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Boscarol escluso dalla Camera penale

L'avvocato bolzanino è ritenuto incompatibile dall'associazione forense. “Avevo partecipato ad un convegno del comitato per il No al referendum sulla riforma Nordio”. Tonon: “C'è incompatibilità, non è una questione di opinioni”.
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Foto: Seehauserfoto
  • Il referendum sulla riforma della giustizia alza la tensione tra i professionisti del settore.  A pagarne le conseguenze è stato l’avvocato bolzanino Marco Boscarol, che, dopo essersi esposto per il No alla riforma Nordio, è stato escluso dalla Camera Penale di Bolzano. “Non ho fatto mistero del miei pensieri e anche della partecipazione ad un convegno ad Egna con il comitato per il No – spiega Boscarol -. Nel frattempo, ho presentato la domanda di iscrizione 2026, la domanda è stata tenuta in sospeso in attesa di un parere del Collegio dei Probiviri e successivamente, a seguito di parere negativo è stata decretata l’incompatibilità tra i miei pensieri e la partecipazione all’attività della Camera Penale”.

    La Camera Penale è un’associazione senza fini di lucro che riunisce gli avvocati penalisti del territorio. Il suo presidente, l’avvocato Alessandro Tonon ha commentato la vicenda affermando: “Una persona può votare sì, può votare no, il problema non è certo di pensare in maniera diversa, anzi. Tra gli scopi del nostro statuto c‘è anche la separazione delle carriere, siamo nel comitato del sì, e l’avvocato Boscarol ha fatto eventi con il comitato del no. Ognuno è libero di andare nel comitato del no, c’è da chiedere se è compatibile con lo statuto della Camera Penale. I probiviri hanno deciso che ci fosse l’incompatibilità e noi l’abbiamo comunicato al collega”. 

  • L’avvocato Marco Boscarol Foto: Privat
  • Il referendum

    La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere (nota come “riforma Nordio”) è una modifica approvata dal Parlamento italiano che ridefinisce profondamente l’ordinamento della magistratura: distingue formalmente i percorsi professionali dei giudici da quelli dei pubblici ministeri, crea due Consigli Superiori della Magistratura separati anziché uno solo e introduce anche un nuovo organismo disciplinare e un sistema di selezione dei membri tramite sorteggio anziché elezione tradizionale. Queste modifiche non sono ancora in vigore perché, non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi nelle Camere, devono ora essere confermate o respinte dagli elettori tramite un referendum costituzionale (in programma il 22-23 marzo 2026). I cittadini dovranno decidere se approvarle definitivamente o mantenere l’attuale assetto costituzionale.

  • Il “no” di Boscarol

    L’esclusione dalla Camera penale di Bolzano non comporta nessun impedimento nell’esercizio della professione, ma, spiega Boscarol, “ha delle ricadute secondo me semplicemente sotto gli aspetti morali e anche sotto l’aspetto della sintomaticità di un diminuire della tolleranza”. 

    “Ritengo che sia una scelta assolutamente sbagliata e anche in contrasto con lo statuto della Camera Penale – spiega l’avvocato – che al punto 2 specifica che tutti i membri devono impegnarsi per l’autonomia dei magistrati, che è esattamente quello che credo si raggiunga votando no. Da sempre gli avvocati hanno inteso separare le carriere, con ragioni anche positive, ma con questa riforma si scelgono metodi e meccanismi che potranno portare a una diminuzione delle libertà e dell’indipendenza dei magistrati e anche a una diminuzione dei contrappesi istituzionali tra i poteri dello Stato”.

     

    “Sono preoccupato di un atteggiamento così univoco che impedisce una pluralità di pensiero”

     

    “Sono preoccupato di un atteggiamento così univoco che impedisce una pluralità di pensiero”, aggiunge Boscarol, che si dice deluso dal comportamento di un’associazione che, anche se privata, e non formalmente inquadrata, ha un ruolo istituzionale e viene spesso sentita anche nell’ambito dell’adozione di nuovi provvedimenti in materia penale.  

    “Sono anche amareggiato perché la maggior parte delle persone che attivamente partecipano all’attività della Camera Penale sono persone che conosco bene da circa 30 anni, concui avevo un rapporto non solo di cordialità ma anche di familiarità, di amicizia. Anche perché la Camera Penale non si occupa solo di separazione delle carriere, la Camera Penale si occupa di condizioni carcerarie, di meccanismi e di funzionamento del procedimento penale”.

  • “Non c'è compattezza sul sì”

    La vicenda è stata commentata anche dal consigliere comunale del partito democratico Stefano Fattor, che ha letto l’episodio come un segnale di aumento delle voci contrarie alla riforma della giustizia. “Gli avvocati sono tutt’altro che compatti sul sì al referendum, a partire dai penalisti, di cui una privata associazione si comporta in maniera molto poco pluralista e democratica. E il fronte del No intanto continua a crescere. Avanti così!”, si legge in un post social di Fattor.