Giochi invernali dell'arte
-
Lo sguardo dell'arte
Fin dal titolo, la mostra collettiva allestita a Bolzano negli spazi storici del Palazzo Mercantile strizza l’occhio alle Olimpiadi invernali Milano Cortina, che in queste settimane hanno coinvolto direttamente il Trentino e l’Alto Adige. L’evento espositivo, curato da Stefano Consolati e Carl Kraus e allestito da Roberto Festi, non è comunque un semplice omaggio ai giochi e allo spirito olimpico, di cui è facile essere ebbri, piuttosto chi ha ideato la mostra ha voluto cogliere l’occasione delle Olimpiadi per guardare agli sport praticati in inverno e agli atleti protagonisti delle varie discipline familiari al nostro territorio, attraverso lo sguardo dell’arte, abbinando a ciascuna delle 16 discipline olimpiche almeno un’opera. Paul Flora, Alfons Walde, Victor Vasarely e altri artisti internazionali e locali, nel Novecento hanno trovato ispirazione e interpretato nelle loro opere il gesto atletico, l’estetica del movimento e l’emozione dello sport, riscoprendo la magia del paesaggio alpino invernale, che, nei quadri di Alfons Walde o di Max von Esterle in particolare, diventa anche spazio metafisico.
“In punta di matita”
Una parte consistente dell’esposizione è dedicata alle opere di Paul Flora, prestate alla mostra dall’imprenditore e collezionista Michael Seeber. Nei disegni e acqueforti dell’artista, nato a Glorenza nel 1922 e vissuto poi a Innsbruck, che immortalano ironici pionieri degli sport invernali, dallo sci allo slittino e al pattinaggio, l’ironia e la poesia si fondono in un tratto inconfondibile. L’artista Paul Flora ricrea in filigrana, sulla punta della matita, il mondo nevoso e i personaggi che lo attraversano e lo sfidano intrepidi: sciatori dai tratti e costumi espressamente tirolesi, sciatrici, fondisti, saltatori con gli sci, slittinisti e improbabili pattinatori, ritratti caricaturalmente in equilibrio instabile e a rischio perenne di caduta, ma sempre con immancabile grazia.
-
Paesaggi d'inverno, nuovi sport e sperimentazioni artistiche
Accanto a Paul Flora, la mostra realizzata dalla Società del Museo di Bolzano -allestita in collaborazione con le Bozner Kunsauktionen e la Camera di commercio di Bolzano, che la ospita nelle sale del Palazzo Mercantile, e con il sostegno della Regione Trentino-Alto Adige- raccoglie anche opere dei cosiddetti pittori della neve, da Max von Esterle a Alfons Walde e Carlo Pellegrini (nella foto di copertina il suo Paesaggio invernale con sciatori); incisioni dei maestri della xilografia Lyoner Feuninger, Max Sparer e altri; fotografie su gelatina al bromuro d’argento realizzate da Enrico Pedrotti negli anni Venti del secolo scorso; opere grafiche da Fortunato Depero e Ivahnoe Gambini a Victor Vasarely, che esaltano le sperimentazioni formali moderne fino a quelle contemporanee, applicate al tema della neve e dei giochi invernali.
-
Chicche e collezioni
Non mancano opere scultoree, tra cui una Allegoria dell’inverno del 1920 di Franz Ehrenhöfer, in ceramica smaltata, con la figura dell’inverno rappresentato su uno slittino in vesti carnevalesche. Quest’ultima appartenente alla collezione della Società del Museo civico di Bolzano. Sono in tutto più di una decina le collezioni di musei, istituzioni pubbliche e di privati da cui provengono le opere esposte, che con i loro prestiti hanno reso possibile la mostra, rendendo così accessibile al pubblico un patrimonio artistico originale, solitamente disperso.
Tra le altre curiosità della mostra, un disegno di Jakob Palcidus Altmutter datato inizio Ottocento testimonia come il curling fosse praticato già due secoli fa. In un altro disegno a matita del 1797, conservato al Museo civico di Bolzano e il più antico di questa esposizione, la pittrice dilettante Marie de Berghoffen ritrae l’eterno incanto infantile di una Battaglia a palle di neve. Per contro un disegno del 1978 a tecnica mista di Tone Fink, artista più vicino a noi, traccia e denuncia invece l’evoluzione sotto ai nostri occhi del paesaggio alpino, da romantico a deturpato e redditizio, mentre un quadro a olio ancora di Alfons Walde, l'Arrivo degli sciatori del 1913, sembra già anticipare l’affollamento turistico delle località sciistiche, un tema diventato decisamente attuale.
Un tuffo nella sensibilità del presente si ritrova anche nella doppia fotografia Kiroro I dell’anno 2000, del bolzanino Walter Niedermayr, dove, grazie a un effetto di sovraesposizione, la presenza umana e il paesaggio diventano entrambi evanescenti e si collocano nello spazio sottile al confine tra immaginazione e realtà. E ancora il tratto poetico di Flora, nel suo disegno ad acquaforte Crepaccio glaciale, che ritrae le figure filiformi di due sciatori fermi ai margini di un crepaccio in un paesaggio fortemente stilizzato, si lascia leggere infine come una involontaria metafora dello smarrimento umano di fronte all’abisso del cambiamento climatico che stravolge drammaticamente l’ambiente alpino.
-
Mostra collettiva artistica
Giochi invernali dell’arte - Winterspiele der Kunst: Flora, Walde e altri campioni
Dal 17 febbraio al 25 marzo 2026, Museo Palazzo Mercantile, Via Portici 39 (entrata da Via Argentieri) - Bolzano
Orari: apertura dal lunedì al venerdì, ore 10:00-12:30 e 14:30-17:00.
Acconsenti per leggere i commenti o per commentare tu stesso. Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento.