Asili, Sasa e Valbruna, la Cgil riparte
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"Il 2025 è stato l'anno della campagna per il referendum sul lavoro. Non abbiamo ottenuto il quorum e questa è stata una sconfitta, specie in provincia di Bolzano dove la partecipazione è stata più basse che nel resto d'Italia. Nel nuovo anno - dice la segretaria provinciale di Cgil/Agb, Cristina Masera - il nostro sindacato, che compirà 120 anni, scenderà in campo per dire no al referendum costituzionale sulla giustizia, votiamo no per difendere giustizia, Costituzione e Democrazia". La Cgil/Agb, che a fine anno contava 42 mila iscritti, allarga lo sguardo, guardando oltre i confini provinciali. "Vogliamo sostenere la sanità pubblica, il 10 gennaio verrà lanciata una raccolta firme per chiedere di portare al 7,5% le spese sanitarie in rapporto al Pil, quando oggi è al 6% e la legge di Bilancio ne prevede la graduale diminuzione". A livello locale, invece, le priorità del sindacato sono: salari equi per garantire il potere d'acquisto, lavoro dignitoso, riduzione della precarietà e, infine, giustizia sociale come strumento di coesione.
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Concretamente, le sfide attuali riguardano il mantenimento dei 580 posti di lavoro delle Acciaierie Valbruna, le trattive con Sasa per aumentare le buste paga dei dipendenti e degli autisti degli autobus e - notizia degli ultimi giorni - il nodo del prolungamento degli orari delle scuole dell'infanzia, che dal prossimo anno scolastico saranno aperte un'ora in più, fino alle 17.
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Autisti in sciopero
Proprio oggi pomeriggio, dalle 16 alle 20, si tiene lo sciopero degli autisti Sasa. "Lo scenario - spiega Riccardo Toso di Filt - ha visto la firma da parte di alcune sigle sindacali a un accordo di fine novembre. Le altre, tra cui noi, hanno indetto un referendum abrogativo che ha avuto alta adesione. Si parlava di aumenti strutturali, ma dentro a quel documento ci sono solo briciole. Si parla di 1,20 euro per l'indennità dei giorni festivi e delle fasce notturne. Per questo gli autisti scioperano oggi e lo faranno anche il 19 gennaio. Abbiamo mezzi di trasporto altamente tecnologici, elettrici e a idrogeno, ma non dimentichiamo che sono sempre guidati da persone che lavorano sei giorni su sette con turni che vanno dalla mattina alle quattro fino alle una di notte".
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Valbruna in sciopero il 12 gennaio
Ancora incerto, inoltre, il futuro delle Acciaierie Valbruna. Il 15 gennaio scadrà il noto bando - a cui non ha partecipato nessuna azienda - che mette a gara il diritto di superficie dei terreni delle Ex Falck di Bolzano per i prossimi 50 anni. "La proprietà sta aspettando la scadenza del bando e poi vedrà se si va in trattativa diretta o meno", dice Marco Bernardoni di Fiom, che annuncia che le dimissioni tra le tute blu sono arrivate a dieci-dodici. "Questo per la condizione di incertezza. E sono tutte figure di alta professionalità, difficilmente sostituibili", aggiunge. Intanto il 12 gennaio è previsto uno sciopero che coinvolgerà non solo di dipendenti Valbruna, ma probabilmente anche quelli di Aluminium Bozen, come gesto di solidarietà. Anche questa realtà teme di potersi trovare nella stessa situazione di Valbruna, visto che la concessione per il terreno di Aluminium scadrà nel 2030.
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“Asili aperti fino alle 17? Servono più risorse, meno ore di lavoro e classi più piccole”
Sulla decisione della Giunta provinciale di allungare l'orario di apertura delle scuole dell'infanzia fino alle 17, il sindacato non ha nulla in contrario, ma chiede più chiarezza. "Innanzitutto abbiamo appreso della decisione dai media dopo che c'erano state delle riunione, con tutti i rappresentanti dei tre gruppi linguistici, in merito a un progetto più ampio, che non riguardasse solo l'orario di attività", dice Ulli Bauhofer della Funzione Pubblica. "E poi, in merito a questa scelta, c'è tutta la questione legata al personale, che necessita della messa a disposizione delle risorse. Quelle che si hanno ora non bastano se aumenta l'orario di lavoro. Anche perché, attivando il servizio prolungato con otto bambini, e non più dieci, aumenterà anche l'offerta. Ma l'obiettivo è proprio questo, vista l'esigenza delle famiglie che noi non mettiamo in discussione, ma dobbiamo capire chi garantisce questa offerta". Secondo Bauhofer già ora, in particolare nelle scuole in lingua italiana, avviene lo "slittamento" orario di alcuni insegnanti. "Vuol dire che un dipendente inizia a lavorare alle 7:30/45 del mattino e sta da solo per un'ora e mezza, ma conclude prima la giornata di lavoro. Successivamente arriva un collega che resterà più a lungo. Gestire una classe di 20-25 bambini, specie durante un momento non facile come quello dell'accoglienza, non è il massimo". E dunque quale soluzione proponete? "Intanto - risponde Bauhofer - già da due anni chiediamo di ridurre l'orario, che è di 33 ore, quando nella scuola primaria, dove il personale ha svolto la stessa formazione, è di 22 ore. Poi chiediamo la riduzione delle classi da un massimo di 25 alunni a 22. Questo anche perché la complessità dei bambini è aumentata. Come sono cambiate le condizioni delle famiglie, sono cambiate quelle dei bambini e delle scuole".
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120esimo compleanno
In riferimento all’organizzazione sindacale, Josef Lazzari osserva come il 2026 sarà un anno di cambiamento per la Cgil, dato che in occasione dei 120 anni dalla fondazione si cercherà di attuare non solo un cambiamento organizzativo, ma anche la revisione del programma fondamentale che risale a trent’anni, per includervi i cambiamenti importanti del mondo del lavoro e delle sfide da affrontare nei prossimi anni. “Un processo inclusivo e diffuso per continuare ad impegnarci in futuro nel modo migliore possibile. Questo processo interno - conclude Lazzari - sfocerà a fine anno nel prossimo congresso”.
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