Società | Notti fuori

Senza casa sotto zero

Kompatscher attiva la Protezione civile per i senza dimora, altri 50 posti all'ex Alimarket. Abbiamo raccolto la storia di alcuni lavoratori che vivono per strada. L'assessora Brillo: "Bolzano non può accogliere altri. Perché venire qui da regioni più miti?".
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Foto: SALTO\Elena
  • Proseguono le temperature rigide in Provincia di Bolzano. Per fare fronte all'emergenza il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato oggi (9 gennaio) un'ordinanza per attivare la Protezione Civile che ha allestito altri 50 posti letto nell'ex Alimarket, struttura che già ospita 95 lavoratori senza dimora ed è gestita dalla Croce Rossa, che dovrebbero rimanere disponibili per circa due settimane, quando è previsto il termine dell'ondata di freddo. La misura arriva dopo che per settimane sono state segnalate tra le 80 e le 150 persone che dormivano all'addiaccio. 

    Nella mattinata di oggi alcune attiviste di Bozen Solidale sono andate davanti all’ex Alimarket di Bolzano, la struttura di accoglienza in zona industriale per persone senza dimora, a distribuire giacche, maglioni e scarpe invernali a chi, anche questa notte, dormirà all’addiaccio. La maggior parte di loro sono uomini tra i 20 ed i 30 anni, che lavorano in Alto Adige.

    Manuel (nome di fantasia) viene dalla Colombia, è arrivato a Bolzano due anni fa; qui ha frequentato un corso e preso la patente per fare l’autista di camion. Durante il giorno lavora per una ditta di pulizie e la notte dorme dentro la sua macchina in zona industriale, anche quando fuori ci sono -9 gradi. Nonostante il lavoro stabile, per Manuel è impossibile trovare un alloggio: “Per un periodo ho vissuto in un monolocale nelle zone di Andriano, pagavo 800 euro al mese, ma mi hanno cacciato perché dovevano vendere l’appartamento. Da allora vivo per strada e dormo in macchina”, racconta.  “Non voglio dormire nel centro emergenza freddo, dentro è terribile. L’ho già fatto molte volte ed ogni volta mi hanno rubato il cellulare o degli oggetti a cui tenevo”, spiega.

  • La struttura dell'ex Alimarket Foto: SALTO\Elena
  • La maggior parte delle persone che dormono fuori ha un lavoro stagionale. Parlando con i ragazzi emerge come il problema più grande sia quello della casa: “La paga qui è buona, ma è impossibile vivere in affitto, soprattutto se fai lavori stagionali”. Per questo molti si appoggiano alle strutture emergenziali, che però sono sempre piene, soprattutto quando le temperature scendono sotto lo zero. Tra loro c’è anche Ibrahim (nome di fantasia), che ha 29 anni ed una figlia. Lavora nei cantieri o per le strutture ricettive del territorio. “Da un mese vado all’infopoint ogni giorno e non mi hanno mai dato un posto”, racconta. Oggi l’infopoint di Volontarius, che si occupa dell’orientamento di chi è senza fissa dimora, ha 43 persone in lista d’attesa

    Diverse parti sociali chiedono l’attivazione della Protezione civile, che può mettere a disposizione temporaneamente letti d’emergenza tramite tendoni riscaldati o altre strutture. Per ora le amministrazioni pubbliche altoatesine puntano sulle strutture esistenti, cercando di ampliare dove possibile i posti. “Oggi abbiamo liberato 15-20 posti all’ex Lemayr perché abbiamo spostato alcune persone, che nel frattempo hanno trovato lavoro, nella struttura per lavoratori presso l’ex Alimarket”, spiega l’assessora al sociale del Comune di Bolzano Patrizia Brillo. “Parallelamente stiamo cercando soluzioni assieme all’assessora provinciale Rosmarie Pamer anche fuori città: 10 persone verranno indirizzate a Brunico, 5 a Bressanone. Insomma, il lavoro è in corso”. 

  • Le sacche di vestiti distribuiti oggi mentre a Bolzano nevicava. Foto: SALTO\Elena
  • Per quanto riguarda l’attivazione della Protezione Civile proposta dai Verdi, Brillo ritiene che non dovrebbe rappresentare la prima opzione, e che, in ogni caso, non vada attivata nel capoluogo. “Non possiamo permetterci di accogliere persone che non sono di competenza del Comune di Bolzano, anche perché i posti disponibili sono limitati. Attualmente il Comune ospita già circa 1.200 persone”, spiega l’assessora, secondo cui aumentare i posti o aprire nuove strutture emergenziali sarebbe un incentivo per chi vive in strada a venire a Bolzano per ricevere accoglienza (la teoria del pull factor, non dimostrata da dati empirici, ne abbiamo scritto qui). 

  • L'assessora al sociale del Comune di Bolzano Patrizia Brillo. Foto: Comune di Bolzano

    Non si comprende perché persone provenienti da zone come Lecce, la Calabria, la Sicilia o la Puglia, dove le temperature sono miti, si spostino a Bolzano con –16 gradi. Se il problema è il freddo, non è logico spostarsi verso un’area con temperature così rigide. Molti arrivano per lavori stagionali, ma questi impieghi si trovano generalmente in autunno, non certo ora. Prima si trova il lavoro, poi ci si sposta, non il contrario, gravando sul Comune di Bolzano e sui pochi posti disponibili per l’emergenza freddo”, dichiara l’assessora.

     

    Se il problema è il freddo, non è logico spostarsi verso un’area con temperature così rigide. 

     

    Ad accusare l’immobilismo della politica difronte all’eterna emergenza dei senza dimora sono gli attivisti di Bozen Solidale, che in un post su Facebook scrivono: “Nel primo pomeriggio, dopo dieci giorni di freddo intenso, abbiamo saputo che hanno finalmente iniziato ad aumentare le brandine per la notte in alcune strutture. Alla buon'ora.  Restiamo sgomenti, e indignati, dal vergognoso tira e molla istituzionale che, giocoforza, si è ripercosso sulla pelle delle persone senza dimora”. 

  • L'articolo è stato aggiornato alle 22 dopo che il Presidente Kompatscher ha annunciato l'apertura di altri ulteriori 50 posti e l'attivazione della Protezione civile.