Società | Ricordare Auschwitz

L'umanità di Oskar Schindler

“Chi salva un uomo, salva un mondo intero”, questa è stata la frase con cui abbiamo concluso la visita al museo della fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia.
Oskar Schilndler
Foto: Yad Vashem, Wikimedia
  • “Chi salva un uomo, salva un mondo intero”, questa è stata la frase con cui abbiamo concluso la visita al museo della fabbrica di Schindler. Oskar Schindler salvò tutti i suoi lavoratori ebrei dallo sterminio, soprattutto i bambini, considerati dai nazisti “elementi improduttivi”, e che lui invece riesce a coinvolgere nel lavoro in fabbrica facendo credere ai nazisti che le loro piccole mani fossero essenziali per la produzione. 

  • Le autrici

    Elisa Zancanaro, Irene Gatti, Laura Fiorillo e Gaia Mazzarano sono 4 ragazze di Bolzano che frequentano l’ultimo anno del liceo Carducci. Hanno voluto condividere dei pensieri dopo la visita al museo della fabbrica di Schindler e i campi di Auschwitz e Birkenau.

  • Questa frase tratta dal Talmud ci fa riflettere su quanto poco basti per fare la differenza, perché come dice Niusia (Bronisława) Horowitz-Karakulska, una lavoratrice della fabbrica e ultima sopravvissuta ancora in vita. Schindler salvando lei ha salvato anche la vita dei suoi figli, nipoti e di una generazione che non sarebbe altrimenti mai esistita.

  • Iscrizione in memoria di Oskar Schindler: “Questa frase ci fa riflettere su quanto poco basti per fare la differenza.” Foto: privat
  • Schindler non è un eroe, lui stesso arriva a Cracovia, come molti altri imprenditori, impossessandosi della fabbrica fondata da ebrei per poi sfruttare gli ebrei stessi come lavoratori per via dei bassi costi della manodopera. 

    Solo dopo aver visto la situazione con i propri occhi si rende conto della brutalità dei nazisti contro gli ebrei, e agisce come ci si aspetterebbe da un essere umano: decide di aiutare. Lo fa semplicemente offrendo buon cibo e soprattutto rispetto per delle persone che non erano più considerate tali. 

     

    “Gesti di umanità”

     

    Si affeziona a questi uomini, donne e bambini e quando è costretto a lasciare la fabbrica, con la fuga dei nazisti e l’arrivo dell’Armata Rossa, decide di portare con sé ognuno dei “suoi ebrei” verso la svizzera. E proprio come in una famiglia, nel momento del bisogno questi ebrei da lui salvati, hanno salvato lui sostenendolo economicamente. 

    Come Schindler ci sono state tante persone che nel loro piccolo hanno salvato delle vite. Il farmacista del ghetto unico non ebreo rimasto tra quelle mura o il partigiano polacco che per due anni nascose 10 ebrei nella sua cantina. Ma anche semplicemente tutti quelli che hanno scelto di non essere indifferenti, come chi lanciava qualche avanzo di cibo dal tram che passava nel ghetto o chi offriva tè caldo agli ebrei impegnati nei lavori forzati. 

    Questi piccoli gesti di umanità sono scelte che noi tutti ancora oggi possiamo fare.

  • Il contesto

    Il progetto Promemoria Auschwitz.eu ha coinvolto 162 ragazzi e ragazze della Provincia di Bolzano, accompagnati da 18 tutor e 4 organizzatori, che hanno avuto la possibilità di visitare i campi di Auschwitz e Birkenau e la città di Cracovia fra il 2 ed il 7 marzo. gli studenti e le studentesse sono arrivati a questo viaggio attraverso un percorso di formazione bilingue, con incontri di approfondimento, che hanno dato la possibilità di collocare e ragionare su cause e conseguenze della Shoah e del progetto politico nazifascista per la storia Europea.