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Foto: SALTO Biennale Architettura Venezia 2025, Padiglione della Germania
Società | SALTO change

Il nostro spazio, le nostre città

Dalle città all’abitare, dal turismo al clima, l’uso del territorio rivela conflitti, scelte politiche e modelli di sviluppo che incidono sulla qualità della vita e sul futuro.
  • Come scrive Markus Lobis nell’articolo che introduce il tema SALTO change di gennaio, il modo in cui utilizziamo, percepiamo e trasformiamo lo spazio che ci circonda è diventato una delle questioni decisive della nostra epoca – anche per la nostra terra. Viviamo, abitiamo, lavoriamo quotidianamente in questo spazio, ma troppo raramente ci fermiamo a riflettere su come ne decidiamo l’uso, su quali interessi lo modellano e sulle conseguenze sociali, economiche e ambientali che queste scelte producono.

    Non è un caso che su SALTO iniziamo il nuovo anno concentrandoci su un tema che negli ultimi anni è diventato il nodo centrale dove si intersecano questioni sociali, economiche, di equità e di sostenibilità. Dalla pressione turistica alla crisi abitativa, dalla trasformazione delle città fino alla sfida del cambiamento climatico, tutto ruota intorno alla domanda su come e per chi utilizziamo un territorio che è limitato e sempre più conteso.

  • Ritorno al futuro?

    Un’attenzione particolare sarà dedicata allo sviluppo delle nostre città, osservando lo sviluppo di Bressanone e del capoluogo, Bolzano, dove diversi progetti in corso lasciano intravedere un ritorno a modelli urbani che molte città europee hanno ormai superato, come centri commerciali e parcheggi in pieno centro. Questa regressione progettuale è stata descritta con grande lucidità dall’architetto Thomas Huck nella sua analisi “Ritorno al futuro”, dove scrive che Bolzano è finalmente arrivata dove forse voleva arrivare … nel 2005. “Negli anni successivi alla pandemia, la maggior parte delle città si è occupata intensamente di nuovi concetti di sviluppo urbano, con l'obiettivo di restituire lo spazio urbano ai cittadini”, scrive Huck, citando esempi di Barcellona, Vienna e Parigi che perseguono lo stesso obiettivo: “Restituire le strade del centro città ai pedoni e declassare l'auto nella gerarchia della mobilità urbana, a favore dell'idea di una “città dei 15 minuti” percorribile a piedi”. Ciò che è piuttosto raro in una città moderna, conclude Huck, è che, come contromisura, “venga costruito lo stesso numero o addirittura un numero maggiore di parcheggi.”

    La costruzione di un ulteriore parcheggio a Bolzano - quello interrato in Piazza Vittoria - ripropone lo schema ormai superato del garage in pieno centro. Su questo abbiamo avviato una riflessione insieme a chi intorno alla quella piazza vive e lavora, chiedendoci se un concetto che affonda le radici nel passato può comunque generare nuove idee per uno spazio urbano che ha, anche simbolicamente, ha un significato particolare per la città?  

  • Piazza Vittoria a Bolzano presto subirà un'importante modifica per via del cantiere di Park Vittoria, che realizzerà un maxi-parcheggio interrato su cinque piani con 232 posti auto a rotazione, 35 posti moto e 158 box auto. Foto: Seehauserfoto
  • Come usiamo lo spazio pubblico?

    A gennaio, SALTO change si concentrerà su come le persone utilizzano, progettano e percepiscono gli spazi e sulle conseguenze sociali che ne derivano. Verranno trattati temi quali la tutela del paesaggio, la tradizione, il turismo e lo sviluppo urbano.

    Parleremo dei conflitti attuali in Alto Adige, come il sovrasfruttamento turistico, gli sviluppi a Bressanone e Bolzano e le questioni relative allo spazio pubblico, all'abitazione e all'identità locale. A ciò si aggiungono esempi di riconversioni riuscite e iniziative come "HouseEurope", che promuovono l'edilizia sostenibile.

    La conclusione sarà affidata a un SALTO Talk presso il salotto culturale di Bolzano, il Carambolage. Si parlerà del futuro della città di Bolzano e di come progettare uno spazio urbano vivibile per tutti.

    Il partner del mese di SALTO change è l'Heimatpflegeverband Südtirol, che si impegna attivamente per la qualità e l'uso dello spazio ed è una delle organizzazioni più importanti della società civile altoatesina. 

  • Il diritto allo spazio abitativo

    Il tema dello spazio pubblico si interseca inevitabilmente con il tema dell’abitare, che SALTO ha recentemente analizzato con una serie di articoli sul tema dell'affitto e sul quale continueremo a scrivere. La Riforma Abitare 2025 introduce sostegni per l’edilizia abitativa sociale per costruire abitazioni per l’affitto che la gente comune si potrà permettere, ma continua a privilegiare la proprietà, una strategia che oggi ignora trasformazioni profonde della nostra società: nuclei familiari più piccoli, maggiore mobilità, precarietà economica crescente. Lo ha detto il Landeshauptmann Arno Kompatscher nella sua conferenza stampa di fine anno: "Per contrastare la fuga dei cervelli occorrono più appartamenti in affitto, poiché soprattutto i giovani non desiderano necessariamente costruire una casa mentre stanno costruendo la loro carriera".  La Riforma abitare è un passo nella direzione giusta ma manca ancora un programma su larga scala per la creazione di un mercato dell’affitto realmente accessibile a tutte le famiglie. 

    “La riforma apre possibilità, ma senza una scelta forte rischia di essere poco efficace. Se prendiamo sul serio il diritto all’abitare, dobbiamo mettere insieme politiche per l’affitto, qualità urbana, servizi e mobilità e dobbiamo farlo su scala di area vasta. Altrimenti continueremo a rincorrere l’emergenza con misure parziali e senza visione,” ci ha detto l’architetto Peter Morello

  • Alcuni cantieri a Bolzano Foto: Seehauserfoto
  • Spazio pubblico come bene comune

    Che si tratti delle Dolomiti o delle strade e dei marciapiedi delle nostre città, l’utilizzo dello spazio pubblico dovrebbe basarsi su alcuni principi non negoziabili: equità, conservazione, responsabilità verso le generazioni future, attenzione al cambiamento climatico. Lo spazio pubblico non è una merce come le altre, ma un bene comune, e come tale va tutelato e gestito.

    SALTO change cercherà di spostare lo sguardo in avanti. Analizzare criticamente ciò che funziona e cioè che non funziona, ma soprattutto raccontare alternative, buone pratiche, visioni che dimostrano come un altro uso dello spazio – più giusto, più sostenibile, più condiviso – non solo sia possibile, ma necessario, perché il modo in cui occupiamo lo spazio oggi determina la società in cui vivremo domani. Allo stesso tempo guarderemo in avanti, confrontandoci con esperienze diverse e provando a immaginare un altro futuro possibile per le nostre città e per lo spazio collettivo. Su questi temi ci confronteremo anche di persona, incontrandoci al Carambolage il 30 gennaio (vedi infobox).

  • SALTO Talk: appuntamento il 30 gennaio

    Un SALTO Talk sul cambiamento urbano e sulla questione di come vogliamo vivere in futuro.

    Bolzano e altre città dell'Alto Adige stanno cambiando in modo tangibile. Ciò solleva interrogativi sull'uso, la progettazione e l'appartenenza dello spazio urbano: a chi appartiene la città, come si intrecciano politica, economia e vita quotidiana e in che modo i cittadini possono esercitare la loro influenza?

    Ne discutono la ricercatrice urbana Lucia Tozzi, l'architetto e urbanista David Calas e l'economista sociale Daria Habicher. Modera: Valentino Liberto.

    30 gennaio 2026, ore 20, Carambolage Bolzano (ingresso libero, prenotazione obbligatoria)