Economia | Acciaierie

Valbruna in corteo

Lunedì i 580 lavoratori della sede delle Acciaierie di via Volta a Bolzano sciopereranno. Con loro anche i colleghi di Vicenza e i dipendenti di Aluminium Bozen. Bernardoni (Cgil): "Vogliamo farci sentire visto che la Giunta provinciale non dà segnali".
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Foto: Fabio Brucculeri - ASP/Othmar Seehauser
  • I metalmeccanici incrociano le braccia. Per lunedì 12 gennaio, come già fatto il 7 ottobre dell'anno scorso, è previsto lo sciopero dei 580 lavoratori della sede di via Volta a Bolzano delle Acciaierie Valbruna, che scenderanno in piazza per richiamare l'attenzione sul futuro dell'azienda e dei loro posti di lavoro. Con loro ci saranno anche i 1200 dipendenti della sede di Vicenza e i lavoratori della Aluminium Bozen che, in segno di solidarietà, aderiranno allo sciopero indetto dalle sigle di categoria Fim/Cisl, Fiom/Cgil, Uilm/Uil provinciali e dalla RSU.

  • Il corteo: partenza alle ore 10 da via Volta. Arrivo in piazza Magnago. Foto: Corteo Valbruna
  • "Lunedì è previsto che arrivino otto pullman dal Veneto. Il corteo - dice Marco Bernardoni di Fiom/Cgil - partirà alle 10 dalla sede di Valbruna e proseguirà per via Galilei, transitando poi per ponte Roma, Corso Italia, Piazza della Vittoria, arrivando infine verso le 11 o 11:30 in Piazza Magnago di fronte alla Provincia. Vogliamo farci sentire visto che la Giunta provinciale non dà segnali".

  • Il corteo del 7 ottobre 2025: anche in quell'occasione i lavoratori arrivarono in piazza Magnago, sotto i palazzi della Provincia. Foto: Seehauserfoto
  • Come già spiegato su SALTO, si prospettano tre nuovi scenari per il futuro delle Acciaierie Valbruna. L'azienda siderurgica della famiglia Amenduni, che da 30 anni occupa i terreni della ex Falck, non ha intenzione di partecipare al bando provinciale, che mette a gara il diritto di superficie per i prossimi 50 anni e che ha un valore di 150 milioni di euro. Di conseguenza, il bando provinciale che scadrà il 15 gennaio di quest'anno - a cui non ha aderito nessun'altra azienda - andrà deserto. A quel punto, la Provincia potrebbe pubblicare un nuovo bando, magari con una durata inferiore così da ridurne il valore, oppure aprire una trattativa diretta con gli Amenduni (cosa auspicata dall'azienda) o, persino, vendere i terreni, cedendo un asset strategico (tra le ipotesi è la più improbabile).
    A scendere in piazza lunedì saranno anche i lavoratori della Aluminium Bozen, questa realtà teme di potersi trovare nella stessa situazione di Valbruna, visto che la concessione per il terreno di Aluminium scadrà nel 2030.