Politica | Verso il referendum

Guida al referendum sulla giustizia

Dal sì al no fino alla libertà di voto: ecco come si schierano i partiti altoatesini per il referendum confermativo della riforma. Urne aperte domenica dalle 7 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15.
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Foto: Ministero dell'interno
  • Domenica 22 e lunedì 23 marzo si vota per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere (nota come “riforma Nordio”) è una modifica approvata dal Parlamento italiano che ridefinisce profondamente l’ordinamento della magistratura: distingue formalmente i percorsi professionali dei giudici da quelli dei pubblici ministeri, crea due Consigli Superiori della Magistratura separati anziché uno solo e introduce anche un nuovo organismo disciplinare e un sistema di selezione dei membri tramite sorteggio anziché elezione tradizionale. 

    Queste modifiche non sono ancora in vigore perché, non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi nelle Camere, devono ora essere confermate o respinte dagli elettori tramite il referendum, che sarà senza quorum. I cittadini dovranno decidere se approvarle definitivamente (votando Sì) o mantenere l’attuale assetto costituzionale (votando No). I seggi saranno aperti nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle ore 15.

     

  • Foto: Ministero dell'interno
  • Le indicazioni di voto dei partiti di governo

    Tutti i partiti che compongono la maggioranza di Governo a Roma sostengono la riforma della giustizia. Il senatore di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, parla infatti di una “riforma destinata a consegnare agli Italiani una giustizia ”giusta“ e libera dalle influenza delle correnti ideologizzate”. Anche Forza Italia Alto Adige ritiene che votando per il SI sarà dato il via a “quella riforma liberale tanto voluta da Silvio Berlusconi, una riforma per una giustizia giusta che non è affatto contro i magistrati ma che assicura che accusa e difesa siano sullo stesso piano”. Anche la Lega dà il suo supporto al sì, invitando gli elettori a votare. 

    La Südtiroler Volkspartei ha deciso di non fornire alcuna indicazione di voto ufficiale per il referendum sulla giustizia, pur invitando i cittadini e le cittadine ad andare a votare. Dentro il Sammelpartei ci sono diverse sensibilità sul tema. Tra i sostenitori del No ci sono la senatrice Julia Unterberger e Oskar Peterlini. I favorevoli alla riforma sono invece la Junge Generation della SVP, assieme alla sezione Landwirtschaft del partito, oltre a diversi esponenti di spicco come Meinhard Durnwalder, dell’Obmann Dieter Steger e del presidente della Provincia Arno Kompatscher.

  • La dichiarazione di voto di Oskar Peterlini

    Ich bin weder Anwalt noch Richter und nicht mehr Politiker. Ich melde mich nur aus Sorge für die Demokratie, die leider überall und auch bei uns immer stärker autoritären Tendenzen ausgesetzt ist. Man rüttelt an den Grundfesten der Verfassung. Der Plan ist, zunächst die Staatsanwälte aus dem Richterrat herauszulösen, um sie dann unter die Kontrolle der Regierung zu bringen. Damit gefährdet man die Unabhängigkeit der Justiz. Die wahren Probleme, Kosten und Länge der Prozesse, Kriminalität, Gefängnisse, bleiben ungelöst. Die nächsten Schritte sind das Wahlgesetz und die Direktwahl der Präsidentin, immer mehr Macht in eine Hand. Das ist gefährlich, deshalb empfehle ich NEIN.

  • Le ragioni del No

    Per quanto riguarda i partiti di opposizione, è il PD a trainare il No al referendum. “Le ragioni del NO sono tante: l’indipendenza della magistratura, le madri e i padri costituenti che hanno voluto l’equilibrio dei poteri, il fatto che sia una riforma portata avanti a colpi di maggioranza, senza dibattito e senza confronto, la suddivisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due Consigli, più un’Alta Corte disciplinare. Ma soprattutto il 𝐬𝐨𝐫𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨. Pensano di inserire il sorteggio in Costituzione e chi lo pensa, ha chiamato il Ministero dell’istruzione e 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨. Merito e sorteggio, non c'è altro da aggiungere. Noi votiamo NO”, dichiara il Partito Democratico Alto Adige in un post. All’interno del PD si segnala anche qualche voce favorevole alla riforma, ovvero quella di Luigi Spagnolli (ne abbiamo scritto qui). 

    I Verdi altoatesini esprimono un NO convinto a questa riforma “che apre prospettive preoccupanti che rischiano di minare il principio fondamentale del nostro ordinamento che è la separazione dei poteri”.  Anche il Team K ha deciso di dare indicazione di voto per il NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. La scelta è maturata anche per le ricadute che la riforma potrebbe avere sul sistema di giustizia dell’Alto Adige, caratterizzato da peculiarità che richiedono tutele specifiche (ne abbiamo scritto qui). Contro la riforma anche i Cinque Stelle. 

  • La destra di lingua tedesca tende al Sì

    La Süd-Tiroler Freiheit non fornirà  indicazione di voto per il referendum. “Una cosa è già chiara: indipendentemente dal fatto che il referendum sia un ‘sì’ o un ‘no’, i problemi profondi del sistema giudiziario italiano rimarranno”, ha scritto il partito in un comunicato stampa. 

    I Freiheitlichen si schierano invece a favore del Sì al referendum, sostenendo che la riforma rappresenta un passo cruciale per rafforzare l’indipendenza della magistratura, ripristinare la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario e avvicinare l’Italia agli standard delle democrazie moderne. Favorevole al referendum anche JWA, il cui leader Jürgen Wirth Anderlan ha dichiarato che voterà sì al referendum sulla riforma, ricordano che la priorità rimane in ogni caso la separazione da Roma.