Cronaca | Trento

Come prosegue l'inchiesta Romeo?

La decisione del Gip di imporre l’imputazione coatta apre le porte al processo per Hager, Benko e gli altri indagati, rimane in piedi l'associazione a delinquere di stampo mafioso, ma per avvocati e Pm mancano le prove. Via all'udienza preliminare.
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Foto: upi
  • Non si tratta di singoli episodi né di irregolarità marginali: secondo il Gip di Trento Enrico Borrelli, nelle carte dell’inchiesta Romeo emergerebbe un vero e proprio sodalizio criminale di tipo mafioso, operativo tra il 2020 e il 2023 nelle Province di Trento e Bolzano che avrebbe intrecciato affari, politica e pubblica amministrazione. Nata nel 2019 dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento con le indagini sul progetto WaltherPark e ampliata a diverse operazioni immobiliari tra Alto Adige e Trentino, l’inchiesta aveva provocato nel dicembre 2024 un vero e proprio terremoto: 77 indagati, oltre 100 perquisizioni e otto misure cautelari tra cui quelle nei confronti del magnate austriaco René Benko, del commercialista Heinz Peter Hager, dell’imprenditore Paolo Signoretti e di figure pubbliche come la dirigente comunale Daniela Eisenstecken, il giornalista Lorenzo Barzon e gli architetti Fabio Rossa Andrea Saccani. Un anno dopo, anche se la Procura aveva chiesto di archiviare i capi di imputazione più gravi sostenendo che non ci fosse un vero sodalizio criminale, il Gip ha respinto la richiesta imponendo la formulazione coatta delle imputazioni, riaprendo di fatto la strada a uno dei processi più rilevanti e controversi della Regione.

  • Heinz Peter Hager assieme all'avvocato Carlo Bertacchi il 12 dicembre 2024 dopo l'interrogatorio di due ore a Trento. Foto: SALTO
  • Le motivazioni del giudice

    Secondo il giudice gli elementi emersi dalle indagini provano l’esistenza di un’associazione a delinquere di tipo mafioso in cui emerge chiaramente “l’utilizzo della forza di intimidazione (elemento caratterizzante sia il delitto ex art. 416-bis c.p. che la richiamata aggravante)”, che  “non risultano ridimensionati da elementi successivi all’emissione delle misure e sono peraltro aggravati da talune dichiarazioni”, rese negli interrogatori di garanzia dagli imputati. 

    “I singoli reati costituiscono il core business della consorteria”, spiega Borrelli nel provvedimento, sottolineando che “pur trattandosi di reati istantanei (…) non si tratta in alcun modo di attività episodiche; anche quelle che appaiono, per valore, di minore gravità, si inseriscono nella fitta trama di rapporti volta alla vendita delle pubbliche funzioni e della realizzazione di profitti con violazione di leggi, in iniziative che non si sarebbero realizzate senza tali coinvolgimenti e tali reati”. Per questo, secondo il Gip è necessario che i Pm formulino l’accusa e che quasi tutti i 77 indagati siano giudicati davanti ad un tribunale. 

     

  • Cosa è stato archiviato

    Convinto dell’impianto accusatorio, il giudice Borrelli ha concesso l’archiviazione di pochi capi di imputazione. Secondo Borrelli non ci sono prove di una falsa dichiarazione di Siegfried Brugger (ex Obmann Svp) per aver svolto attività di consulenza legale in favore delle società che in capo ad Hager. Anche la posizione della famiglia Gostner relativamente al caso di insider trading delle quote della società Alerion è stata archiviata. È invece andato in prescrizione il reato contestato ad Hager, Saccani, Rossa e Peter Trafojer, accusati di aver coperto i pergolati di tre attici al Gries Village con strutture in vetro senza il permesso di costruire. 

  • Il magnate austriaco Renè Benko: considerato il vertice del sodalizio criminale, è stato condannato a due anni di reclusione in Austria per la bancarotta. Foto: ZIB
  • Le reazioni degli avvocati

    “Una decisione non condivisibile e giuridicamente errata – dichiara l’avvocato di Paolo Signoretti Giovanni Rambaldi – che ripudia con una certa dose di superficialità la motivata e ponderata richiesta di archiviazione della Procura, formulata dopo ben 6 anni di indagine, dopo aver acquisito pluriennali intercettazioni telefoniche, dopo aver analizzato migliaia di documenti, e dopo aver assunto svariate dichiarazioni testimoniali”. 

    “L’esito lascia sinceramente stupiti alla luce della articolata e motivata richiesta di archiviazione avanzata dai Pubblici Ministeri” dichiara Carlo Bertacchi, difensore di Hager – Ne prendiamo atto precisando che, per giungere ad un processo, le accuse dovranno passare il vaglio del Giudice dell’udienza preliminare e che, alla luce della ferma convinzione della stessa Procura della Repubblica della impossibilità di formulare una ragionevole prognosi di condanna, auspichiamo una celere definizione in detta sede con coerenti sentenze di non luogo a procedere“.

    ”La Procura ha ribadito nella richiesta di archiviazione che non ci fosse prova dei reati – risponde l’avvocato Beniamino Migliucci, difensore di Barzon, Rossa e Saccani – affronteremo con tranquillità assoluta il dibattimento, certi dell’insussistenza delle accuse“. ”Eravamo confidenti in un epilogo diverso – afferma l’avvocato di Joseph Gostner Gerhard Brandstätter  – anche nell’udienza di Pavia è emerso come Gostner sia solo socio finanziatore, inoltre l’operazione è lecita“. Rispetto ai lavori di ampliamento della pista dell’aeroporto, che, secondo gli inquirenti sarebbe stata ottenuta in accordo con l’imprenditore Paolo Signoretti per indurre in errore ENAC, secondo Brandstätter  ”il progetto è regolarmente approvato, non si tratta di un’omologazione ma solo di una variante, con anche una verifica dell’ENAC". 

  • Il Tribunale di Trento, dove ieri si è tenuta l'udienza. Foto: Google Streetview
  • L’inchiesta Romeo e i prossimi passaggi

    Al momento si sono concluse le indagini preliminari dell’inchiesta Romeo, nata nel settembre 2019 su impulso della direzione distrettuale antimafia della Procura di Trento. I due Pm Alessandro Clemente e Federica Iovene hanno chiesto il rinvio a giudizio solo per poche accuse, di cui sono convinti di avere prove sufficienti per sostenere l’accusa, mentre hanno fatto richiesta di archiviazione per i reati più gravi. Sulla richiesta ha deciso il Gip Enrico Borrelli (Giudice delle indagini preliminari), un giudice posto a tutela dei diritti dell’indagato durante le indagini, che ha chiesto la formulazione imputazione coatta, ovvero il rinvio a giudizio. 

    Dopo la formulazione da parte dei Pm del rinvio a giudizio dei principali soggetti coinvolti, si passerà all'udienza preliminare, un’udienza filtro davanti ad un nuovo giudice (il GUP), che potrà decidere se disporre l’avvio di un vero e proprio processo penale o pronunciare la sentenza di non luogo a procedere (meno probabile), chiudendo il procedimento. Se per il Gup l’accusa è fondata si passa alla fase del dibattimento, il processo vero e proprio in cui la pubblica accusa e la difesa discutono le prove davanti ad un altro giudice imparziale che, al termine, emetterà la sentenza di condanna o di assoluzione. Successivamente la parte soccombente può impugnare la decisione in appello (2° grado) e infine in Cassazione (3° grado, solo per questioni di legittimità).