(electronic) Physical Literacy
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Avere e mantenere uno stile di vita attivo si impara fin dall’infanzia. Alla Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano si è di recente concluso il progetto di ricerca “ePhyLi” (Promoting Physical Literacy and healthy lifestyles through digital materials for university students – Promuovere l’alfabetizzazione motoria e stili di vita salutari attraverso materiali digitali per gli studenti universitari), che mirava a sviluppare e testare strumenti digitali innovativi per l’insegnamento e la promozione di stili di vita attivi e della cosiddetta physical literacy. Che cos’è? Scopriamolo insieme al prof. Attilio Carraro, professore ordinario di Pedagogia dello Sport che si occupa di ricerca sul tema dell’attività fisica per la salute e il benessere.
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Professor Carraro, che cos’è la physical literacy?
La physical literacy è un concetto difficile da tradurre in italiano, tanto che spesso, come in questa intervista, si preferisce mantenere la lingua originale. Una delle traduzioni che si usano più frequentemente è “alfabetizzazione motoria”, anche se non è completamente corretta. Diciamo che possiamo intendere la physical literacy come l’ABC delle competenze, esperienze, conoscenze e motivazioni che portano le persone ad essere regolarmente fisicamente attive per tutta la vita. La physical literacy ha un ruolo sempre più importante nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione fisica a scuola, ma anche in altri contesti, ad esempio quello dell’educazione degli adulti, in particolare nelle sue connessioni con la health literacy (alfabetizzazione alla salute).
La physical literacy è un approccio olistico al movimento che integra quattro dimensioni (o domini) strettamente interconnessi tra di loro: motorio, comportamentale, cognitivo e affettivo.
I domini motorio e comportamentale riguardano le dimensioni osservabili, esperienziali, pratiche, cioè il “fare” della physical literacy:la capacità di eseguire diversi movimenti con e senza attrezzi e in diversi ambienti (ad esempio sulla terra e in acqua) o la pratica, cioè l’impegno regolare, in un’ampia varietà di attività fisiche. Quando parliamo di attività fisica non intendiamo solo lo sport, ma anche altre forme di movimento, come camminare, usare la bicicletta, andare in montagna o giocare con gli amici. Il dominio cognitivo è legato alla conoscenza e alla comprensione, al sapere perché, quando e come muoversi e quali sono i benefici dell’attività fisica e i rischi di uno stile di vita sedentario. Infine, il dominio affettivo riguarda la motivazione e la fiducia, cioè la convinzione nelle proprie capacità di praticare con costanza attività motoria. È importante ricordare che la physical literacy ha anche una dimensione sociale: l’attività fisica è importante non solo per me, ma anche per le persone che mi sono vicine, ed è quindi importante cercare di trasmettere questo messaggio ai propri familiari, amici, compagni di classe, colleghi di lavoro o, nel mio caso, ai miei studenti e studentesse. E da qui parte il progetto ePhyLi.
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Di che cosa tratta il vostro progetto?
ePhyLi sta per electronic Physical Literacy, è un progetto triennale di ricerca, la cui prima fase si è conclusa all’inizio di dicembre dello scorso anno, che ha riguardato l’ideazione, la creazione e la verifica di usabilità di strumenti digitali per insegnare la physical literacy ai futuri insegnanti della scuola primaria e secondaria. ePhyLi è un progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+ Sport, a cui, alla Libera Università di Bolzano, abbiamo lavorato principalmente il dottor Antonino Mulè ed io. Il progetto si è svolto in collaborazione con la University of Central Lancashire a Cipro e con alcune associazioni europee, come EUPEA, l’associazione degli insegnanti di educazione fisica in Europa. Per prima cosa abbiamo identificato il quadro pedagogico e i principali riferimenti teorici della physical literacy, per poi sviluppare e testare una serie di strumenti innovativi per insegnarla in maniera interattiva ai futuri insegnanti. Questi strumenti sono una app, un manuale, due comic books e una serie di contenuti interattivi per webinar e lezioni. Come previsto dai progetti Erasmus+, questi materiali sono scaricabili gratuitamente da Internet, basta cercare “ePhyLi” nel proprio motore di ricerca. Il materiale è disponibile in più lingue, tra cui Italiano ed Inglese.
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Promuovere la physical literacy tramite strumenti digitali non è un po’ un controsenso, considerando che sono proprio gli strumenti digitali a portarci ad avere uno stile di vita poco attivo?
Questa è una bellissima domanda, a cui vorrei rispondere con un’altra domanda: crediamo veramente di poter convincere le persone a rinunciare a tenere tra le mani i loro schermi illuminati? Oppure non sarebbe meglio essere più realisti e provare ad utilizzare la potenza e l’attrattività di questi strumenti (in primis cellulare e tablet) per catturare l’attenzione delle persone e veicolare concetti legati alla salute e al movimento? L’idea è passare da una formazione tradizionale, basata sulla frontalità e sull’uso di strumenti “statici”, ad esempio testi scritti e diapositive didattiche, ad una che utilizzi strumenti che permettano una maggiore interazione e che siano legati ad una dimensione giocosa dell’apprendimento, quella che gli esperti chiamano “gamification” dell’educazione.
Gli strumenti che abbiamo sviluppato sono stati progettati per essere usati da studenti universitari che saranno futuri insegnanti. Nella seconda fase del progetto, che stiamo attualmente preparando e che sarà inviata alla fine di marzo di quest’anno, vogliamo sviluppare e testare altri materiali destinati agli studenti e alle studentesse della scuola primaria e della secondaria di primo grado e ai componenti delle loro famiglie. L’obiettivo rimane lo stesso: contrastare l’emergenza della sedentarietà, che continua a crescere sempre di più. Dobbiamo convincere più persone a muoversi di più e a farlo durante tutta la loro vita. Sebbene come esseri umani siamo “progettati” per muoverci, la quantità di persone che si muove sufficientemente sta progressivamente diminuendo e la sola pratica dello sport istituzionalizzato (quello agonistico che si pratica nei club sportivi) non basta a contrastare l’insufficiente attività fisica di una parte consistente della popolazione.
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In Alto Adige non si fa più sport e attività fisica rispetto al resto d’Italia?
Secondo i dati statistici, l’Alto Adige è tra le regioni più fisicamente attive d’Italia, ma anche nella nostra Provincia la situazione sta purtroppo cambiando, in particolare quando si guarda ai giovani. Il numero di adolescenti, soprattutto ragazze, che non sono sufficientemente fisicamente attivi sta crescendo in Alto Adige, così come nel resto del Paese e in Europa. Possiamo inoltre dire che oggi abbiamo anche un serio problema di genere nella promozione dell’attività fisica.
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Da dove viene questo problema di genere?
Ci sono diverse ragioni, legate a fattori individuali, ad esempio la diversa percezione di sé di ragazzi e ragazze, e a fattori contestuali, ad esempio le opportunità di movimento offerte dal territorio. Per molte ragazze lo sport agonistico risulta sempre meno attraente. Per contrastare questa situazione è necessario ripensare i modelli di promozione dell’attività motoria e sportiva, considerando con attenzione contesti, abitudini, capacità e desideri di ogni individuo.
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E visto appunto tutti questi problemi, come viene vista e vissuta l’educazione fisica a scuola al giorno d’oggi?
È difficile rispondere a questa domanda, perché ragionevolmente non c’è un solo modo di vedere e vivere l’educazione fisica, dipende da molti fattori, intrinseci ed estrinseci. Certamente le connessioni con il corpo e la corporeità, la dimensione ludica di molte attività e le relazioni sociali che la disciplina permette sono uniche nel contesto scolastico. In più, a differenza dello sport agonistico che inevitabilmente seleziona sulla base delle abilità individuali, l’educazione fisica è per tutti, è realmente inclusiva. È a scuola che si può sviluppare una corretta physical literacy, ricordando che questo è solo un pezzetto del viaggio di alfabetizzazione motoria che durerà poi per tutta la vita. Infine, vorrei ricordare che in questo viaggio, oltre alla scuola, hanno un ruolo fondamentale le famiglie e l’incontro intergenerazionale, così come lo hanno l’organizzazione sociale e le opportunità di movimento che vengono date alle persone: luoghi, tempi, costi, percezione di sicurezza mentre ci si muove.
Sviluppare una buona physical literacy è fondamentale e mai come oggi c’è bisogno di supportare questo processo.
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Più informazioni sul progetto ePhyLi si trovano sul sito web del progetto: https://www.ephyliproject.eu/
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