L'anonimo poeta
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Poesia e società
Un uomo onesto si è impegnato professionalmente tutta la vita a difesa dei diritti e dei lavoratori. Ora, armato di carta e penna, scrive testi che giocano con la rima, oppure più compositi, per arginare l’onda di malsane derive mistificatrici, che, nella società contemporanea, minano e travolgono gli ideali di giustizia e di progresso sociale in cui ha sempre creduto e ancora crede. La silloge di poesie “Di questi tempi” di Virgilio Pineta è stata pubblicata nel 2024 dalla casa editrice Albatros. La scelta dello pseudonimo Virgilio Pineta, scelta casuale a detta dell’autore sudtirolese anonimo che preferisce restare in secondo piano rispetto ai suoi testi, richiama involontariamente i versi di Dante. L’autore ci conduce dalla ‘selva oscura’, la ‘pineta’ del presente, nei gironi contemporanei, tutti terreni, dei cedimenti morali e dei falsi interessi che muovono il mondo e il singolo individuo. La poetica articolata, lucida o giocosa, del novello Virgilio invita il lettore a prendere coscienza e ad agire consapevolmente.
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L'intervista
SALTO: Innanzitutto come dobbiamo chiamarla: col suo vero nome, oppure Virgilio Pineta? Preferisce che il suo vero nome resti sconosciuto, oppure possiamo svelare l’identità che si cela dietro allo pseudonimo con cui firma il suo libro “Di questi tempi”?
Su questo punto sono indeciso. Dipende da cosa si vuole mettere al centro. Da parte mia non sono abituato a mettermi al centro del palcoscenico. Spero che parlino già i miei testi.
Come ha scelto lo pseudonimo Virgilio Pineta? Ha un significato particolare o è solo casuale?
Ho scelto uno pseudonimo perchè, scrivendo in italiano, mi era parso poco opportuno affacciarmi al mondo letterario con il mio cognome tedesco. Il nome ‘Virgilio’ e il cognome ‘Pineta’ sono una scelta casuale.
Lei è di madrelingua tedesca, come mai scrive poesie in italiano?
Le vicende politiche del Paese le ho seguite soprattutto sui media nazionali, tra TV e giornali, annotando man mano le mie impressioni. Alla lunga, per partecipare virtualmente al dibattito, mi veniva più spontaneo esprimere le mie opinioni in italiano.
Scrive poesie anche in tedesco?
Sì, anche in dialetto.
Lei appartiene a una famiglia che parla tedesco, ha una formazione, (scuola e università) tedesca. Come e dove ha imparato (così bene!) l’italiano?
Ho lavorato per tanti anni in un ambito, dove bisognava interagire sia in tedesco che in italiano.
Cosa fa di lavoro nella vita, oltre a scrivere poesie?
Per molti anni sia le politiche sociali, sia la partecipazione democratica e il mondo del lavoro costituivano l’impegno quotidiano della mia vita professionale. Anche se adesso sono pensionato, da cittadino consapevole mi fa piacere continuare il dialogo con il mondo che mi circonda attraverso articoli e poesie.
Nella raccolta “Di questi tempi” emerge un’analisi spietata della società di oggi. Le sue rime si potrebbero definire liriche politiche. Lei affronta e mette in luce, senza sconti e sempre con il linguaggio della satira, atteggiamenti e problemi morali che ci identificano e ci coinvolgono tutti, come comuni cittadini.
È in corso una lotta per la supremazia tra pensieri in forte contrasto tra di loro. Osservo tentativi di sovvertire l’etica dell’agire che costituisce l’identità democratica.
Pensa che le sue poesie aiutino a cambiare e a fare scelte migliori?
L’analisi critica della società fa parte di una cittadinanza attiva, ma sono le visioni della società che indirizzano la gente e le istituzioni verso scelte etiche e politiche.
C‘è speranza (che la società migliori)?
Per costruire un futuro equo, solidale e responsabile abbiamo bisogno di attivare quella maggioranza silente che assiste incredula e distratta allo scempio di valori e delle istituzioni. Le università, i media, i sindacati e la chiesa hanno un ruolo cruciale per riaffermare la priorità di onestà intellettuale e coerenza nel discorso sugli sviluppi della società.
La satira può essere un’arma e un antidoto alle derive poco morali dei nostri tempi?
Con la leggerezza dell’ironia cerco di evidenziare incoerenze e rischi delle narrazioni che vengono diffuse. La mia è soltanto una piccola voce di fronte all’onda di informazioni e di tentativi di plagiare l’opinione pubblica e di addomesticare target elettorali.
Lei prende di mira in modo esplicito ed efficace rappresentanti della politica nazionale italiana facilmente riconoscibili (da Berlusconi a Salvini). Ha mai rivolto la sua satira anche al ristretto mondo sudtirolese?
Sì, in qualche articolo o in poesie in dialetto.
Ha avuto qualche modello di scrittore e poeta che l’ha ispirata?
La creatività e la fantasia di cantanti e di comici.
Lei invece cosa legge? Preferisce la prosa o testi poetici?
Leggo soprattutto libri, saggi e articoli specializzati.
Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, ma ancora in fase di sviluppo
Può aggiungere anche qualche dato biografico, una breve biografia per introdurre questa l’intervista ai lettori di SALTO?
Sono nato in Svizzera, ma cresciuto in Alto Adige, ho studiato giurisprudenza a Innsbruck, sono stato per tanti anni direttore dell’Istituto di promozione dei Lavoratori e dal 2013 ricercatore sociale free lance.
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I versi
Alcuni estratti dalle rime raccolte nel libro “Di questi tempi” (2024, ed. Albatros, € 12)
Travisamento
negli archivi-della costituente-una bozza della carta-con la versione-originale del testo-dell’articolo uno.-Per un errore di-trascrizione il Parlamento-non tenne conto-che la dicitura-originale fu quella-della repubblica-fondata sul livore.
Fatti per cambiare
Noi siamo fatti per cambiare-ogni giorno la camicia, ogni mese-la canzone preferita, ogni tre mesi-il look, ogni anno il cellulare,-ogni cinque anni la macchina,-ogni sette anni il partner.-[.....] Noi abbiamo-il potere di adattarci in corsa, non-appena cambieranno in positivo-le costellazioni della borsa e-[....] grazie alle iniezioni-di fiducia diramate dai ministeri-dell’ottimismo siamo sempre più-convinti che il futuro sarà straordinario.
Di questi tempi
La propria dignità non concepisce-d’essere succubi di questi tempi.-Allora ribelliamoci agli scempi-di chi risorse e valori tradisce- dell’era di democratizzazione,-rivendichiamo diritto e voglia-di libertà ed emancipazione.-Sveliamo l’insidia di insana deriva-dovuta al torpore di distrazione-di massa, facciamo la voce grossa:-Per costruire una prospettiva-di fratellanza ed ecoconversione-ci vuole una civica riscossa.
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