Politica | Referendum

I big parlano, i comuni non ascoltano

Il “sì” trattenuto dei vertici SVP al referendum sulla giustizia non ha trascinato al voto gli elettori altoatesini.
i big parlano
Foto: Seehauserfoto. Montaggio: SALTO
  • Il dato politico più netto dello scrutinio è che con il 38,88% di affluenza la provincia di Bolzano è il fanalino di coda d’Italia, venti punti sotto la media nazionale ferma al 58,9%, e quasi trenta punti sotto la vicina Trento, dove ha votato il 65% degli aventi diritto.

    Vale la pena ricordare cos'è successo dieci anni fa. Al referendum costituzionale sulla riforma Renzi, la SVP si schierò per il sì con argomenti concreti: la ministra Boschi aveva negoziato una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, e il partito di via Brennero trasformò quella garanzia in una chiamata alle urne. In provincia di Bolzano votò il 66,5% degli aventi diritto, un’affluenza superiore alla media nazionale, e il sì vinse con il 63,69%. Il Trentino-Alto Adige fu una delle poche regioni in tutta Italia a non seguire il no del Paese. Quella volta c’era una posta in gioco diretta, e la SVP lo disse chiaramente.

     

    Kompatscher, Steger, Stauder, Durnwalder, Dorfmann: tutti e cinque si erano espressi a titolo personale per il sì. Una squadra di peso. Ma senza stendardo.

     

    Stavolta no. La direzione del partito si è riunita il 2 marzo, e dalla sala è uscita una posizione costruita, come spesso accade alla Stella Alpina, per non essere una posizione: nessuna raccomandazione di voto vincolante, libertà ai singoli, e la precisazione — diffusa in un comunicato serale — che la maggioranza dei presenti era orientata al sì. Il Landeshauptmann Arno Kompatscher, l’Obmann Dieter Steger, il segretario Harald Stauder, l’Alt-Landeshauptmann Luis Durnwalder, l’europarlamentare Herbert Dorfmann: tutti e cinque si erano espressi a titolo personale per il sì. Una squadra di peso. Ma senza stendardo.

    Il risultato è leggibile quartiere per quartiere, comune per comune. A Bolzano città — dove ha votato il 58,46% degli elettori, un dato in linea con il resto d’Italia — il sì ha prevalso soltanto nel quartiere Don Bosco e a Oltrisarco/Aslago. Due quartieri a maggioranza italiana. A Bressanone il no è al 53,73%, a Brunico al 54,26%, a Merano al 51,45%. Laives fa eccezione con il 55,8% di sì — ma Laives è l’unico comune della cintura bolzanina dove la maggioranza italiana è consolidata da decenni, e il dato non smentisce la regola: la conferma.

  • Cose davvero strane: A Fié allo Sciliar, il comune dove vive il Landeshauptmann Kompatscher, i contrari alla riforma sono il 57,38%: quasi otto punti di margine contro la posizione espressa pubblicamente dal presidente della Provincia. Foto: Screenshot https://elezioni.interno.gov.it
  • Nelle valli la storia è diversa. In Val Venosta — Malles, Tubre, Sluderno, Lasa, Silandro — l’affluenza si è fermata attorno al 20%. Ma chi è andato a votare ha votato in maggioranza no. E il dato è abbastanza difficile da leggere viste le indicazioni di voto di tutti gli “uomini forti” Svp.

     

    Quasi otto punti di margine contro la posizione espressa pubblicamente dal presidente della Provincia.

     

    Sugli altopiani sopra Bolzano, dove l’elettorato SVP tradizionale è borghese e radicato, il no è netto. A Renon sfiora il 60%. A Tires il no vince. A Fié allo Sciliar, il comune dove vive il Landeshauptmann Kompatscher, i contrari alla riforma sono il 57,38%: quasi otto punti di margine contro la posizione espressa pubblicamente dal presidente della Provincia. A Falzes, paese di Luis Durnwalder, Alt-Landeshauptmann che si era a sua volta speso per il sì, il no raggiunge il 57%. Dati veramente curiosi.

    La domanda che resta aperta dopo questa giornata è soprattutto politica. Quando la SVP ha una posta in gioco diretta — come nel 2016, quando l’autonomia era sul tavolo — il meccanismo funziona: indica una direzione, l’elettorato la segue, e la provincia di Bolzano diventa un’anomalia geografica rispetto al voto nazionale. Quando invece la posta non tocca l’Alto Adige, il partito galleggia: non indica nulla di vincolante, lascia che i big parlino a titolo personale, e il risultato è quello di questa settimana. I big parlano, i comuni non ascoltano, le valli non vanno a votare. Fié allo Sciliar, 57,38% di no. Il comune del presidente. Cose davvero strane.

     

    Questo commento è stato pubblicato anche nella edizione odierna de Il T.