Politica | Bolzano

Accoglienza, Bolzano cambia modello

Il Comune di Bolzano prorogherà per altre due settimane i 50 posti letto in più allestiti presso la struttura di via Gobbetti, che però a fine inverno chiuderà anche per i lavoratori. Da giugno le famiglie ospitate nel capoluogo saranno smistate nel territorio
ex Alimarket Bolzano senza dimora
Foto: SALTO\Elena
  • Il Comune di Bolzano ha deciso di prorogare di altri quindici giorni i 50 posti in più per l’emergenza freddo allestiti nell’ex Alimarket dalla Protezione civile. La scelta della misura d’emergenza era avvenuta il 9 gennaio, dopo un forte abbassamento delle temperature che aveva mandato in tilt il sistema di accoglienza. Durante i mesi invernali non sono mancate prese di posizione molto critiche da parte dell’amministrazione comunale sullo smistamento delle persone in accoglienza, considerato un onere eccessivo per Bolzano. Per questo da giugno le famiglie ospitate nel capoluogo verranno smistate su tutto il territorio altoatesino, grazie ad un accordo tra Comuni e Consorzio dei Comuni

    Il progetto, portato avanti dall’assessora al sociale del Comune di Bolzano Patrizia Brillo prevede lo spostamento dei nuclei familiari (al momento sono una cinquantina di famiglie e circa ottanta minori) in 96 Comuni della Provincia di Bolzano, una per ciascun Comune, secondo il modello dell'accoglienza diffusa. Un passaggio che, spiega il Comune, “consentirà il ricongiungimento di nuclei familiari di migranti e offrirà maggiori opportunità di integrazione, dall’accesso al lavoro, alla frequenza scolastica”.

  • L'assesora al sociale di Bolzano Patrizia Brillo in occasione del trasferimento delle famiglie migranti dall’Hotel Asterix al centro di via Pacinotti, avvenuto il 13 gennaio. Foto: Comune di Bolzano
  • A fine marzo terminerà invece il progetto che riguarda i lavoratori ospitati presso il centro ex Alimarket di Bolzano sud riservato a chi ha un’occupazione, ma non un alloggio (circa 95 persone). “Non è possibile proseguire con l’esperienza dell’ex Alimarket di via Gobetti – ha spiegato l’Assessore Brillo – non solo per una questione di sostenibilità economica, considerato un costo di circa un milione di euro per dieci mesi di apertura e attività del centro per lavoratori stranieri senza alloggio, ma soprattutto per garantire condizioni di vita dignitose dal punto di vista umano”. L’Amministrazione comunale è attualmente impegnata in un confronto con le aziende datrici di lavoro, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative, come l’attivazione di foresterie o altre strutture idonee.