa il distributore di (bio)metano di Brunico/Stegona. Forse l’apoteosi, per ora, della sbilenca politica di “sostenibilità” perseguita in questi anni in provincia di Bolzano. Con buona pace della “neutralità tecnologica” ultimamente tirata fuori dal cilindro dal sempre sorridente assessore alla mobilità provinciale. Il distributore H2 inaugurato sembra solo un pretesto per parlare degli obiettivi climatici 2040 ma appare evidente che, ad oggi, si è sul binario sbagliato.