L'aggressione omofoba risveglia la lotta
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Due ragazze sono state aggredite nella notte tra giovedì e venerdì con insulti omofobici nel pieno centro di Bolzano, in via Kolping. Le due, dopo una serata in discoteca, si stavano abbracciando quando un ragazzo le ha aggredite, prima insultandole e poi colpendo una delle giovani al volto. Dopo esserci recato al pronto soccorso per accertamenti, le vittime si sono immediatamente rivolta alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto. “È assurdo che nel 2026 si verifichino episodi del genere”, commenta Adele Zambaldi, del l’associazione Alto Adige Pride Südtirol. “Il fatto che ad aggredire le ragazze siano stati un gruppo di coetanei dovrebbe fare riflettere sul bisogno di una scuola che trasmetta i valori non solo del rispetto, ma che sia in grado di spiegare la complessità della nostra società, i vari tipi di identità in modo che si arrivi al rispetto consapevole, mentre questo non si fa, anzi si fa sempre di meno”, aggiunge Zambaldi.
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Un caso non isolato, il centro Antidiscriminazioni riporta di circa 30 segnalazioni all’anno di persone LGBTQIA+ che lamentano delle minacce nei loro confronti. “In tanti non segnalano le violenze -commenta Priska Garbin la responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni – quando si subisce discriminazione entra anche in gioco la vergogna, il dubbio, per questo solo una piccola percentuale viene segnalata”.
“Questi fatti sono sintomo di un cambiamento sociale, lo noto anche nelle mie consulenze ogni giorno: nel dibattito pubblico su determinati gruppi sociali la sensibilità è mutata in peggio. Per esempio, dichiarazioni denigratorie su determinate categorie di persone vengono formulate più apertamente e spesso anche con provocazione. Si parla tanto di sicurezza, però chi è apertamente omosessuale o chi non è bianco si sente meno sicuro, meno protetto e meno parte integrante del contesto sociale”, aggiunge Garbin.
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Galateo contro la mostra “Queer nature”
Appena due giorni dopo l’aggressione omofoba, il vice presidente della Provincia di Bolzano Marco Galateo ha criticato aspramente la mostra “Queer Nature Photography Awards” del Museo di Scienze Naturali di Bolzano. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia si tratta di una forma di “ideologia woke che si insinua ovunque, trasformando luoghi di studio e conoscenza in strumenti di propaganda culturale”.
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La mostra, visitabile da mercoledì 25 marzo al 30 giugno, mette in mostra diversità della natura attraverso fotografie premiate e mette in discussione le concezioni di genere e normalità. L’idea, si legge in una nota stampa, è di collegare la biodiversità alla diversità sociale. un “pericoloso slittamento” secondo Galateo, che utilizza il prestigio di un’istituzione culturale per legittimare teorie controverse, si confonde il piano scientifico con quello sociale e si finisce per trasmettere, soprattutto ai più giovani, l’idea che tutto sia relativo e mutevole e che persino la natura possa essere riscritta secondo le mode del momento“, prosegue, parlando ”dell’ennesimo tentativo di colonizzare culturalmente ogni spazio pubblico con un pensiero unico, dove chi dissente viene automaticamente etichettato e messo ai margini".
Il vicepresidente della Provincia non è nuovo a questo tipo di attacchi: l’anno scorso aveva annunciato di non voler utilizzare la sala stampa della Giunta, dove è stato installato un rollup con i colori della bandiera LGBTQIA+, come forma di protesta contro l’adesione della Provincia al Pride Month.
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Il pride a Bolzano nel 2027
L’episodio fa riflettere sulla necessità di affrontare nel dibattito pubblico la questione LGBTQIA+, uno degli obiettivi che si era posto il primo Pride altoatesino, che il 28 giugno 2025 aveva riempito le strade di Bolzano di colore e protesta queer. “Abbiamo evidenziato la necessità sia di una legge provinciale specifica contro le violenze e le discriminazioni di stampo omo, lesbo, bitransfobico, che la stabilizzazione di tutti i servizi dedicati alle persone LGBTQIA+ e l’istituzione di corsi all’educazione sessuale affettiva”, commenta Zambaldi.
Proprio per ribadire le esigenze della comunità LGBTQIA+ e per continuare a resistere, nel 2027 si terrà il prossimo Pride sudtirolese, che, con ogni probabilità, sfilerà di nuovo per le strade del capoluogo. L’idea iniziale di alternarsi con la Provincia di Trento per avere ogni anno un pride in Regione sembra sfumata per il 2026, visto che, ad oggi, non pare che Trento stia organizzando.
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I contatti
Centaurus è al momento l’unica associazione con specifici servizi di assistenza per persone LGBTQIA+ e nonostante le difficoltà economiche e contestuali, continua la sua operatività su tutto il territorio. Il servizio di sportello e supporto HELP POINT riceve su appuntamento al contatto mail
[email protected] Se hai bisogno di supporto, o anche solo di parlare con qualcuno che ha vissuto esperienze simili alle tue, non esitare a contattare.In alternativa può essere contattato il Centro di tutela contro le discriminazioni, in via Cavour 23/C Bolzano. Tel. 0471.946020, e-mail: [email protected], orari di apertura: lun.-ven. dalle 9.00 alle 12.00.
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